Finestrelle, tabernacoli, porticine, nicchie, sportelli, porte del Paradiso…hanno un sacco di sinonimi ma forse le conoscete meglio con un altro nome: le buchette del vino, quelle singolari aperture nei muri dei palazzi fiorentini che sopravvivono ancora oggi, dal Cinquecento.
Eppure il termine “buchette”, quello con cui sono adesso conosciute e che è stato scelto anche dall’Associazione che le studia e le censisce (Associazione Buchette del vino) risale agli anni Settanta del Novecento. Le ribattezzò così il sindaco fiorentino, Piero Bargellini per indicarne la presenza nelle strade di Firenze, oggetto di un suo famoso libro.


Tornate in auge nel 2020, anno del lockdown, le buchette tornano a nuova vita per il loro efficace
potere anti-contagio e vengono riaperte per la vendita “a distanza” da alcuni locali.
Ma la loro nascita si colloca nel Cinquecento, quando le famiglie che possedevano vigneti furono autorizzate dal Granduca di Toscana Francesco I a vendere senza dazi il vino prodotto nei propri vigneti, ma solo se questo commercio avveniva al minuto, presso la propria abitazione principale e in quantità non superiore a un fiasco alla volta. Compresa la funzionalità del commercio “a sportello”, nobili e borghesi adottarono e diffusero questo redditizio metodo di vendita diretta. In un libro del 1634, la Relazione del Contagio stato in Firenze l’anno 1630 e 1633, Francesco Rondinelli, studioso e accademico fiorentino, narra delle buchette usate in funzione anticontagio durante la terribile epidemia che funestò l’intera Europa. Quando poi nell’Ottocento Firenze diventa città capitale d’Italia molte buchette iniziano a “sparire” dalle facciate dei palazzi, fino a poi cadere in totale disuso dagli anni cinquanta del secolo scorso.


Fino al 16 settembre una mostra-evento ne ripercorre la storia per far rivivere l’esperienza degli antichi finestrini del vino che hanno caratterizzato la vita quotidiana a Firenze per più di quattro secoli. Organizzata dall’Associazione culturale Buchette del Vino (di Firenze) “Le buchette del vino in mostra” è un percorso esperienziale sulle e delle buchette: il racconto unico e prezioso di una parte importante e originale della storia della cultura toscana.
L’esposizione si compone di numerose installazioni, ricostruzioni, riproduzioni, documenti e oggetti ed è arricchita da pannelli con la storia delle buchette, da una postazione di touch screen per la consultazione libera delle mappe interattive con link ai file di Open Data del Comune di Firenze, nei quali sono elencati tutti i finestrini del vino oggi esistenti e quelli scomparsi ma documentati, dalla proiezione di video tour alla scoperta delle buchette del vino con itinerari diversi a Firenze e dintorni (maggiori info qui: www.buchettedelvino.org).

Dalle rilevazioni dell’Associazione emerge che le buchette del vino ancora oggi visibili sono circa 300. I dati attuali dicono che solo nella città di Firenze sono presenti più di 180 finestrini: 155 nel centro storico e 26 fuori dalle antiche mura. Voi le conoscevate?
Info mostra: dalle ore 10.00 alle ore 18.00 a ingresso libero al Palagio di Parte Guelfa – Sala Brunelleschi (Piazza della Parte Guelfa, 1).
