Casa Ruffino: un angolo di Toscana tra vino, design e buon cibo sulle colline del Chianti

La domanda è: cosa hanno in comune una cena al ristorante Tre Rane, fare un brunch immersi nella natura e un party a bordo piscina con vista sui vigneti? La risposta è semplice: succedono tutti a Casa Ruffino.

A pochi chilometri da Firenze, sulle colline del Chianti fiorentino, Casa Ruffino è un indirizzo dove lo stesso luogo può essere vissuto in modi completamente diversi. Da una parte ci sono la villa rinascimentale, circondata da vigneti, oliveti, giardini all’italiana e un parco di alberi secolari, e la tradizione Ruffino, qui rappresentata anche dalla produzione di alcune delle sue etichette più importanti, come Modus Primo e Alauda. Dall’altra, un progetto contemporaneo che interviene sugli spazi senza cancellarne la memoria. Il risultato è una tenuta che cambia volto a seconda del momento della giornata e della stagione: un paesaggio da cartolina toscana, sì, ma con qualche dettaglio inatteso che ne interrompe la perfezione classica.

Il restyling 

Il recente restyling, curato dallo studio B-Arch, parte dalla storia della villa ma la interpreta senza appesantirla da un’atmosfera troppo nostalgica, anzi, e stato proprio questo mix tra passato e presente a colpirmi: l’ispirazione toscana convive con dettagli dal sapore anni Sessanta e con elementi recuperati da altri contesti. Uno su tutti, all’interno del ristorante, il pavimento in parquet ridipinto. Invece di sostituire il legno esistente, si è scelto di conservarlo e di dargli una nuova personalità attraverso il colore. La tonalità riprende quella del mosto d’uva, creando un collegamento quasi naturale con ciò che accade fuori dalle finestre: le vigne, la cantina, la produzione del vino. È un intervento che racconta bene l’approccio del progetto: più che cancellare e ricominciare da zero, lavorare su ciò che già c’è. Altro dettaglio che avrei voluto avere a casa mia: uno specchio recuperato da una discoteca parigina, insieme ad altre chicche rétro. È in questi accostamenti che secondo me si trova la parte più interessante dell’intervento di rinnovo: la Toscana non viene rappresentata attraverso i soliti cliché, ma reinterpretata attraverso oggetti e suggestioni che arrivano dall’incontro tra mondi lontani.

A cena alle “Tre Rane”

Il cuore gastronomico di Casa Ruffino è il ristorante Tre Rane, un indirizzo dove i prodotti toscani vengono utilizzati per una proposta che guarda alla tradizione ma non rinuncia a un’impronta contemporanea. Il menù segue la stagionalità e alterna ingredienti di terra e di mare, accompagnati dai vini Ruffino. Anche la carta dei vini è interamente dedicata all’azienda e, per chi vuole andare oltre la bottiglia scelta a tavola, c’è la possibilità di scendere in cantina e cercare tra annate storiche e formati speciali. Durante la bella stagione, il ristorante si sposta idealmente all’esterno, nel loggiato affacciato sul giardino e sui vigneti. 

La Limonaia

Proseguendo il percorso nella tenuta si arriva alla Limonaia, recentemente restaurata, un ambiente che conserva il fascino della sua storia ma guarda al futuro, poiché ospita cooking class dedicate alla tradizione toscana, ma è anche una location per cene private ed eventi esclusivi, occasioni speciali da vivere in un’atmosfera raccolta e intima, perfetta anche per momenti romantici e celebrazioni importanti: tra le vetrate, il giardino e la vista sui vigneti.

Un pool party in versione rural chic

Durante l’estate la tenuta diventa anche la scenografia perfetta per un rural chic pool party: piscina a sfioro, lettini a righe, musica e un menù pensato per passare una serata dall’atmosfera rilassata. Il menù parte dai grandi classici estivi, con bocconcini di prosciutto e melone, per poi passare a mini focacce con salmone affumicato, guacamole e pepe rosa e tacos con polpo grigliato, paprika dolce, lattuga e salsa allo yogurt. Ci sono le tortine salate con vitello tonnato, i supplì di pomodoro e mozzarella, calamari e gamberi fritti e un fresco gazpacho di cetrioli con rucola, verdure croccanti e germogli di soia. E quando arriva il momento della griglia, il menu cambia ritmo con hamburger nel panino, arrosticini e immancabili patatine fritte. Il finale è dolcissimo: granite al limone o alla fragola con panna, anguria fresca e mini coni gelato ricoperti di cioccolato.

Lazy Sunday: il brunch lento di settembre

La stagione a Casa Ruffino prosegue a settembre con il “Lazy Sunday”, il brunch pensato per celebrare il piacere delle domeniche senza fretta. Un appuntamento dedicato allo slow food e alla natura, dove ritrovare il gusto della convivialità tra vigneti, prodotti del territorio e quella particolare sensazione che solo la campagna toscana sa regalare: il lusso di non avere fretta.

Maggiori informazioni: via Poggio al Mandorlo, 1, Bagno a Ripoli, Firenze. Tel. (055 64 99 750) – sito web: https://www.ruffino.it/

LA SPA Teatro: un piccolo lusso privato da provare a Firenze

In un periodo in cui anche il relax sembra diventato un’attività da fare in coda insieme ad altre venti (sempre troppe) persone, trovare un luogo che rimette al centro il tempo e lo spazio personale è quasi un piccolo lusso contemporaneo. Dico bene?

A pochi passi da Porta al Prato, a Firenze, ho scoperto LA SPA Teatro, uno spazio che prende il concetto di benessere e lo trasforma in qualcosa di più intimo e raccolto: una SPA privata, accessibile esclusivamente su prenotazione, pensata per essere vissuta senza affollamenti, rumori di sottofondo o attese davanti alla sauna.

L’idea è semplice ma decisamente efficace: prenoti il tuo momento e quello spazio diventa davvero tuo. Perfetto per una pausa di coppia, ma anche per un piccolo gruppo di amici o amiche (fino a quattro persone) che vuole concedersi qualche ora di relax senza condividere l’esperienza con sconosciuti in accappatoio.

Anche il nome racconta qualcosa della storia del luogo. “Teatro” è infatti un omaggio all’edificio che occupava in passato questi spazi e il richiamo continua all’interno attraverso le quinte che separano gli ambienti, trasformando il percorso benessere in una sorta di rappresentazione in tre atti. Il primo è Dietro le quinte, dove vapori, aromi, calore e silenzi accompagnano il corpo verso il relax più totale, rigorosamente in privacy. Poi c’è Prenditi cura di te, dedicato ai trattamenti viso e corpo e ai massaggi personalizzati. Infine arriva Movimento di scena, lo spazio pensato per il movimento consapevole, la postura e il riequilibrio energetico del corpo. In questo contesto, una sala corpo sempre a disposizione, è anche possibile attivare dei percorsi o abbonamenti da 15 giorni a 12 mesi. Dispongono di un’attrezzatura wellness professionale e i prezzi non sono per niente esosi!

Il percorso privato comprende il bagno dei vapori; la sauna degli aromi; una postazione di ghiaccio rivitalizzante e docce sensoriali con giochi di luce, aromi e variazioni termiche. Una piccola seppur doverosa precisazione per chi associa automaticamente la parola SPA a una piscina con idromassaggio: qui non c’è. E, sorprendentemente, non se ne sente la mancanza. LA SPA Teatro punta tutto su vapori, calore, aromi e trattamenti, costruendo un’esperienza su misura, dove il protagonista non è il numero di vasche ma il tempo che finalmente si dilata un po’.

Tra i trattamenti che ho provato, prima di entrare in hamman, c’era l’utilizzo del sapone nero Beldi, un rituale tipico della tradizionale marocchina che prevede l’applicazione di questo sapone a base di olio d’oliva sulla pelle per detergere e purificare, anche grazie all’azione esfoliante del guanto. All’uscita avevo la pelle liscissima!

Per chi desidera aggiungere un ulteriore livello di relax, la proposta di massaggi è decisamente ampia: dal massaggio d’Autore della casa ai rituali ispirati all’ Ayurveda, passando per Stone Therapy, massaggio thailandese, Shiatsu e trattamenti specifici per schiena, gambe e piedi.

La cosa che mi ha colpito di più è proprio la possibilità di personalizzare l’esperienza. Un aperitivo dopo il percorso? Si può fare. Una torta per festeggiare un compleanno in modo diverso dal solito? Anche quello è previsto. Basta accordarsi con la referente che organizzare nel dettaglio l’esperienza. La consiglierei se si è in cerca di qualcosa di particolare (occasioni speciali, addii al nubilato per gruppi ristretti).

LA SPA Teatro è aperta dal martedì alla domenica esclusivamente su prenotazione, proprio per mantenere quella promessa che oggi vale quasi quanto il benessere stesso: vivere la SPA senza la sensazione di essere in una stazione nelle ore di punta.

SPA Helvetia & Bristol, un bagno romano contemporaneo nel cuore di Firenze

Se pensate che la spa sia un privilegio da concedersi solo d’inverno, quando fuori fa freddo, qui a Firenze c’è un posto che vi smentisce con eleganza.

A due passi da piazza della Repubblica, nel cuore più vivo della città, all’interno dell’hotel omonimo si trova LA SPA Helvetia & Bristol: un rifugio urbano perfetto per una pausa di relax, un’occasione speciale o anche semplicemente per quella coccola personale che si rimanda sempre da troppo tempo.

Inaugurata nel 2022, la sua sorge dove un tempo si trovavano le antiche Terme Capitoline della Florentia romana. Un piccolo santuario del benessere che rilegge un rituale antico, dove si riesce davvero a evadere pur restando in centro città.

Il percorso benessere dura circa due ore e si sviluppa come una sequenza fluida di ambienti diversi, pensati per accompagnare gli avventori senza fretta. Atmosfera tipica di un luogo sospeso: travertino chiaro, luci morbide, geometrie essenziali e un senso di calma ovattata che invita a rallentare.

Si comincia dall’ hammam (il mio preferito!) forse lo spazio più suggestivo, dove il calore e il vapore impostano subito il ritmo dell’esperienza di relax.

Il percorso continua tra docce emozionali e sauna finlandese, alternando caldo, freddo e stimoli sensoriali. Per chi ama le temperature più estreme, si arriva al frigidarium, la stanza del ghiaccio, prima di lasciarsi riavvolgere dal tepore del tepidarium, la stanza del sale.

Poi si entra in uno degli spazi più scenografici, nell’area piscine, animati dai paesaggi digitali e le animazioni a firma dell’artista Felice Limosani. Due vasche ricavate negli ambienti dell’ex caveau del Banco di Roma, con profondità e giochi d’acqua differenti.  A completare il percorso ci sono la palestra e le cabine trattamenti, tra cui una suite benessere con bagno turco privato, pensata per rituali di coppia. Volendo si può aggiungere l’aquamotus, un sistema di doccia orizzontale che reinterpreta in chiave contemporanea le antiche pratiche termali: oltre 1.200 getti d’acqua, variazioni di temperatura e diversi protocolli di massaggio ispirati a tecniche ayurvediche e connettivali. Questa tipologia di trattamento si può fare in autonomia, oppure abbinato a scrub.

Ad arricchire il percorso, si può sempre decidere di aggiungere uno dei signature treatments che la struttura ha in esclusiva. LA SPA infatti offre quelli con i prodotti Cinq Mondes, ispirati a Indonesia, Cina, Giappone, India e Marocco e Miamo, brand italiano fondato da due farmaciste, basato sul “Miamo System” per risultati specifici e duraturi. Io nello specifico ho effettuato un massaggio viso con il brand Miamo. Risultato? Non volevo più uscire!

LA SPA è accessibile anche agli esterni e può essere riservata per eventi privati, compleanni o addii al nubilato, con formule dedicate e day spa. Una delle offerte più interessanti che hanno è la “SPA and taste experience” che include il percorso dei bagni romani e un light lunch del ristorante Cibrèo al costo di 65 euro (disponibile lunedì e mercoledì).

Per tutte le informazioni, vi lascio il sito LA SPA Helvetia&Bristol.

Enoteca Violetta sale sul tetto: The Hoxton apre il primo rooftop wine bar di Firenze

Firenze vista dall’alto ha sempre il suo fascino. Dalle terrazze degli hotel di lusso ai rooftop più nascosti, passando per i locali con vista sulla Cupola del Brunelleschi, il capoluogo toscano offre tantissimi punti panoramici, ognuno con una personalità diversa. C’è chi punta sui cocktail d’autore, chi sulla cucina gourmet e chi, semplicemente, sul panorama.

Tra le novità dell’estate 2026 c’è quella di The Hoxton, Florence, che dal 29 giugno inaugura il suo rooftop con un progetto dedicato interamente al vino. Nasce così Enoteca Violetta Rooftop Club, presentato come il primo rooftop wine bar di Firenze.

La terrazza panoramica dell’hotel, finora inedita, apre per la prima volta al pubblico trasformandosi in un pop-up estivo accessibile non solo agli ospiti della struttura, ma anche agli esterni, ai fiorentini e ai visitatori in cerca di un nuovo indirizzo per l’aperitivo.

La terrazza di circa 130 metri quadrati regala una prospettiva diversa sulla città. Qui l’Enoteca Violetta, già presente al piano terra dell’hotel, trasferisce la sua filosofia anche “in quota”, con una proposta che ruota attorno alla cultura del vino. La carta propone una selezione di etichette italiane e internazionali, con particolare attenzione ai vini naturali e artigianali, ai produttori indipendenti e ai grandi classici toscani. Si potranno ordinare calici o bottiglie scegliendo tra bollicine, bianchi, orange wine, rosati e rossi provenienti da diverse regioni italiane e anche dall’estero.

Ad accompagnare il vino ci sarà un menù informale pensato per la condivisione. Tra le proposte troviamo le tradizionali Gilde di mare e di terra, feta marinata con olive verdi e peperoncino, chips di patate viola, guacamole, giardiniera di verdure e una selezione di piatti fuori carta che varieranno di settimana in settimana.

Il rooftop non sarà soltanto un wine bar. Durante tutta l’estate ospiterà infatti appuntamenti dedicati alla cultura del vino con il Wine Club, oltre a DJ set e collaborazioni speciali che animeranno le serate.

Informazioni: Enoteca Violetta Rooftop Club sarà aperta dal lunedì al venerdì, dalle 19 alle 22.

Brunèt: una cucina sincera a Borgo San Lorenzo

Basta allontanarsi di qualche curva dalla città, a circa 35 minuti di auto da Firenze per accorgersi che qui il tempo segue un ritmo diverso. Meno frenetico e più autentico.

Siamo a Borgo San Lorenzo ed è proprio in questo contesto che si trova Brunèt, uno spazio che sfugge alle più semplici definizioni. Non è esattamente un ristorante, non è soltanto una bottega alimentare e non è nemmeno uno di quei locali che cercano disperatamente di sembrare qualcosa che non sono.

Io l’ho scoperto grazie a un catering privato. Poi, incuriosita, sono tornata per provare il brunch. Brunèt ha qualcosa che oggi si incontra raramente: un’identità precisa, senza bisogno di raccontarla a tutti i costi.

Per capire meglio da dove nasce questo progetto ho fatto qualche domanda a Leonardo, il proprietario.

Brunèt nasce dopo diciassette anni trascorsi da Leonardo nelle cucine di un ristorante della zona. «A un certo punto avevo bisogno di uscire dalle dinamiche della ristorazione classica e rendere il lavoro che amo meno pesante», mi racconta.

Dopo alcuni mesi come libero professionista e una collaborazione nella gestione della mensa di un’importante azienda di moda a Scarperia, arriva l’opportunità di rilevare lo spazio che oggi ospita Brunèt. L’idea prende forma quasi naturalmente: creare un luogo dinamico, che non fosse vincolato ai canoni tradizionali della ristorazione.

Per questo Brunèt oggi vive di appuntamenti diversi. Eventi speciali calendarizzati ogni mese, aperture dedicate, prenotazioni per occasioni private. Un modello flessibile che Leonardo considera ancora in evoluzione. «Siamo solo all’inizio. Nei prossimi mesi aumenteremo gli slot di apertura e tra settembre e ottobre arriveranno le prime novità». 

Una questione di famiglia

Il nome stesso racconta molto del progetto. Brunèt è infatti il soprannome della figlia di Leonardo e Susanna, la piccola Bruna. Dietro questa scelta non c’è soltanto un omaggio affettuoso, ma una motivazione molto concreta. «La voglia di vivere la crescita di nostra figlia insieme a lei e a mia moglie è stata una delle ragioni principali che mi hanno spinto a chiudere una lunga fase della mia vita professionale». In un settore che spesso richiede ritmi totalizzanti, Brunèt nasce anche come ricerca di un equilibrio diverso. E questa dimensione familiare si percepisce senza bisogno che venga dichiarata. Infatti quando sono arrivata per provare il brunch, a tavola c’erano molte famiglie con bambini piccoli, un’atmosfera quasi danese.

Perché restare in Mugello

Viviamo in un’epoca in cui qualsiasi attività che abbia una minima ambizione sembra dover gravitare intorno a Firenze. Brunèt ha scelto la direzione opposta. Leonardo è nato a Firenze ma vive da sempre in Mugello e non ha mai considerato il territorio come un limite.

«Qui c’è la mia vita. E credo che scegliere di restare non significhi rinunciare alle opportunità, ma costruirle partendo da ciò che rende questo territorio unico»

Quelle tovaglie che raccontano una storia

Una delle prime cose che ho notato entrando nel locale sono state le tovaglie, con un sapore vintage, domestico, quasi familiare. Sembrano appartenere a una casa prima ancora che a un locale. Non è un’impressione casuale. «L’idea è di Susanna. Sono le tovaglie della mia nonna e rappresentano un legame con la tradizione a cui tengo molto.» Anche l’estetica del progetto nasce infatti da un lavoro condiviso. Quando hanno aperto Brunèt, Leonardo e Susanna volevano curare ogni aspetto del locale: dalla cucina all’allestimento, fino all’identità visiva. Per questo si sono affidati all’esperienza creativa di Susanna e della sua agenzia, Bloo Studio. Il risultato evita sia l’effetto “osteria costruita ieri per sembrare centenaria” sia quello, ormai inflazionato, del locale instagrammabile a tutti i costi. Sembra semplicemente vero.

Dal locale alle case delle persone

C’è poi un aspetto meno visibile ma centrale nel progetto. Brunèt non vuole limitarsi alle sue mura. «L’obiettivo è anche uscire dal locale e andare incontro alle persone». Da qui nasce l’attività di catering per privati e aziende, con formule che spaziano dal pranzo alla cena, fino ad aperitivi e coffee break più informali (a base di tramezzini o sandwich squisisti, posso confermare). A questo si aggiungono cooking class e servizi di chef a domicilio. La parte interessante è che non esiste una formula rigida: i menù vengono costruiti insieme ai clienti, alternando proposte tradizionali a interpretazioni più creative. Un approccio che riflette perfettamente la filosofia di Brunèt: meno schemi, più relazioni.

Un posto in cui tornare

Alla fine, ciò che mi è rimasto dopo il brunch non è stato un singolo piatto o una preparazione particolare. Anche perché abbiamo provato tutte le portate e ci è piaciuto tutto! È stata piuttosto una sensazione. Quella di aver trovato un luogo che non cerca di rincorrere le tendenze del momento, di scalare una classifiche, di inseguire una moda passeggera. La sensazione di trovarsi pur sempre in un locale – certo, ma in un posto  rilassato, autentico e profondamente legato al territorio in cui è nato. Che non sono un concept, ma semplicemente la normalità.

Informazioni: via Pananti, 53, Borgo San Lorenzo.

Apriti Cinema compie 15 anni, oltre 40 titoli gratuiti in piazza Pitti

C’è chi se lo ricorda ancora in piazza Santissima Annunziata, quando bastavano le sedie, lo schermo montato tra i palazzi per trasformare una sera d’estate in un appuntamento da non perdere. Negli anni Apriti Cinema ha cambiato casa, trasferendosi prima nel cortile degli Uffizi, poi in piazza de’ Pitti, ma ha conservato la stessa idea: portare il grande cinema fuori dalla sala chiusa e farne un’esperienza da condividere.

Da lunedì 15 giugno la rassegna torna per la sua quindicesima edizione. Fino al 26 luglio, ogni sera alle 21.45, piazza de’ Pitti ospiterà oltre quaranta appuntamenti gratuiti tra classici, anteprime, ospiti e omaggi ai grandi protagonisti della storia del cinema.

Ad aprire questa edizione sarà un tributo a Marilyn Monroe, nel centenario della sua nascita. Il primo appuntamento è con “A qualcuno piace caldo”, capolavoro di Billy Wilder del 1959, preceduto da un’introduzione della docente di Cinema e Cultura visuale dell’Università di Firenze Anna Masecchia.

L’inaugurazione sarà soltanto il primo capitolo di un cartellone ricco e variegato.  Si celebrano infatti altri due centenari di personaggi che hanno segnato la storia del cinema: Carlo Rambaldi, in onore del grande genio italiano, premiato agli Oscar, creatore di effetti speciali e visivi al cinema (martedì 16 giugno non perdetevi “E.T l’extra-terrestre” di Steven Spielberg (1982) e l’omaggio al maestro italiano dei film di impegno civile, Florestano Vancini.

In cartellone, come di consueto, le proposte di film provenienti dalla scorsa stagione dei festival internazionali della 50 Giorni di Cinema a Firenze, tra cui le mini-rassegne “Lo Schermo dell’arteNotti di mezza estate”, dedicata ai film che raccontano il rapporto tra l’arte contemporanea e il cinema; “I documentari musicali dall’archivio del Festival dei Popoli”; “Middle East Now – Summer Beats”, incentrata sulla recente produzione dai paesi mediorientali. E poi i titoli selezionati dal River to River Florence Indian Film Festival, Florence Korea Film Fest, France Odeon,  FánHuā Chinese Film Festival, Florence Queer festival,  Festival di Cinema e Donne e dal N.I.C.E Festival, in occasione dei suoi trentacinque anni di attività. 

Apriti Cinema – 2025

Ci saranno i film del Premio Fiesole ai Maestri del Cinema, riconoscimento del Comune di Fiesole con SNCCI – Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – Gruppo toscano, quest’anno conferito al regista e critico francese Olivier Assayas

Ancora mini-rassegne, con i film de “Le Gallerie degli Uffizi presentano”; l’ultimo appuntamento della manifestazione dedicata al contrasto della violenza maschile sulle donne, “Cambia Uomo Cambia”; “Dal libro al film – Tratto da…”, che propone film ispirati o tratti dai grandi capolavori letterari, diAgatha Christie, Carlo Collodi, Giorgio Bassani, Stephen King, del quale sarà proposto “Shining” di Stanley Kubrick, con una proiezione accessibile alle persone con disabilità visiva, in collaborazione con INCinema – festival del cinema inclusivo. 

All’interno del cartellone di Apriti Cinema, anche la cerimonia di premiazione del “Premio Carabba”, organizzato dal Lanterne Magiche (programma di educazione al linguaggio dell’immagine di Fondazione Sistema Toscana) con SNCCI.

Informazioni:  ingresso ogni sera alle 21.45. Tutte le proiezioni saranno in lingua originale con sottotitoli in italiano e l’ingresso sarà gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.  Tutto il programma è consultabile qui. Buone visioni!

Il “Cinema nel chiostro” torna a Sant’Orsola

Per il terzo anno consecutivo l’ex convento di Sant’Orsola si prepara nuovamente ad accogliere il grande schermo. Dal 29 giugno al 6 settembre torna infatti “Cinema nel Chiostro“, la rassegna estiva dedicata al cinema d’autore che trasforma uno dei luoghi più affascinanti di Firenze in un’arena cinematografica all’aperto.

L’iniziativa è promossa da M.Arte, curata nella programmazione da Spazio Alfieri e rientra nel calendario dell’Estate Fiorentina con l’obiettivo è quello di restituire alla città uno spazio storico attraverso la cultura, in attesa della piena apertura del futuro Museo Sant’Orsola.

Un’estate tra grandi autori e nuove scoperte

La programmazione propone un viaggio nel cinema contemporaneo, alternando opere di registi affermati, esordi premiati nei principali festival internazionali e film in versione originale sottotitolata.

Tra gli appuntamenti più attesi spicca la rassegna domenicale “Metti una sera con Nanni”, dedicata a Nanni Moretti. Sul grande schermo arriveranno tre titoli fondamentali della sua filmografia: “Bianca“, “La messa è finita” e “Habemus Papam“, per ripercorrere oltre quarant’anni di uno degli autori più influenti del cinema italiano.

Il martedì sarà invece dedicato a “Le prime volte”, una selezione di opere prime che hanno conquistato pubblico e critica nei festival internazionali. Tra queste figurano “Sorry, Baby” di Eva Victor; “La mia famiglia a Taipei– Left-Handed Girl” di Shih-Ching Tsou; “Antartica – Quasi una fiaba” di Lucia Calamaro e “Nino” di Pauline Loquès.

Gli appassionati delle proiezioni in versione originale potranno contare sugli appuntamenti del giovedì, con alcuni dei titoli più attesi della stagione cinematografica internazionale. Il cartellone comprende “Hamnet” di Chloé Zhao, tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell, “The Drama” con Robert Pattinson e Zendaya, il nuovo lavoro di Park Chan-wook “No Other Choice” e “I colori del tempo” di Cédric Klapisch.

Il venerdì sarà dedicato alla rassegna “Confini in transito. Visioni dal Medio Oriente”, un percorso attraverso alcune delle opere più significative del cinema mediorientale contemporaneo, tra racconti di identità, memoria, resistenza e trasformazioni sociali. Ad aprire il ciclo sarà “Persepolis” di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, pluripremiato film d’animazione tratto dall’omonima graphic novel, proposto anche come omaggio alla Satrapi, recentemente scomparsa: la proiezione sarà introdotta da un video della stessa autrice. Seguiranno “The Sea” di Shai Carmeli-Pollak, racconto di formazione ambientato nei territori palestinesi, “La torta del presidente” di Hasan Hadi, vincitore della Camera d’Or al Festival di Cannes, “Divine Comedy” dell’iraniano Ali Asgari, dedicato al tema della censura, e “Disunited Nations” di Christophe Cotteret, riflessione sulla crisi del diritto internazionale. Un ciclo che propone uno sguardo sulle cinematografie del Medio Oriente attraverso alcune delle voci più autorevoli e innovative della scena contemporanea.

“Persepolis” di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud

Spazio anche al cinema giapponese con un focus dedicato a Hirokazu Kore-eda, Palma d’Oro a Cannes con Shoplifters. La retrospettiva prenderà il via con “Maborosi”, suo film d’esordio, e proseguirà con altri lavori che hanno consacrato il regista come uno dei maggiori autori contemporanei.

Info e biglietti: con Cinema Revolution promossa dal Ministero della Cultura, i film italiani ed europei saranno proiettati al prezzo speciale di 3,50 euro. Il biglietto intero costa 8 euro, mentre il ridotto per i soci UniCoop Firenze è di 6 euro. Altre informazioni su: www.spazioalfieri.it

Torna Firenze dei bambini, l’edizione 2026 dedicata a Pinocchio

“Ma le bugie si riconoscono dal naso o dagli occhi?”

Lo scopriremo sicuramente alla fine di Firenze dei bambini, la manifestazione che animerà la città dal 22 al 24 maggio e che quest’anno dedica la sua XIII edizione a Pinocchio, al rapporto tra mezze bugie e quasi verità – e naturalmente a Carlo Collodi, nel bicentenario della nascita.

Tra musei, biblioteche, piazze e palazzi storici della città, per tre giorni, Firenze si trasformerà in un immenso paese dei Balocchi nel quale perdersi e ritrovarsi, riflettendo su quanto sia delicato pensare e agire in sincerità fra le varie tentazioni di Lucignolo, i tranelli del Gatto e della Volpe e i consigli della Fata turchina o del Grillo parlante.

La conferenza stampa mi ha già regalato uno dei momenti più memorabili della manifestazione, quando un signore tra il pubblico ha preso la parola per dire: “Grazie da parte dei nonni”. Una frase che – pronunciata così – era un misto tra una benedizione, rivendicazione sindacale e una richiesta implicita di sopravvivenza, per tre pomeriggi consecutivi con i nipoti.

Il programma alternerà spettacoli, atelier, musica, letture e attività educative, ma il filo conduttore resta sempre Collodi e il suo modo incredibilmente moderno di raccontare i bambini. Non a caso uno degli aspetti più interessanti della manifestazione è proprio l’uso di Pinocchio per affrontare temi contemporanei come la comunicazione, la fiducia e la manipolazione delle notizie.

Si parte venerdì 22 maggio dall’ospedale pediatrico Meyer, dove grazie agli artisti Riccardo Mazzei ed Edoardo Malagigi prenderà vita il grande Pinocchio destinato a diventare uno dei simboli dell’intera manifestazione.

Da sabato il festival si allargherà a tutta la città. Palazzo Vecchio sarà protagonista e nelle sue sale i bambini potranno disegnare ispirandosi ai grandi illustratori di Pinocchio, costruire avventure con pezzi di legno, partecipare a laboratori musicali. Ed è proprio qui che tornerà uno degli appuntamenti più attesi di Firenze dei Bambini: la notte al museo. I bambini più grandi potranno infatti dormire dentro Palazzo Vecchio, vivendo un’esperienza notturna tra sale storiche, racconti e attività speciali (posti limitati, prenotazione obbligatoria a partire da lunedì 18 maggio. Info sul sito). Tra le tante novitàin omaggio al giornalista Collodi, i più grandi (9/12 anni) potranno bandire ogni fake news affiancando i professionisti del mestiere e partecipando – con Corriere Fiorentino, La Nazione, La Repubblica Il Tirreno – ai laboratori a tema, mentre la domenica potranno dare vita a nuove avventure per lo scimmiottino rosa Pipì, nato dalla fantasia di Collodi. Nella vicina sede di San Firenze, sotto la guida di un cantastorie, il sabato le famiglie potranno invece rivivere la storia del burattino grazie a un’avventurosa esplorazione curata dalla Fondazione Andrea Bocelli.

A Santa Maria Novella, tra chiostri e antichi dormitori, prenderanno forma spettacoli immersivi, atelier e installazioni dedicate a Pinocchio e agli altri personaggi creati da Collodi. Nel chiostro grande, spazio alla fantasia: false bugie e nuove verità non solo su Pinocchio (con Tri-boo), ma anche sull’acqua e sui rifiuti (grazie a Publiacqua e ad Alia). Le storie collodiane – come Minuzzolo e lo scimmiottino rosa Pipì – acquisteranno nuova voce grazie a Mario Pietramala e insieme a Libe si potranno definitivamente scacciare le tentazioni di Lucignolo. Nell’antica infermeria sarà possibile capire quanto Pinocchio sia famoso in tutto il mondo – delle sue avventure ne esistono oltre 660 edizioni – grazie alla mostra della Fondazione Carlo Collodi e ai laboratori correlati. Le Oblate, invece, saranno il regno dei libri, dei burattini e della creatività: qui si parlerà anche di fake news e verità digitali, con laboratori dedicati ai più grandi.

Palazzo Medici Riccardi ospiterà artisti, scenografi e attività dedicate al giornalismo e alla televisione, mentre all’Istituto degli Innocenti spazio a laboratori su emozioni, illustrazione, moda e teatro, dove i bambini potranno inventare scarpette colorate alla moda (grazie alla Fondazione Ferragamo). All’Istituto Geografico Militare, invece, i bambini potranno trasformarsi in piccoli esploratori, attraversare idealmente l’Italia e conquistare persino un diploma da cartografo, ma anche uno squisito gelato al famoso cioccolato militare offerto da Fabbriche toscane, licenziatari di Difesa Servizi.

Tra le novità di quest’anno c’è anche Palazzo Buontalenti, che aprirà eccezionalmente le sue porte alla manifestazione. Qui il tema delle bugie e delle verità verrà affrontato attraverso laboratori su disinformazione, ambiente e futuro del pianeta, insieme a spettacoli e attività artistiche pensate per le famiglie.

Il gran finale sarà domenica 24 maggio, nel pomeriggio in piazza della Signoria, dopo una parata con Pinocchio, la Fata Turchina e il Grillo Parlante partita da Palazzo Medici Riccardi. Tra pifferi, banda musicale e spettacoli con Mangiafuoco, il Gatto e la Volpe, ci sarà anche la partecipazione speciale di Paola Lorenzini, pronipote di Collodi.

Tutte le attività sono gratuite, la maggior parte non necessita di prenotazione.

www.firenzebambini.it

Piccola parentesi personale: ho da poco rivisto il film Disney Pinocchio e sono rimasta molto turbata dalla scena del Paese dei Balocchi che neanche un film di Lanthimos.