Non c’è due senza tre! Che fa anche rima con Berberè, in effetti. Dopo i due locali già avviati in centro città – uno in via de’ Benci e uno in San Frediano, i fratelli Aloe piazzano la terza bandierina nel quartiere di Novoli, all’interno del polo creativo Manifattura Tabacchi, alle spalle del parco delle Cascine.
Berberè, fra le migliori pizzerie in Italia e al 5° posto della classifica mondiale della guida 50 Top Pizza, prosegue così il suo progetto di espansione su Firenze, inserendosi in un contesto in evoluzione frequentato da una community vivace e da spazi eco-friendly, tra cultura, moda, arte e design.

La filosofia
Berberè nasce a Bologna nel 2010, da un’idea di Matteo e Salvatore Aloe, con l’intento di servire con gentilezza pizze buonissime in posti bellissimi. Le pizze Berberè non sono pizze gourmet ma artigianali e rigorosamente stagionali, con un’anima pop, conviviale e informale. Anche questa nuova apertura propone pizze con impasto da farine biologiche e macinate a pietra, fermentato con solo lievito madre vivo per 24 ore. Ho avuto modo di ri-assaggiarle durante la non poco affollata preview – e devo dire che si confermano gustosissime. Quelle che mi sono piaciute di più: la diavola, la classica margherita e quella con crudo, rucola, burrata e un filo d’olio alle arance.
Gli spazi
Il nuovo locale, con più di 100 coperti, si apre con una grande cucina a vista. Come le altre pizzerie, anche questa nasce da un progetto architettonico site specific (realizzato dallo studio di architettura Avamposti), che sfrutta al meglio gli ampi spazi preesistenti di Manifattura Tabacchi. Dallo stile moderno, spaziosa e luminosa, la struttura evoca l’architettura di una chiesa e un omaggio alla basilica di Santa Maria Novella. Entrando nella stanza a destra si nota subito il connubio con l’arte, con un grande David di Michelangelo in versione sorridente in un wall painting a tutta parete.



Info: aperto tutti i giorni a pranzo dalle 12 alle 15 e a cena dalle 19.00 alle 23.30. Pagina IG: https://www.instagram.com/berberepizzeria/.
*Tutte le foto nell’articolo sono credits © Alberto Blasetti e Bruno Gallizzi.
