Decamerette: lo streaming con amore per tutti

Mi hanno fatto compagnia durante molti pomeriggi in lockdown e non solo. Ho guardato, ho ascoltato, in alcuni casi skippato – sempre con la consapevolezza di aver imparato qualcosa ed essermi divertita.

Sto parlando di “Decamerette”, una tv YouTube indipendente, nata nel marzo 2020 da un’idea di Natalia La Terza per creare una comfort zone virtuale durante la pandemia di Covid-19. A ogni slot di 30 minuti,  i protagonisti e i contenuti cambiano, ma i partecipanti hanno tutti una cosa in comune: raccontano quello che li appassiona di più, o che sanno fare e possono insegnare agli altri, facendo compagnia a chi li guarda, in diretta, in streaming e con amore, dalla loro cameretta.

Come nasce Decamerette?

Decamerette è un progetto nato letteralmente da una story su Instagram. Pochi giorni prima che l’epidemia di Covid-19 fosse dichiarata pandemia, avevo proposto ai miei amici di farci compagnia a distanza, ognuno nella propria camera, raccontandoci quello che più ci appassionava. Iniziavamo a vivere una situazione alla quale non eravamo preparati e che ci intimoriva: avevo pensato che un antidoto potesse essere concentrare la nostra attenzione e quella di chi ci avrebbe guardato su qualcosa su cui fossimo preparatissimi, sicuri e che soprattutto ci regalasse un po’ di buon umore: fosse un libro, un film, un album – o anche il proprio segno zodiacale. Nel giro di qualche ora ho ricevuto più feedback di quanti mi aspettassi, il coinvolgimento attirato mi ha stupita, e ho lanciato il progetto senza pensarci due volte.

Sei da sola o c’è un team che ti supporta?

Decamerette è un gioco di squadra. Ho accanto a me fin dagli inizi Chiara Laquintana, che dirige il team social; Esmeralda Vascellari, che dirige il team dirette; e un fantastico team grafica composto dagli illustratori e designer Caterina Di Paolo, Andrea Chronopoulos, Federico Antonini e Alessio D’Ellena. E poi ci sono tutti i Decameretters: le persone che vedi andare in onda e che spesso danno un doppio sostegno al progetto. Non sono pochi. Per farti qualche nome: Sara Zanardo, una giovane studentessa di cinema che conduce la trasmissione Pochemuchka! e che fa anche parte del team social di Decamerette; ma anche Dario Iocca e Marzio Persiani, uno insegnante, l’altro ingegnere informatico, che dirigono la seguitissima rubrica StreamMate! e durante la settimana aiutano gli altri partecipanti ad andare in diretta sereni.

Questo progetto è il linea con il tuo percorso di studi/lavorativo? Dove vivi e di cosa ti occupi nella vita? Pensi che Decamerette sarebbe comunque nato se non fosse per “l’iper-produttività” mentale a cui molti di noi ci siamo esposti durante la chiusura forzata?

Vivo a Roma ed è la prima volta che lavoro a un progetto simile. Se all’inizio dell’anno qualcuno mi avesse detto: «A marzo creerai un canale YouTube», non ci avrei mai creduto. Ho sempre amato condividere contenuti che ritenessi belli e stimolanti, ma l’ho sempre fatto per altre vie, scritte o al massimo radiofoniche, da autrice free lance. Mi piace stare dietro le quinte, e nei giorni in cui è iniziata l’avventura di Decamerette avrei dovuto registrare un podcast che ho nel cassetto da tempo. È stata l’emergenza a cambiare le mie priorità e necessità: senza il lockdown Decamerette non sarebbe mai nata. Il mio percorso di studi e lavorativo non ha niente a che fare con tutto quello che ti ho detto fin qui: sono laureata in Relazioni internazionali e faccio l’assistente universitaria.

È lecito fare un riferimento a Boccaccio per il nome?

Ogni riferimento a Boccaccio è fortemente voluto. Il merito del nome va a Guia Cortassa, scrittrice e Decameretter, tra le primissime sostenitrici del progetto. È con lei che nelle ore in cui mi era venuta l’idea giocavo a fare un botta e risposta dei possibili nomi. Oggi alle 18 inaugurerà una nuova rubrica che ti consiglio di non perdere: Appalachian Trail un trekking letterario dalla West Virginia di Breece D’J Pancake e Scott McClanahan, al Kentucky di Chris Offutt e J. D. Vance.

Le ore intere possono intimorire un po’ e la maggior parte della attività richiede circa mezz’ora. Hugh Grant in “About a boy” amava definirle unità di tempo. 30 minuti come ogni intervento di Decamerette. Perché non di più, non di meno?

Ora che mi hai citato “About a boy”, e una delle mie scene preferite del film insieme a quelle più drammatiche dell’anatra e di Killing Me Softly, ti chiederò di fare una Decameretta sul tema (volentieri!). Vorrei darti una risposta più strutturata, ma la verità è che quella della mezz’ora è stata una scelta improvvisata. Semplicemente: un quarto d’ora mi sembrava troppo poco per entrare in confidenza con la dimensione della diretta e comunicare qualcosa di compiuto e un’ora mi pareva una durata angosciante per un videomonologo. Con il passare del tempo, mi sono resa conto che per alcune persone, soprattutto quando rinunciavano allo slot solista per passare alla tavola rotonda, la mezz’ora volava, e che l’ora poteva dimostrarsi più adatta. E ti faccio un piccolo spoiler: mi sono ricreduta anche sui contenuti più brevi. Arriveranno presto Decamerette velocissime.

Mi hanno fatto compagnia le lezioni su come spedire la cartolina perfetta di Simone Lisi, Star Wars spiegato ai maschi di Francesca Corpaci (sostengo il team fiorentino avrai capito!) ma ho spesso assistito a dirette di sconosciuti. Come scegliete i partecipanti, conoscenti o sconosciuti? In base ai progetti?

Il team di Decamerette diventa sempre più definito man mano che andiamo avanti e riusciamo ad arrivare a più persone. A tre mesi dal lancio, posso dirti che contiamo circa 90 partecipanti e che la percentuale di conoscenti e sconosciuti è incredibilmente equilibrata. Se è vero che una buona parte dello staff è composta da miei amici, è altrettanto vero che non sono pochi i Decameretters che ho incontrato solo di sfuggita o che non ho proprio mai visto nella vita reale, ma con cui interagisco assiduamente virtualmente. A unirci sono le passioni in comune e la fiducia che riponiamo nel progetto. Ad oggi Decamerette funziona per due vie: «per chiamata» e «per proposta». Nel primo caso sono io a cercare chi vorrei avere con me nello staff, nel secondo caso sono gli altri ad avvicinarsi compilando questo form. Se non ti conosco ma la tua idea mi piace ed è in linea con il nostro mood, sei dentro!

Ho visto che avete anche proposto un crowdfunding. Come vi aspettate che continui nel prossimo futuro, come si evolverà?

Chi vuole sostenere Decamerette potrà farlo sulla nostra pagina su Produzioni Dal Basso —> http:// sostieni.link/25747. Credo che il nostro sia un progetto con un grande potenziale anche fuori lockdown, e i desideri che ho per Decamerette sono due: renderlo uno spazio di condivisione e conoscenza sempre migliore e lasciarlo sempre gratuito, accessibile a tutti. Se Decamerette vi ha fatto stare meglio in questi mesi difficili e volete che continui anche in autunno, potete supportarci con una donazione, oppure acquistando il nostro merch: t-shirt e shopper in edizione limitata disegnate da Alessandro Baronciani e Caterina Di Paolo. Il nome di ogni persona che ci aiuterà sarà scritto sul nostro sito, online nei prossimi giorni. Ci vediamo lì?

Da oggi partirà il palinsesto estivo, chiamato “Summerette” e per tutta l’estate andranno in onda in forma ridotta, il giovedì e la domenica dalle 16 alle 23, con qualche «extrameretta» fuori orario a sorpresa, che annunceranno last minute durante la settimana. 

Io mi candido ufficialmente per la mia slot dell’ABC del Lamento su Decamerette. Chissà se Natalia accetterà il mio progetto! Ora vado a sostenere l’iniziativa e ad acquistare queste bellissime t-shirts!

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