Se in qualche modo avevo già fatto trasparire il mio amore incondizionato per Santabarbara Desco e Cucina, adesso non sono certo qui a nascondervi la mia adorazione per il suo nuovo fratello minore: Santabarbara Desco e Cantina.
Dopo aver conquistato una bella fetta della scena gastronomica fiorentina con il ristorante, Alessio Ninci e Lorenzo Chirimischi hanno deciso di inaugurare un nuovo capitolo del loro progetto. Stavolta con un locale più informale, istintivo e quotidiano, pensato per chi vuole bere un buon bicchiere di vino, mangiare qualcosa di interessante e, soprattutto, farlo senza necessariamente prenotare. Che a Firenze, dove ormai bisogna organizzarsi con settimane di anticipo anche per un aperitivo, non è proprio un dettaglio da poco.


Se il primo Santabarbara è un desco contemporaneo costruito intorno al fuoco vivo della cucina, Desco e Cantina ne rappresenta l’anima più libera e tentatrice. Una sorta di cave à manger, enoteca con cucina, dove il vino è il punto di partenza e i piccoli assaggi diventano un ottimo punto di arrivo.
Non è un caso che il nuovo progetto scelga di raccontarsi proprio attraverso i “peccati di gola”. Piatti pensati per accompagnare un calice di vino, riprendendo quel linguaggio gastronomico che chi frequenta Santabarbara Desco e Cucina ha già imparato a conoscere e apprezzare. La formula è più agile e spontanea: ci si può fermare per un aperitivo, una sosta veloce, un bicchiere dopo il lavoro oppure trasformare quella che doveva essere una bevuta in una cena vera e propria.
«Con questo nuovo locale volevamo creare una porta d’ingresso al mondo Santabarbara, con un focus sul vino: un luogo dove potersi fermare anche senza prenotare, bere bene, assaggiare qualcosa di buono e lasciarsi tentare», raccontano Alessio Ninci e Lorenzo Chirimischi. «È una versione più immediata e peccaminosa del nostro progetto: meno rituale, più istintiva, ma con la stessa attenzione alla materia prima, alla tecnica e al gusto».
Protagonista è naturalmente il vino, con una selezione curata alla quale si affianca una carta di piatti contemporanei, pensati per essere condivisi oppure gustati in totale autonomia. Si passa dalla baguette con burro montato alle erbe, alla quale si può aggiungere un ragù di chiocciole, all’insalata vietnamita di quinto quarto con coriandolo, peperoncino e salsa Nuoc-Cham. C’è il carpaccio di alalunga con pomodoro grattugiato, capperi, acciughe e salmoriglio, ma anche il pâté en croûte di maiale grigio con foie gras e giardiniera. Per chi cerca qualcosa di più sostanzioso, ecco la torta di porri, pecorino e tartufo nero, il riso fritto con salsa LILY-XO, tuorlo marinato alla soia e mazzancolle, oppure i vol-au-vent al ragù di funghi, spugnole e groviera. E ancora conchiglioni gratinati con salsiccia e stracchino e pan brioche piastrato con carne salada di cervo, iceberg e salsa al whisky. Non mancano proposte per i palati più curiosi, come il tofu con uovo centenario, orecchie di Giuda, cipollotto e olio alle cinque spezie. Insomma, non esattamente il solito tagliere di salumi e formaggi da accompagnare a un calice di vino. E per fortuna, aggiungerei.


A ciascuno il suo peccato
Come già accade nell’altro locale, anche qui la formula gioca con il tema del vizio e della tentazione, attraverso tre percorsi gastronomici dai nomi che lasciano poco spazio all’immaginazione: Ebbrezza, Gola e Lussuria. Ebbrezza è la versione più immediata, perfetta per l’aperitivo: un calice scelto dalla lavagna accompagnato da alcuni assaggi fuori menu (15 euro) .Gola, invece, prevede tre piatti a scelta dalla carta e un calice selezionato in abbinamento (25). Infine, per chi ha deciso di non porsi limiti, c’è Lussuria: quattro piatti dalla carta e due calici in abbinamento, per un’esperienza più completa (35). La cosa interessante è proprio questa libertà di scelta. Non bisogna necessariamente sedersi a tavola per una cena di tre ore, né accontentarsi delle solite proposte da aperitivo. Si può entrare per un bicchiere e decidere strada facendo quanto lasciarsi tentare.

Santabarbara Desco e Cantina si configura quindi come naturale estensione del primo locale, ma con una personalità tutta sua. Meno formalità, più spontaneità, senza rinunciare alla ricerca sulle materie prime, agli accostamenti insoliti e a quella cucina contemporanea che riesce a essere creativa senza diventare incomprensibile. Alla base rimane la stessa filosofia: una ristorazione attenta alla sostenibilità, alla riduzione degli sprechi e alla valorizzazione del lavoro quotidiano, ma capace anche di adattarsi a modi diversi di vivere la tavola. Un Santabarbara più spontaneo, ma sempre fedele a se stesso.
Info: via Pier Capponi 34/R. Lun-Sab: 18:00- 00:00 – IG: Santabarbara_winebar.
*Foto di copertina © Sara Bucci.
