10 mostre da non perdere a Firenze a dicembre

Siete più persone da sagra o da mostra d’arte? Io da tutte e due. Essendo una gemelli ascendente gemelli, mi attirano entrambe. Però, prima di fare spazio ai panettoni, queste ultime settimane pre-natalizie mi spingono a fare qualche giro culturale per la città – che diciamolo, pullula di eventi e mostre. Dai colori di Olafur Eliasson ai collezionisti del ‘900 passando per le litografie di Escher, fino all’arte senza compromessi di Banksy, all’intramontabile gipsoteca della Galleria dell’Accademia e al messaggio contro la guerra della fotografa tedesca Julia Krahn. Con due bonus fuori porta a Prato e Pisa: qui i miei consigli.

Olafur Eliasson a Palazzo Strozzi

Palazzo Strozzi torna al contemporaneo ospitando la più grande personale di Olafur Eliasson mai realizzata in Italia. “Nel tuo tempo” è il titolo che con un gioco di luci e ombre, riflessi di specchi e colori coinvolge l’architettura rinascimentale in un suggestivo percorso di opere storiche e nuove produzioni, tra cui una imponente installazione site specific per il cortile (How do we live together del 2019) . L’artista islandese-danese, classe ’67,  lavora da sempre mescolando scultura, pittura, fotografia, video installazioni e media digitali. La sua arte è guidata dal suo interesse per la percezione, il movimento, l’esperienza vissuta, i propri sentimenti e quelli della comunità, cercando di andare oltre i confini mussali e delle gallerie ma coinvolgendo il pubblico attraverso progetti architettonici, interventi negli spazi pubblici, di educazione artistica, sociale e ambientale. 👉 Fino al 23 gennaio 2023. Infohttps://www.palazzostrozzi.org/

Photo credits © Palazzo Strozzi

Escher al Museo degli Innocenti

C’è tempo fino al 26 marzo 2023 per ammirare le opere del genio olandese Escher. Scoperto dal grande pubblico negli ultimi anni, Maurits Cornelis Escher è diventato uno degli artisti più amati in tutto il mondo, tanto che le mostre a lui dedicate hanno battuto ogni record di visitatori. Inquieto, riservato e indubbiamente geniale, Escher nelle sue celebri incisioni e litografie crea un mondo unico, immaginifico, impossibile, dove arte, matematica, scienza e fisica si mescolano. L’esposizione con circa 200 opere ripercorre i lavori più rappresentativi che lo hanno reso celebre in tutto il mondo, con alcune delle opere più iconiche della sua produzione, quali Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939), Giorno e notte (1938) e la serie degli Emblemata, che appartengono all’immaginario comune riferibile all’ artista. 👉 Fino al 26 marzo 2023. Info: Arthemisia.

Photo credits © Museo degli Innocenti

ST. JAVELIN di Julia Krahn al Museo Novecento

10 bandiere giganti si muovono con il vento nel loggiato esterno del Museo Novecento. Sono le donne ritratte dalla fotografa tedesca Julia Krahn. Scappano dalla guerra e lanciano un messaggio di pace e resistenza. Un racconto fotografico in cui l’artista ha invitato alcune donne ucraine rifugiate a raccontarsi attraverso immagini e interviste. Il titolo della mostra prende il nome dallo javelin, il missile anticarro simbolo della resistenza, diventano poi un meme virale sui social. Quella a essere ritratta è anche una maternità che ha dovuto fare i conti con una brutale realtà. Dice l’artista: “Non parlo della guerra, delle sue impossibili ragioni per esistere o di chi la sta tenendo accesa, ma delle persone che la subiscono. Indifferentemente da pensiero, posizione o status, sono fuggite per salvare i loro bambini e hanno lasciato indietro i loro mariti“. All’interno della serie fotografica è presente anche un autoritratto della Krahn, immortalata mentre stringe in mano la sua arma, la macchina fotografica, che invita le rifugiate a fare lo stesso, descrivendo le proprie armi di resistenza quotidiana, fatte per costruire e mai per distruggere. 👉 Fino al 29 gennaio 2023. Info: Museo Novecento.

Photo credits © Museo Novecento – Ph Leonardo Morfini

“Small size” alla Crumb Gallery

Piccole cose, piccoli quadri, piccole foto, piccole sculture. È con questi piccoli ricordi dalla fine di un anno che ha visto la guerra in Europa e l’emergere di una regressione generale dei diritti in tutto il mondo, che la Crumb Gallery ha deciso di organizzare Small size, una piccola esposizione per regalare a tutti schegge di luce, in un buio che sembra sempre più pervasivo. Small size perché le opere in mostra sono tutte di piccolo formato e di prezzo contenuto, perché l’arte – per definizione bella, rinfrancante, che invita alla riflessione e sprona ad andare avanti – non è tale se non è per tutti. Ecco dunque in esposizione (e in vendita in vista del Natale) gli intimistici interni dipinti a olio di Tina Sgrò; i bambini vittime di guerra e del cambiamento climatico nei disegni a matita realizzati da Regan Wheat; le donne che cercano altre dimensioni e altri spazi nelle fotografie di Francesca Tilio; le bambole trasognate alla ricerca di mondi perduti degli scatti di Sélène de Condat; la memoria nei dipinti a olio dell’artista iraniana Zanbagh Lofti; i gioielli che sono ponti tra mondi diversi della scultrice Roberta Conigliaro; i confini metafisici dei dipinti a olio di Adriana Luperto; le stoffe che sono racconti di vite, di spazi, di storie, degli scatti di Roberta Capello; il confinamento nelle piccole cose, altrettanti attimi di intimità, negli scatti di Nikita Narder; i ritratti, fatti con un unico gesto, di Jean-Luc Godard, Iggy Pop, Isadora Duncan, Josephine Baker, Franco Battiato, Pier Paolo Pasolini e altri personaggi famosi, della serie Solitari realizzata con penna bic su carta da Maria Caterina Frani. 👉 Fino al 30 dicembre. Info: Crumb Gallery.

Photo credits © Francesca Tilio, Crumb Gallery

Le fotografie di Elliot Erwitt a Villa Bardini

Chi ha il coraggio di farsi una bella salitina fino a Villa Bardini potrà vedere le fotografie di Elliot Erwitt, uno dei più conosciuti fotografi, che proprio a luglio di quest’anno ha compiuto 94 anni. Nel percorso espositivo incontriamo oltre 70 scatti scelti dalla curatrice e dallo stesso Erwitt per raccontare con ironia uno spaccato della storia e del costume del Novecento. Incontriamo i famosi ritratti di Che Guevara che sorride, di Kerouac, di Marlene Dietrich, e ancora fotografie che hanno fatto la storia, come Jackie Kennedy al funerale del marito brutalmente assassinato, Presenti anche i celebri scatti di Marilyn Monroe e le foto dei suoi amati cani, metafora del genere umano a cui Erwitt ha dedicato numerosi libri. Inoltre un portfolio di immagini dedicate all’amore (fra queste il bacio di una coppia riflessa nello specchietto dell’auto al tramonto) inflazionatissima a San Valentino su Pinterest. 👉Fino al 22 gennaio 2023. Info: Villa Bardini.

Inside Banksy alla Cattedrale dell’immagine

Dopo Dalì, Van Gogh e Magritte, l’ex chiesa di Santo Stefano al Ponte, ora ribattezzata Cattedrale dell’immagine si immerge completamente in una mostra non autorizzata dedicata al satirico writer britannico Banksy. Attraverso un mix di immagini, suoni e musiche, capaci di evocare immediatamente la cultura underground di Bristol vuole far comprendere la protesta che negli anni ha mosso Banksy dando vita alla sua arte. Il racconto ne ripercorre la produzione artistica fin dalle prime apparizioni dei graffiti a Bristol e prosegue fino alla contemporaneità, trattando le tematiche principali delle sue opere: l’incoerenza della società occidentale, la manipolazione mediatica, l’omologazione, le atrocità della guerra, l’inquinamento globale, lo sfruttamento minorile, la repressione poliziesca e il maltrattamento degli animali. 👉 Fino al 26 febbraio. Info: Cattedrale dell’immagine.

Photo credits © pagina Facebook Cattedrale dell’immagine

Galleria dell’Accademia

Non si è mai troppo local per tornare a fare una visita alla Galleria dell’Accademia. Potrebbe essere occasione per ammirare la nuova Gipsoteca, recentemente riaperta dopo due anni e mezzo di lavori, oltre alle sale riallestite: da quella del Colosso, oggi tinteggiata di un “blu Accademia” con i suoi capolavori del Rinascimento Fiorentino, a quelle dedicate ai maestri del Duecento e del Trecento che campeggiano sul “verde Giotto” che riveste questi ambienti. La Gipsoteca ricrea l’atmosfera e la magia dell’atelier ottocentesco dello scultore Lorenzo Bartolini, tra i più importanti ritrattisti dell’epoca, rinomato in tutta Europa. I gessi, qui conservati, adesso, ripuliti e restaurati, grazie anche al nuovo colore delle pareti, un azzurro polvere, spiccano tanto da sembrare vivi. Gli impianti di illuminazione a led, consentono di scoprire particolari e sfaccettature inaspettati, soprattutto delle opere di Michelangelo, a cominciare da I Prigioni, che accompagnano lo spettatore fino al David, al centro della tribuna. Info: Galleria dell’Accademia.

Photo credits © Galleria dell’ Accademia

Passione Novecento a Palazzo Medici Riccardi

Palazzo Medici Riccardi ospita Passione Novecento, una prestigiosa selezione di opere di maestri del XX secolo provenienti da collezioni private fiorentine e toscane. Un progetto che nasce con l’intento di collegare la grande tradizione rinascimentale del collezionismo alla passione per l’arte del Novecento.Si tratta di un viaggio nell’arte del Novecento costruito sulla base di un amore per le opere moderne e contemporanee. Da Paul Klee a de Chirico, da Morandi a Savinio, accanto alle opere di Fontana e Burri, si potranno ammirare i nomi più celebri del contemporaneo come quelli di Warhol e Lichtenstein, di Alighiero Boetti e Daniel Buren, fino a Damien Hirst e Cecily Brown, Ai Weiwei e Tracey Emin.  Grazie al collezionismo e al mecenatismo, nato in particolare nelle ‘camere’ e negli studioli di Palazzo Medici, si è affermata l’autonomia delle opere d’arte, apprezzate per se stesse, curate, contemplate, collezionate. Un susseguirsi di capolavori, che racconteranno sia storie di opere che di grandi appassionati d’arte. 👉 Fino all’8 gennaio. Info: www.palazzomediciriccardi.it.

Photo credits © Muse Firenze

“I Macchiaioli” a Palazzo Blu di Pisa

Chi erano i Macchiaioli? Se solo fossimo stati più attenti durante quella lezione di storia dell’arte, oggi potremmo senz’altro dire che i Macchiaioli furono una delle più originali avanguardie artistiche nate in Europa nella seconda metà del XIX secolo. Se dapprima furono etichettati in senso dispregiativo per il loro porsi antiaccademico (l’accezione giocava su un particolare doppio senso: darsi alla macchia, agire furtivamente, illegalmente) i Macchiaioli si avventurarono sulla via della luce, dipingendo la realtà loro contemporanea, nella semplicità degli scenari naturali di cui avevano esperienza diretta. Con una retrospettiva di oltre 120 opere, la mostra, a cura di Francesca Dini, storica dell’arte ed esperta tra le più autorevoli di questo movimento – ripercorre l’entusiasmante evoluzione di un movimento artistico e racconta, nelle 11 sezioni che la compongono, l’eccitante avventura di un gruppo di giovani pittori progressisti, toscani e non, che – desiderosi di prendere le distanze dall’istituzione accademica nella quale si sono formati, sotto l’influenza di importanti maestri del Romanticismo come Giuseppe Bezzuoli e Francesco Hayez – giungono in breve tempo a scrivere una delle più poetiche e audaci pagine della storia dell’arte non solo italiana. 👉 Fino al 26 febbraio. Info: Palazzo Blu.

Photo credits © Palazzo Blu

“Mr & Mrs Clark” al Museo del Tessuto di Prato

Per ama la moda e la sua storia consiglio “Mr & Mrs Clark“, la prima mostra finora mai realizzata in Italia dedicata al designer di abiti Ossie Clark e alla sua compagna di vita e di atelier Celia Birtwell, protagonisti della scena londinese e della cultura pop degli anni ‘Sessanta’60 e ’70. Curata da Federico Poletti presenta una serie di inediti abiti caratterizzati dalle stampe iconiche di Ossie e Celia, raccontandone anche il contesto e l’evoluzione tramite video e interviste, foto, editoriali e disegni originali. Con uno stile inconfondibile – il flower power – anticipatore di tendenze, Ossie era definito “King of Kings Road” per i suoi abiti di ispirazione ’20 e ’30 e dal taglio slanciato, che rivelavano il décolleté tra movimenti sensuali e giochi di trasparenze. Una carriera breve, ma molto intensa, che ha lasciato un segno nella Londra nel periodo compreso tra la minigonna di Mary Quant e il movimento punk sovversivo di Malcolm MacLaren e Vivienne Westwood, dal 1965 al 1974. Una mostra che rappresenta non solo un ritratto di due stilisti, ma anche un manifesto di una nuova classe creativa tra arte e moda. 👉 Fino all’8 gennaio 2023. Info: Museo del Tessuto.

Photo credits © Museo del Tessuto – ph Marco Badiani

Foto di copertina © Palazzo Strozzi.

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