Cinque mostre da visitare a Firenze questo autunno

Da Artemisia Gentileschi a Pinocchio, passando per l’arte contemporanea e i grandi maestri del Rinascimento: cinque mostre da segnare in agenda per questo autunno fiorentino.

Complici le temperature finalmente sopportabili e una gran quantità di appuntamenti che metterebbero in crisi le agende più organizzate, ecco cinque mostre da non perdere, magari approfittando di un fine settimana di pioggia per rifugiarsi al museo. Che poi, diciamocelo, è sempre un buon piano.


“Artemisia Gentileschi a Firenze” – Museo degli Innocenti

Pensate avere poco più di vent’anni, un talento fuori dal comune e una nuova vita da costruire in un’altra città. La città in questione è la colta e competitiva Firenze, luogo in cui farsi strada, sgomitando in un mondo dominato dagli uomini. È il 1613 e la protagonista è Artemisia Gentileschi, destinata a diventare una delle più grandi pittrici del Seicento. Proprio a questo capitolo della sua vita è dedicata la mostra al Museo degli Innocenti, che ripercorre gli anni fiorentini dell’artista, dal 1613 al 1620, attraverso oltre cinquanta opere. Tra commissioni per la famiglia Medici, incontri con intellettuali e artisti e l’ammissione all’ Accademia delle Arti del Disegno nel 1616, Artemisia riesce a conquistarsi un posto in un ambiente che concedeva ben poco spazio alle donne. La mostra accosta opere della Gentileschi, dalla formazione romana, influenzata da Caravaggio e suo padre Orazio Gentileschi, fino all’ affermazione artistica. Le sue opere dialogano con quelle di Caravaggio e di importanti pittori del Seicento. Particolare attenzione è dedicata alle figure femminili, da Giuditta a Susanna, da Cleopatra a Maddalena, e alla riscoperta moderna dell’artista, tra vicende biografiche e interpretazione delle sue opere.

👉 Fino al 4 aprile 2027 – Museo degli Innocenti, piazza della Santissima Annunziata. Biglietto intero: 16€, comprensivo dell’ingresso al museo.

Victor Man – Museo Novecento

Ci sono dipinti che raccontano storie e altri che preferiscono tenere nascosto qualcosa. Quelli di Victor Man appartengono decisamente alla seconda categoria. Nato in Romania nel 1974, l’artista è protagonista di una mostra al Museo Novecento che raccoglie venticinque opere realizzate tra il 2008 e il 2026. I suoi dipinti – tra ritratti, figure femminili e nature morte – sembrano emergere dal buio, avvolti in tonalità verdi, blu e nere in un universo enigmatico e malinconico, dove vita e morte convivono. Tra i temi a cui l’artista dedica maggiore attenzione c’è quello della maternità. Il dipinto che mi ha colpita di più è Maternity (Curve Delle Anime), un olio su tela del 2025. Lo sguardo della madre, immerso in colori che mi hanno ricordato qualcosa di quasi alieno, trasmette una serenità difficile da spiegare. Mi ha fatto riflettere su quanto sia significativo che un uomo scelga di confrontarsi con la maternità, un’esperienza dalla quale i padri sembrano talvolta rimanere tagliati fuori, soprattutto nei primi mesi dopo la nascita di un figlio. In fondo, tanto la pittura quanto la maternità sono sfide che ci mettono di fronte a qualcosa di più grande di noi, senza darci necessariamente tutte le risposte. A completare il percorso c’è anche un piccolo disegno realizzato dalla figlia dell’artista nel 2022, un dettaglio tenero che riporta tutto all’infanzia e alla spontaneità dei primi gesti artistici. Una mostra da osservare con calma, possibilmente senza cercare una spiegazione a tutti i costi.

👉 Fino al 7 marzo 2027 – Museo Novecento, piazza Santa Maria Novella 10. Biglietto intero: 13€; ridotto 18–25 anni: 9€.


“C’era una volta… Un Re!” – Archivio Contemporaneo Alessandro Bonsanti, Gabinetto Vieusseux

Prima di diventare il papà del burattino più famoso del mondo, Carlo Lorenzini, in arte Collodi, era un giornalista dalla penna affilata, un osservatore ironico della società e un intellettuale decisamente poco incline a stare zitto. A duecento anni dalla sua nascita, il Gabinetto Vieusseux gli dedica una mostra che va oltre Pinocchio, tra giornali d’epoca, documenti originali e una preziosa prima edizione del 1883, conservata, nella biblioteca di una scuola media di Sesto Fiorentino. Tra i pezzi più curiosi anche la firma autografa di Collodi sul Libro dei Soci del Vieusseux, datata 1865, e alcuni volumi sopravvissuti all’alluvione del 1966. Non mancano le incursioni nell’arte, con dodici dipinti a olio di Vinicio Berti esposti per la prima volta e una scultura di Venturino Venturi. E poi ci sono le cosiddette Pinocchiate, sequel e spin-off del burattino nati ben prima che queste parole diventassero di moda.

👉Fino al 15 giugno 2027 – Palazzo Corsini Suarez, via Maggio 42. Visite guidate il giovedì alle 15, con prenotazione obbligatoria a prenotazioni@vieusseux.it.

“Broken. Il potere del frammento” – Palazzo Strozzi

Chi l’ha detto che per essere bella un’opera d’arte debba essere intera? A Palazzo Strozzi va in scena un viaggio attraverso oltre ottanta opere che raccontano il fascino delle cose frammentate, mutilate o sopravvissute al tempo. Dall’antico Egitto a Michelangelo, da Rodin a Louise Bourgeois, la mostra esplora il potere dei frammenti, tra guerre, distruzioni, restauri e nuove interpretazioni. Il progetto attraversa epoche e geografie diverse. Tra le opere esposte ci sono i frammenti del monumento funebre a Margherita di Brabante di Giovanni Pisano, una testa di Afrodite e persino un busto di Mussolini di Adolfo Wildt, segnato dai colpi inferti dai partigiani dopo la Liberazione. Non manca un riferimento all’alluvione di Firenze del 1966, mentre nel cortile rinascimentale trova spazio una grande installazione dell’artista contemporaneo Mark Manders. Una mostra che invita a guardare le imperfezioni da un’altra prospettiva. E magari a fare pace anche con le proprie.

👉 Fino al 24 gennaio 2027 Palazzo Strozzi, piazza degli Strozzi. Biglietto intero: 15€.


“Oltre il Rinascimento. Tra Dürer e Parmigianino” – Palazzo Medici Riccardi

Chi pensa che il Rinascimento sia stato soltanto una questione di perfezione, armonia e proporzioni potrebbe ricredersi. A Palazzo Medici Riccardi, circa 150 opere raccontano il lato più sperimentale e anticonvenzionale dell’arte tra Quattrocento e Cinquecento. Dalle incisioni di Dürer a quelle di Parmigianino, passando per Mantegna e Cranach, la mostra svela anche un’insospettabile passione di Georg Baselitz: collezionare stampe antiche. È proprio dalla sua raccolta privata, insieme alle opere del Museo di Belle Arti di Budapest, che nasce questo viaggio tra artisti che, già cinquecento anni fa, avevano voglia di rompere le regole. Tra i protagonisti ci sono il celebre Rinoceronte di Dürer, le sperimentazioni sul chiaroscuro di Ugo da Carpi e Domenico Beccafumi e le fantasiose figure della scuola di Fontainebleau. Un percorso che dimostra come anche un’incisione, spesso considerata un’arte minore, possa essere un laboratorio di idee rivoluzionarie. Ad accompagnare le stampe ci sono anche alcune sculture di Baselitz e strumenti che permettono di scoprire come funzionavano le tecniche incisorie.

👉Fino al 5 gennaio 2027 – Palazzo Medici Riccardi, via Cavour 1. Biglietto intero: 15€; ridotto 18–25 anni e studenti universitari: 10€.

Oltre Il Rinascimento Tra Durer e Parmigianino Palazzo Medici Riccardi © Linda Pecchioli

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