L’arte contemporanea abbraccia Empoli con la mostra “Prego, mantenere un metro di distanza”

Prego, mantenere un metro di distanza” è il diktat che da ormai quasi due anni ci invita a prendere le dovute precauzioni e, dunque, a evitare ogni contatto fisico esterno. È anche il titolo della mostra che domani, 17 settembre inaugurerà presso gli spazi della Casa della Memoria di Empoli (ex casa del fascio e oggi Bene culturale dello Stato).

La mostra, realizzata in collaborazione con Spazio Fresco, è curata dalla giovane storica d’arte Francesca Zampini, e viaggia col fine di riscoprire questo spazio ancora poco conosciuto cercando di portare in città un assaggio di arte contemporanea. 

Come dichiara la curatrice, che pone il focus sul tema dell’isolamento come condizione presente nella società contemporanea: «Se materialmente, il nostro corpo è sottoposto alle conseguenze negative dello scorrere inesorabile del tempo […] spiritualmente parlando, l’uomo gode della possibilità, unica nel mondo animale, di utilizzare la forza del pensiero per costruire visioni fantastiche e ben più vivibili, che riescono, almeno per brevi momenti, a velare gli eventi reali, qualora non ci compiacciano. L’isolamento ottiene, così, gli effetti vitali di un’oasi rigogliosa: il soffitto diviene il telo bianco su cui poter sfogare gli infiniti potrei e vorrei che attanagliano la nostra mente, mentre, le quattro mura, le tele immaginarie su cui riportare le conseguenze delle nostre riflessioni».

L’isolamento, nelle sue varie accezioni e sfaccettature, è il fil rouge che lega le tre diverse interpretazioni offerte dall’ artista visiva Edvige Cecconi Meloni, lo scultore Amedeo Desideri e la performer Valentina Curnis.

Per Edvige Cecconi Meloni l’isolamento ha avuto gli effetti di un viaggio interiore che l’ha condotta ad abbandonare i piccoli formati, presentando un opera realizzata su una carta giapponese della lunghezza di sei metri, dal titolo “Buttando i miei miti di carta su cieli di schizofrenia” che prende ispirazione dalla canzone “No U Turn” di Franco Battiato. Amedeo Desideri ha deciso di intervenire sullo spazio, “occupando” con un’installazione sonora dal titolo “Is this the AND?”, il teatro futurista che, unito alla struttura della Casa della Memoria, troneggia su un piccolo cortile interno. È sua anche la scultura You can do it, una voliera all’interno della quale piume di uccello volano in un moto perpetuo. È invece un invito a prendere posto tra le poche sedie di un piccolo cinema, quello di Valentina Curnis, con la proiezione in loop delle sue opere (dai titoli “Little Dream of Me, La Donna Perfetta, After Hours”) che con pungente ironia riflettono sulla questione della donna nella società contemporanea. Dalla diversità di genere, all’orientamento sessuale, e, più in generale, alla condizione di isolamento a cui sono costrette determinate categorie all’interno di una società fintamente libera e aperta.

Ricapitolando, per chi avesse voglia di arte contemporanea, di ispirazione e riflessione, ma semplicemente anche di una gita fuori porta questo weekend, la consiglio vivamente! Ingresso gratuito.

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