#Maimute: la rassegna di cinema e femminismo di CinematograFica

Di cosa parliamo quando parliamo di femminismo? Di oggettivazione della donna, di disparità salariale, dell’insensatezza (ma anche l’utilità) dei reggiseni? Al cinema La Compagnia sta per arrivare Mai Mute, una rassegna di cinque appuntamenti, un giovedì al mese, per parlare di cinema e femminismi a cura di CinematograFica.

Un breve riassunto per spiegare chi sta dietro CinematograFica. È un’associazione – fondata da Claudia Morini di Tocco, Daniela Colamartini e Simona Castoldi – che usa il cinema come mezzo per parlare di diritti di genere e femminismi e mette sotto i riflettori il tema della disparità di accesso all’industria cinematografica per donne, generi non binari e minoranze e della loro rappresentazione nel mondo dell’audiovisivo. Ho potuto assistere alla nascita del loro progetto e sono davvero felice e orgogliosa di questa rassegna. Detto ciò, da quando le intervistai per Lungarno qui (una zoom call nel pieno del primo lockdown) questa realtà, a quasi due anni dalla sua nascita, è cresciuta, è cambiata, ed è più agguerrita che mai!

Da gennaio a maggio, Mai Mute proporrà al pubblico, attraverso talk e proiezioni, film indipendenti su tematiche di attualità sociale e culturale che si intersecano con il femminismo: dalla transessualità al pionierismo musicale, dal corpo al linguaggio fino allo sport, ogni volta con ospiti diversi, per parlarne con il pubblico in un dialogo aperto.

Si parte giovedì 20 gennaio. Questo primo incontro è dedicato al tema della lotta politica della comunità trans e porterà in sala un documentario dalla sezione Acid di Cannes 2019, “Indianara” di Aude Chevalier-Beaumel e Marcelo Barbosa. La rivoluzionaria Indianara Siqueira lotta per la sopravvivenza delle persone transgender in Brasile. Nel rifugio che lei stessa ha istituito – Casa Nem – sulle strade, alle manifestazioni, è un continuo battersi per i propri ideali, persino a casa con il marito Maurício. Vicina ai cinquanta, attaccata anche dai suoi compagni di partito e sofferente per l’avanzata del totalitarismo, Indianara deve unire le forze per l’ultimo atto di resistenza. Prima della proiezione il talk “Voci contro il sistema: siamo già qua!” sarà dedicato alla comunità trans in Italia con la partecipazione di Kali Swaid attivista, artista nel campo della moda, fotografa di festival e delle portavoci di Casa Marcella, prima casa rifugio in Italia per persone trans, Mia Tarulli e Cinzia Colosimo.

I prossimi appuntamenti saranno: il 24 febbraio (Se ci ascolti non è solo rumore); il 24 marzo (Non sul mio corpo); il 21 aprile (Prendere parola per rifare il mondo) e il 19 maggio (Bravə anche a fischiare).

A completare l’intento femminista al 100%, segnalo che le illustrazioni della rassegna sono state realizzate da Alessandra Marianelli, in arte Luchadora e che durante ogni evento sarà presente il bookshop della casa editrice femminista Le Plurali, che pubblica libri di saggistica e narrativa, esclusivamente d’autrici.

Ora scusate, vado a mettermi il reggiseno perché sì, io sono favorevole a questa antica forma di costrizione patriarcale al corpo femminile. Oggettivamente, non devo stare qui a spiegarvi perché esiste la forza di gravità, no?

Dunque, che siate favorevoli o contrari al bra, spero di vedervi al cinema!

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