In Sant’Ambrogio torna SALE, il festival di quartiere

Ci sono festival che nascono per riempire un calendario. E poi ci sono quelli che sembrano nascere direttamente da un quartiere, dalle persone che lo attraversano ogni giorno, dalla memoria. SALE – Sant’Ambrogio in Festival appartiene decisamente alla seconda categoria.

Dal 4 al 7 giugno torna la quarta edizione del festival ideato dal Teatro del Sale e dal mondo Cibrèo, un evento diffuso che quest’anno sceglie come tema la “relazione umana” attraversata da spettacoli, workshop, musica, artigianato e incontri, ma soprattutto che racconta un’idea precisa di città: viva, condivisa e profondamente comunitaria.

Dietro SALE c’è anche una spinta molto personale. Quella di Giulio Picchi, che continua a costruire il festival come un modo per “tenere viva l’energia creativa del mio babbo”, Fabio Picchi, figura imprescindibile della cultura gastronomica fiorentina. Ma sarebbe riduttivo leggerlo soltanto come un omaggio. SALE è diventato negli anni qualcosa di più ampio: un ecosistema creativo che coinvolge il quartiere di Sant’Ambrogio e lo trasforma in un laboratorio aperto.

Perché, in fondo, piccolo è bello. Ed è proprio qui che risiede la meraviglia di Sant’Ambrogio – dice Giulio Picchi – nelle sue piccole realtà che, insieme, compongono un universo. Botteghe, librerie, scuole, laboratori, trattorie, artigiani, musicisti, associazioni. Un quartiere che continua a dimostrare come l’idea di “grande” non coincida necessariamente con quella di successo. Anzi. Qui il valore sta nella prossimità, nelle relazioni quotidiane, nella capacità di costruire comunità.

Giulio Picchi – photo credits SALE 2025 NAFC

Il programma

La serata inaugurale di giovedì 4 giugno sarà dedicata alla comunità albanese di Firenze, con una grande cena e musica dal vivo. Tavolate condivise, ricette tradizionali e un allestimento pensato per evocare atmosfere familiari e popolari, in quella che vuole essere un’esperienza immersiva di incontro culturale.

Venerdì 5 si omaggia la memoria di Fabio Picchi. Prima il teatro, poi la cena. Un cambio di format che trasforma lo spettacolo nella “prima portata” della serata. Al centro ci sarà La dispensa dell’amore, testo scritto da Tobia Pescia insieme a Giulio Picchi, ispirato agli scritti di Fabio sul tema della dispensa domestica. Ma qui la dispensa diventa metafora: non più solo il luogo dove conservare il cibo, ma uno spazio umano, emotivo, relazionale. “La dispensa siamo noi”, racconta Giulio Picchi. E forse è proprio questa una delle intuizioni più forti di SALE: considerare il cibo non come semplice consumo, ma come linguaggio sociale. Sempre venerdì, una banda di strada attraverserà Sant’Ambrogio in collaborazione con LUMEN, rafforzando ulteriormente il dialogo anche fuori dai confini del quartiere.

Sabato 6 giugno sarà la giornata più itinerante. Workshop, mercati, concerti, incontri e attività disseminate in tutto Sant’Ambrogio. Dentro il Teatro del Sale arriverà “L’Orto Volante”, mercato dedicato a produttori, coltivatori e realtà che lavorano attorno a sostenibilità e cultura alimentare. E per la prima volta ci saranno anche le creazioni culinarie in barattolo firmate Cibrèo. Fuori, invece, si moltiplicheranno le collaborazioni: dalla libreria indipendente ai laboratori di ceramica, dalla fotografia alla tessitura, fino alle performance musicali diffuse. Un mosaico di attività che sottolinea quanto Sant’Ambrogio funzioni davvero come un ecosistema creativo. Tra i concerti ci saranno anche I Ragazzi Scimmia, insieme ad altre realtà musicali del quartiere e della città. E poi la Scuola-Città Pestalozzi, presenza centrale del festival. I bambini presenteranno un progetto sviluppato insieme a Publiacqua e al Teatro del Sale, destinato a proseguire per tutto l’anno scolastico fino a SALE 2027.

Domenica 7 giugno il festival si sposterà in piazza dei Ciompi per “Sant’Ambrogio a Tavola”, la grande cena collettiva e benefica che negli anni è diventata uno dei momenti simbolo di SALE. Oltre 500 persone invitate dalle associazioni del territorio siederanno gratuitamente insieme a una lunghissima tavolata nel cuore del quartiere. Quest’anno protagoniste saranno alcune grandi trattorie toscane: I Fratelli Briganti, Da Burde, Tripperia Pollini, Molino Trattoria Moderna, Collebrunacchi e naturalmente il Cibreino. La chiusura sarà affidata alla musica: il concerto finale di Mille e il dj set di Hugolini e Biga, aperto a tutta la comunità.

Info: il programma completo in aggiornamento con i workshop è sul sito cibreo.com.

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