La nuova edizione di Firenze dei Bambini

Questo weekend la città si trasforma in una gigantesca arca della creatività, dove bambini (super entusiasti) e genitori (più o meno rassegnati) saranno traghettati da un evento all’altro in un turbine di attività kidsfriendly. Dal 23 al 25 maggio torna infatti Firenze dei bambini, il festival dedicato ai bambini e alle loro famiglie. Un parco giochi culturale diffuso, che coinvolge musei, piazze, biblioteche, teatri, cortili, osservatori astronomici e chi più ne ha più ne metta, tutto rigorosamente a misura di bambino.

Sottotitolo di questa dodicesima edizione è : “Costruiamo la pace. Il canto del mondo”con una chiara ispirazione francescana, ma con più merendine. Un invito alla riflessione e al rispetto per se stessi e per l’altro su come diventare veri costruttori di pace, attraverso tante attività.

Programma

Tra le proposte più attese, venerdì 23, c’è “Geronimo Stilton sulle tracce dell’hacker”, realizzata in collaborazione con la Polizia Postale: in cui oltre mille alunni delle scuole primarie fiorentine incontreranno dal vivo il celebre topo giornalista, sua sorella Tea e l’autrice Elisabetta Dami, il tutto impreziosito da una merenda offerta da Unicoop Firenze.

Una delle iniziative più suggestive sarà la “Sfera di giornali” ideata da Michelangelo Pistoletto insieme ai bambini dell’Ospedale Meyer: una vera e propria scultura itinerante che attraverserà la città per portare un messaggio di pace e creatività. La sfera farà tappa nei diversi luoghi dell’evento coinvolgendo famiglie e visitatori in un’esperienza collettiva e partecipativa.

Tra le attività più fantasiose, da segnalare i laboratori creativi alle Murate (con la tartaruga Uga e incontri dedicati all’educazione alimentare), la creazione di un grande mandala della pace in piazza Madonna della Neve e spettacoli teatrali, musicali e artistici a cura di numerose realtà locali. In Santa Maria Novella, si potrà contribuire alla realizzazione di un’opera collettiva ispirata al Cantico delle Creature, esplorare i Global Goals in un laboratorio del Museo dei Bambini di Milano e partecipare a viaggi interculturali guidati dai mediatori AMIR. All’Istituto degli Innocenti, il cortile si riempirà di ritmi e giochi con il Drum Circle e la Carovana dei Pacifici, mentre all’interno si susseguiranno attività artistiche ed educative in collaborazione con istituzioni e fondazioni come Ferragamo, Archivio di Stato, Unicef e Sant’Egidio. L’Istituto Geografico Militare aprirà le porte per far scoprire ai bambini il mondo della cartografia attraverso giochi e laboratori interattivi. A Palazzo Vecchio, la Sala d’Arme sarà trasformata in un cantiere creativo per costruire una Firenze infinita, mentre nel Salone dei Cinquecento andrà in scena lo spettacolo “Storie di pace” con Oreste Castagna, volto noto di Rai Yoyo, e Mago Tornado. Domenica, sarà la volta dei giovani musicisti con esibizioni dell’Accademia Musicale, della Florence International Violin Academy e del Piccolo Coro Melograno. Il gran finale è previsto in piazza della Signoria, dove le “bandiere della pace” realizzate dai bambini nel Cortile di Buontalenti arriveranno accompagnate da una marching band e dalla Sfera di Pistoletto, regalando un suggestivo messaggio collettivo di armonia.

Infine, torna l’attesissima “Notte al museo” in sacco a pelo, che quest’anno triplica le serate. I bambini dai 6 anni in su, accompagnati da un adulto, potranno vivere l’emozione di trascorrere una notte all’interno di Palazzo Vecchio, Palazzo Medici Riccardi o del Museo Bardini. Colazione del mattino offerta da Rivoire e Gelatarium.

E per i piccoli piccoli?

Tranquilli genitori di neonati insonni: ci sono anche nidi di pace per i bimbi da 0 a 6 anni. Spazi morbidi, Teatrino delle storie, laboratori educativi… dove i bambini possono esplorare il mondo e voi – magari – prendere un caffè seduti, se vi ricordate come si fa.

Le attività sono gratuite, ma molte richiedono prenotazione (le trovate su: www.firenzebambini.it) Dato che molte attività sono già sold out, potete comunque partecipare agli eventi ad accesso libero (a patto di avere l’agilità di una pantera per accaparrarvi un posto).

Perché partecipare a Firenze dei bambini? Perché i bambini capiscono più di quanto pensiamo e la pace si costruisce anche con una colla glitter, un tamburo e una storia ben raccontata. E perché vedere Firenze invasa da piccoli esseri umani felici, artisti appassionati e genitori che (forse) si divertono pure loro… è già un piccolo miracolo di armonia.

Il programma e le prenotazioni le trovate su: www.firenzebambini.it


Sex and solitude: la personale di Tracey Emin a Palazzo Strozzi

Avete presente quelle giornate in cui vi sentite pronti a conquistare il mondo e allo stesso tempo volete chiudervi in casa con una vaschetta di gelato e tutte le stagioni della vostra serie tv strappalacrime preferita? Bene. Se queste giornate fossero un’artista, sarebbero Tracey Emin.

Fino al 20 luglio, Palazzo Strozzi dedica un’ampia pagina a una delle più famose e influenti artiste del panorama contemporaneo: appunto Tracey Emin – che ha fatto dell’autobiografia emotiva e senza filtri la sua cifra stilistica. Curata da Arturo Galansino, la mostra è un invito a entrare, rigorosamente senza scarpe e con il cuore un po’ esposto, nel mondo di una delle artiste più spudoratamente sincere del nostro tempo.

Già dal titolo, che non lascia troppo spazio a fraintendimenti si capisce che qui non si viene per cercare armonia, ma per guardare in faccia la realtà dell’esistenza umana. Quella fatta di passioni carnali, abbandoni e vulnerabilità. 

Tracey Emin non si limita a raccontare storie: le vomita addosso con elegante disperazione. Che si tratti di dipinti come There was blood (titolo è assolutamente letterale) o di sculture come All I want is you (altrettanto letterale, ma più bronzea), ogni opera smuove emotivamente. Emin prende a schiaffi la nostra comfort zone e poi ci accarezza con un neon che recita Those who suffer LOVE — con un caps lock voluto, perché quando si soffre per amore non si sussurra: si grida.

Il percorso espositivo

Con oltre 60 opere tra pittura, sculture in bronzo, ricami, video, neon e installazioni il percorso parte dalla facciata di Palazzo Strozzi dove campeggia la scritta che dà il titolo alla mostra “Sex and solitude” a evidenziare le parole chiave della sua ricerca. Il corpo e la sessualità da un lato, la solitudine e la vulnerabilità dall’altro. Si passa poi a I Followed You To The End, che troneggia nel cortile come una regina malinconica, scultura in bronzo di una figura femminile che domina lo spazio, in una forte tensione tra monumentalità e intimità. Oltre alla pittura, fondamentale mezzo espressivo per Emin è l’uso del linguaggio, nei titoli e all’interno delle opere stesse. Le parole che Emin utilizza sono sempre dirette ed esplicite per coinvolgere visceralmente il pubblico, fondendo confessione e affermazione. Per esempio Love Poem for CF (Poesia d’amore per CF, 2007), basata su versi scritti negli anni Novanta per l’ex fidanzato Carl Freedman. Tra i suoi lavori troviamo anche Exorcism of the last painting I ever made, una performance iconica degli anni ’90 dove Emin visse e lavorò completamente nuda per quasi un mese, dipingendo sotto gli occhi del pubblico. In mostra troverete la ricostruzione del suo studio temporaneo. Una sorta di Grande Fratello artistico, ma senza nomination e con molta più introspezione. 

In fine dei conti è arte o è terapia?

La risposta forse è: entrambe. Emin non crea per decorare, ma per sopravvivere. E nel farlo, ci trascina con sé. Con i suoi lavori espliciti tra un neon rosa shocking, confessioni cucite su trapunte d patchwork, lacrime che scavano il bronzo, a ricordarci che, anche nei momenti di solitudine più cupa, il nostro corpo è ancora lì: desiderante, fragile, vivo.

Un percorso che è a tutti gli effetti un diario personale contaminato di riflessioni sulla maternità, la malattia e la guarigione, i desideri e i tormenti di una donna che sorpassa il confine tra arte e vita privata, esplorando con onestà e poesia i temi dell’amore, della paura di morire e della rinascita. Sex and Solitude è un pugno nello stomaco, sì, ma di quelli che fanno bene.

Infohttps://www.palazzostrozzi.org/

Photo credits – Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio © Tracey Emin.

Santa Barbara, il fine dining accessibile

Se aprire un’attività di ristorazione fosse un mestiere tranquillo – in effetti – lo farebbero tutti. Ma per Alessio Ninci e Lorenzo Chirimischi, cuochi e coraggiosi fondatori di Santabarbara – Desco e Cucina, la sfida era troppo irresistibile. Del resto, il nome del locale è un chiaro rimando alla Santa non solo protettrice di artificieri e chiunque maneggi materiali esplosivi, ma anche degli audaci che decidono di aprire un’attività in una città che vanta più ristoranti che lampioni.

Posizionato in via Pier Capponi 72/A, a un tiro di schioppo da Piazza Libertà (dove c’era RIP! Icchèthai, per intendersi) Santabarbara si propone di scuotere la scena gastronomica fiorentina con una cucina dinamica, in un’atmosfera informale e un approccio sostenibile. 

1 bancone, 20 coperti e zero menù scritti

La formula è semplice: un piccolo desco da 20 posti, un grande bancone attorno al pass della cucina e nessun piatto fisso in menu. Sì, avete capito bene: qui non si ordina alla carta, ma ci si affida completamente agli chef. Un atto di fede culinaria che si traduce in quattro percorsi gastronomici, ognuno con un’icona evocativa:

Fulmine (25€): veloce e letale, 5 piattini personali o in condivisione.

♟️Torre (45€): struttura solida e rassicurante, con 3 piattini e 2 portate principali di stampo più tradizionale.

💥 Cannone (45€): per palati esplosivi, 3 piattini e 2 portate principali dai sapori audaci.

⚔️ Spada (60€): il percorso completo, 5 portate che incarnano l’anima del Santabarbara.

Il tutto in continuo cambiamento in base alla disponibilità del mercato e ai prodotti dei piccoli fornitori locali. Una scelta che strizza l’occhio alla sostenibilità e riduce gli sprechi, ma che aggiunge anche un pizzico di suspense al pasto: ogni volta con un’esperienza diversa. Io e marito, in uno dei rari momenti di evasione (grazie al babysitteraggio dei nonni) abbiamo optato per un menù torre e un cannone, per poi assaggiare reciprocamente uno nel piatto dell’altra. Scelta vincente! La cosa bella di questo ristorante è che, varcandone la soglia, sembra quasi di non essere a Firenze. Quel senso di straniamento – in positivo – che solo un posto nuovo riesce a darti. 

Come spiega Chirimischi, l’idea è quella di decontestualizzare il concetto di fine dining, rendendolo più accessibile, sostenibile e, soprattutto, vivibile per chi lavora in cucina. Le prenotazioni sono ottimizzate online, la gestione delle materie prime è razionalizzata, e il focus è su un’esperienza gastronomica istintiva e contemporanea.

Aprire oggi un nuovo ristorante a Firenze è come giocare con il fuoco in un campo di battaglia” –  dice Ninci. Ma la passione per il lavoro arde più forte di altre cose. E chi meglio di Santa Barbara per proteggerli dalle scintille? 

Alassio: il ristorante del nuovo Hoxton, Florence che porta il Mediterraneo in città

Incastonato all’interno del 4 stelle Hoxton Florence (ma non per questo privo di una sua identità), sorge Alassio, il nuovo ristorante che promette di portarvi direttamente sulla Riviera ligure senza dover affrontare il traffico della A12.

Lo stile

Già dal nome, che richiama una località vacanziera ligure, l’invito è quello di entrare e godere di un’atmosfera accogliente e rilassata, lenta e conviviale. Varcare la soglia di Alassio è un’esperienza sia estetica che gastronomica. Sotto le volte originali mantenute dall’antica dimora Ricasoli si svela un murale a tema costiero firmato dall’artista italo-brasiliana Giulia Mangoni. Pareti color pesca, poster vintage, ceramiche d’autore e lampadari di Murano fanno da sfondo ai pranzi o alle cene. Nel cuore del ristorante, una cucina a vista in travertino e marmo verde (che fa subito The Bear ma con meno gridate!) illumina la scena, incuriosendo gli ospiti.

Il menù

La scelta del menù – che fa principalmente un tributo ai sapori mediterranei – prevede un mix tra un tocco ligure, un’influenza toscana e una spruzzata di nostalgia da vacanze al mare. Sulla carta possiamo trovare piatti come i ravioli girella ripieni di triglia e cozze, conditi con scorza di limone e brodo di caciucco, la Focaccia Alassio, con zucchine grigliate, tartare di tonno, mozzarella di bufala e basilico fresco. Oltre alle crudité di pesce, non c’è solo mare. Dal sontuoso forno Josper e la rovente griglia robata si può infatti anche assaggiare la bistecca alla fiorentina. Io ho optato per una cena vegetariana con un battuto di carciofi, pecorino, limone e condimento alla senape per antipasto, seguito da una melanzana grigliata al carbone, accompagnata da patate dolci in salsa verde. Per una coccola finale mi sono concessa una zuppa inglese (tutto ottimo).

Alassio da bere

In orario aperitivo, spazio alla mixology con carattere. Ci si può appoggiare all’ adiacente Enoteca Violetta per un Capperi Martini, un Pomodoro Highball o un Mediterranean Negroni realizzati dai bartender Fabio Santoro Luchas Dumbrava.

L’esterno

Con l’arrivo della bella stagione, immancabile fare una capatina nel cortile esterno tra  ulivi e limoni, perfetti per godersi il sole.

Cinema all’aperto a Firenze

Tra vecchie conferme e qualche new entry, come quella nel Chiostro di Sant’Orsola, ecco a voi una lista delle arene estive cinematografiche fiorentine.

Cinema nel Chiostro a Sant’Orsola, fino all’8 settembre

L’arena cinematografica estiva a cura dello Spazio Alfieri “Cinema nel chiostro” approda nel cortile dell’ex convento di Sant’Orsola, partecipando alla rinascita di uno spazio cittadino a lungo dimenticato nel cuore del centro storico, e finora chiuso al pubblico. Con una programmazione che spazia dai migliori film d’autore della passata stagione, insieme a retrospettive ospiti, il programma ha inaugurato nel segno di Alice Rohrwacher, a cui l’arena dedica una retrospettiva nel mese di agosto.

Non solo cinema in Manifattura Tabacchi, fino al 28 agosto

Per il sesto anno consecutivo torna il Cinema in Manifattura, nella cornice del Cortile della Ciminiera. Il programma curato da Fondazione Stensen sarà offerto a un prezzo ridotto di 3,50 euro per i film italiani ed europei, insieme a spettacoli gratuiti pensati per i nottambuli, con proiezioni di film cult alle 23.30 dei giovedì di giugno e luglio: Il Grande Lebowski, Dream Scenario e The Dreamers tra gli altri. Il programma include i migliori film della stagione appena passata, molti introdotti e commentati da Carlo Pellegrini. Potete recuperare l’ultimo film di Yorgos Lanthimos presentato di recente a Cannes, Kinds of kindness, l’insolita storia romantica Past Lives di Celine Song e l’acclamato Perfect Days di Wim Wenders. Ma anche una selezione più ricercata tra cui La chimera, Kissing Gorbaciov, Food for Profit e Palazzina Laf. Programma completo: qui.

“Cinema in Villa” sulla terrazza di Villa Bardini, fino al 29 agosto

In uno dei luoghi più mozzafiato di Firenze, nella panoramica terrazza Belvedere del Giardino Bardini a Firenze apre alla quinta edizione di “Cinema in villa”. LA programmazione, a cura della Fondazione Stensen, si articola tra il meglio della stagione cinematografica appena trascorsa e qualche importante uscita estiva. Confermato l’appuntamento per le famiglie, quest’anno al mercoledì, con biglietti gratuiti su prenotazione (obbligatoria) e confermata la rassegna “Cinema Revolution” con biglietti a 3,50 euro. Se avete voglia di un drink panoramico, con il biglietto del cinema si può accedere dalle ore 19 alla Terrazza Belvedere per un aperitivo con vista su Firenze mentre alla Caffetteria di Villa Bardini prezzi scontati per gli spettatori di “Cinema in Villa” (Costa San Giorgio, 2). Programma: qui.

“Apriti Cinema” nel piazzale degli Uffizi, fino al 6 agosto

L’arena cinematografica estiva nel cortile degli Uffizi rinnova il suo appuntamento nel cartellone dell’Estate Fiorentina del Comune di Firenze proponendo un film al giorno fino al 6 agosto. In programma: film dai festival internazionali; un omaggio a Marcello Mastroianni nel centenario dalla nascita, i film della mini-rassegna “Gallerie degli Uffizi – Un film come opera d’arte”; la retrospettiva Gabriele Salvatores del Premio Fiesole ai Maestri del Cinema; la due giorni di titoli irlandesi del N.I.C.E. insieme ai film da America Latina, Medio Oriente, Corea, Cina, India, Francia, Stati Uniti; l’evento a cura di Sentiero Film Factory; il cinema inclusivo; e anteprime nazionali alla presenza dei registi.

Cinema Tascabile, fino all’8 agosto

Continua inarrestabile la corsa del furgoncino Volkswagen Bulli che, portando il cinema nei quartieri periferici di Firenze (2, 3, 4, 5), da 8 anni rafforza il senso di comunità con film e documentari. Fil rouge di questa edizione nella scelta dei titoli, il confronto generazionale. Ingresso libero, proiezioni alle ore 21.30, www.spazioalfieri.it www.estatefiorentina.it 

“Nuovo cinema Universale al Conventino” fino al 30 agosto

Prende il via la terza edizione della rassegna cinematografica dedicata allo storico cinema fiorentino. Appuntamento ogni mercoledì di luglio per 10 serate ad agosto in via Giano della Bella, 20. Nel programma di agosto troviamo qualche chicca come: Il posto delle fragole (1957); Harold e Maude (1971); Balle spaziali (1987); Frankenstein junior (1974); Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso (1972); Animal house (1978); Il pap’occhio (1980), Sbatti il mostro in prima pagina (1972) e Le coppie (1970). Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.

Cinema nel chiostro a Sant’Orsola

Dal dibattuto La zona d’interesse di Jonathan Glazer, passando per Anatomia di una caduta di Justine Triet fino ai disturbanti Povere creature e Kinds of kindness di Yorgos Lanthimos ma anche Luca Guadagnino con il suo Challengers e Palazzina Laf di Michele Riondino. Se vi siete persi uno di questi titoli della scorsa stagione potrete recuperare in una nuova location all’aperto. Da lunedì 1 luglio fino all’8 settembre, l’arena cinematografica estiva a cura dello Spazio Alfieri “Cinema nel chiostro” approda nel cortile dell’ex convento di Sant’Orsola, partecipando alla rinascita di uno spazio cittadino a lungo dimenticato nel cuore del centro storico, e finora chiuso al pubblico.

A proposito di Cinema nel Chiostro

Da Santa Maria Novella nel 2020 al Museo Novecento fino al 2023, quest’anno Cinema nel chiostro allestisce il cortile dell’orologio dell’ex convento di Sant’Orsola, così la città si riappropria dei suoi luoghi attraverso il cinema, in linea con la visione del progetto di riqualificazione dell’antico convento, che nel 2026, ospiterà tra l’altro il Museo Sant’Orsola, gestito dalla fondazione privata creata dal gruppo ARTEA, che gestisce per i prossimi 50 anni l’intero complesso di Sant’Orsola. Il Museo avrà il duplice compito di preservare la memoria del luogo e di promuovere la creazione artistica contemporanea. Un modo per riscoprire e valorizzare il patrimonio frammentario dell’antico convento e di uno degli spazi più a lungo negati alla città.

L’ arena e il programma

Con un allestimento di 150 posti, uno schermo 9×4 metri e una programmazione che spazia dai migliori film d’autore della passata stagione, insieme a retrospettive e ospiti, il programma inaugura da lunedì 1 luglio con La chimera di Alice Rohrwacher, regista a cui l’arena dedica una retrospettiva nel mese di agosto con un viaggio nella sua filmografia, dal film d’esordio premiato ai Nastri d’Argento, Corpo Celeste (2011) a Lazzaro Felice (2018) e Le meraviglie (2014). I martedì di luglio sono nel segno di Wim Wenders con una rassegna di quattro titoli, dal recente Perfect Days, 2023 (16/7) ad altri divenuti cult come Buena Vista Social Club, 1998 (9/7) e Il cielo sopra Berlino, 1987 (v.o.s. 23/7), fino ad Anselm, 2023, un’opera sperimentale e immersiva che esplora la dimensione emotiva, dolorosa, morale dell’artista Anselm Kiefer (v.o.s. 30/7).

Info: il programma è consultabile qui: www.spazioalfieri.it. Biglietti: ridotto “Cinema Revolution” • € 3,50 intero; € 8,00 ridotto soci UniCoop Firenze • € 6,00 ridotto abbonato Autolinee Toscane • € 6,00

Sale, torna il festival che celebra la comunità di Sant’Ambrogio

Dal 30 maggio al 2 giugno il quartiere di Sant’Ambrogio sarà in festa. Torna per la seconda edizione SALE, una quattro giorni di eventi dedicati a celebrare questo quartiere del centro storico da sempre diverso e fortemente cittadino, popolare e vocato all’inclusività e al suo fare comunità, con tante iniziative sviluppate in tutte le botteghe artigiane e nei negozi di quartiere, le cene e gli eventi speciali, le attività culturali.

“Un festival dedicato al nostro quartiere e al nostro territorio, alla creatività delle mani e al retro bottega artistico del Teatro del Sale. Un grande omaggio a Sant’Ambrogio e al suo SALE così tanto amato da Fabio” – queste le parole usate da Maria Cassi per descrivere la nuova edizione, ricca di eventi. Si parte giovedì 30 maggio con la cosiddetta “cena dei popoli”, con le tre più importanti comunità religiose del quartiere. Con la serata “A Cena nel Mediterraneo” saranno presenti la Comunità Cristiana con Padre Bernardo, Abate di San Miniato al Monte, la Comunità Ebraica con il Rabbino Gadi Piperno e la Comunità Musulmana con l’Imam Izzedin Elzir. Dopo la cena, spazio a teatro con “Mediterraneo – Miti, Sirene ed Eroi” il nuovo spettacolo realizzato da Maria Cassi con Lorenzo Cipriani con le musiche di Andrea Pagliari, che racconta di una lunga navigazione attraverso il Grande Mare, dove i due protagonisti incontrano storie, leggende, miti e personaggi del passato nella ricerca di una risposta alle domande del presente.

Venerdì 31 è la sera dedicata a Fabio Picchi con una cena che prevede il menù fiorentino del Picchi, dedicato alle ricette ideali che Fabio avrebbe messo in tavola pensando alla sua città. A completare l’evento, un progetto molto speciale voluto da Maria Cassi e Paolo Hendel che raccoglie le testimonianze dirette delle persone, mettendo in scena i racconti inviati dalla comunità e dai cittadini dedicati al quartiere con aneddoti, memorie, momenti di vita, sorrisi ed emozioni.

Special guest di sabato 1 giugno sarà Eleonora Riso, vincitrice di Masterchef, amica e collega del Cibrèo con la quale realizzeranno una cena “a tante mani”, pensata come un divertente e grande live show. “A Cena nel Mondo” abbraccerà i classici, la tradizionale vocazione di Cibrèo per le cucine del mondo, con la brigata guidata da Oscar Severini, sia la natura creativa e di ispirazione internazionale di Eleonora Riso. Cinque portate fuori dagli schemi che si chiuderanno con un grande concerto di musica etnica africana con i Fuentes.

Il gran finale di SALE si terrà domenica 2 giugno in piazza dei Ciompi con una cena di beneficenza organizzata in collaborazione di chef di prestigiosi hotel fiorentini. Parteciperanno il Four Seasons Hotel di Firenze con lo Chef Paolo Lavezzini, l’Hotel Savoy Palazzo Portinari Salviati con Vito Mollica, Il Salviatino con Rudy Saderi e l’Hotel Regency con Claudio Lopopolo insieme all’Executive Chef Oscar Severini che con la brigata del Gruppo Cibrèo e dell’Hotel Helvetia & Bristol. A seguire i djset di Lorenzo Hugolini, Italians A GO-GO, oltre al concerto degli Street Clerks.

Dai ritratti al creative mending, dai laboratori sull’arte del caffè a come costruire un quadro vegetale per la casa. Ad arricchire il programma culinario, le attività proposte dalle botteghe artigiane del quartiere. Tutte le info su come prenotare e iscrivervi ai workshop le trovate qui.

“Welcome to Barerarerungar”. L’arte di Maree Clarke a Firenze

Un’ arte che riesce a onorare temi dolorosi come la terra perduta, le pratiche culturali e i linguaggi scomparsi e – contemporaneamente – invita con gentilezza a imparare, comprendere e rispettare le tradizioni dell’antichissima cultura dei popoli nativi australiani. È l’arte di Maree Clarke, artista indigena australiana che unisce linguaggi visivi molto attuali con il prezioso recupero di tradizioni e memorie ancestrali. A Firenze ha realizzato la sua prima monografica, dal titolo “Welcome to Barerarerungar”, in mostra fino al 28 luglio.

La mostra – curata da Valentina Gensini e Renata Summo O’Connell presenta opere site-specific sviluppandosi in parte presso MAD Murate Art District con le installazioni sulle facciate delle antiche carceri del complesso delle Murate e in parte al Museo di Antropologia e Etnologia-Sistema Museale di Ateneo, avviando una conversazione con la storia coloniale europea attraverso un’imponente opera che abita il cuore dell’edificio.

“Welcome to  Barerarerungar, unisce profondamente l’Arno e la sua città a una cultura lontana, attraversando il tempo e gli emisferi, in un generoso gesto di accoglienza – commenta Renata Summo O’Connell, curatrice della mostra – Welcome to Barerarerungar, lontano dall’essere un’esperienza esotica, è l’affermazione della vitalità contemporanea di una delle culture viventi più longeve al mondo, grazie a un’artista che contesta il passato coloniale con coraggio, con l’invito a immaginarci reciprocamente in modo nuovo, immersi in un incontro inatteso e sereno”.

Il lavoro multimediale di Maree Clarke esprime in modo innovativo il profondo desiderio dell’artista di riconnettersi alle pratiche perdute delle popolazioni indigene meno note, provenienti del sud-est australiano. L’approccio proposto genera uno spazio aperto alla condivisione della sua pratica artistica, secondo una collaborazione intergenerazionale volta a riattivare una conoscenza culturale partecipata.

La produzione dell’artista a Firenze è iniziata lungo l’Arno, con la realizzazione di collane di canne fluviali, simbolo di passaggio sicuro e amicizia nella tradizione indigena australiana, e infatti indossate come protezione nei viaggi tribali. In questo senso la loro presenza nell’esposizione fiorentina acquisisce un significato simbolico. Il recupero di tale pratica ancestrale, in cui le canne sono tinteggiate e intrecciate con piume, collega il fiume Arno e la sua città a una cultura lontana, attraversando epoche ed emisferi, in un atto generoso di benvenuto.

Informazioni: MAD Murate Art District, dal martedì al sabato dalle 14.30 alle 19.30
www.murateartdistrict.it; Museo di Antropologia ed Etnologia-Sistema Museale di Ateneo
via del proconsolo, 12 dal martedì alla domenica dalle 9 alle 17 www.sma.unifi.it