Floricanto

I fiori stanno bene solo nei prati – disse lui.
“Ti farò cambiare idea – disse lei.
E così si innamorarono”

A un numero non ben precisato di viale Volta, tra rami bagnati, vasi vintage scovati in mercatini della città eterna, profumi e colori diversi, sorge il laboratorio di una coltivatrice di sogni – ma soprattutto di fiori.

Floricanto è il progetto di Giulia Pulcri, fiorista freelance romana, classe 1983, che ha dato vita ad un’officina floreale, un luogo magico dove la poesia e l’incanto si mescolano, la creatività sfocia libera. È il suo giardino segreto dove immagina, realizza e consegna personalmente allestimenti per matrimoni, ma anche bouquet e composizioni su ordinazione.

Com’è iniziato il tuo viaggio?

“Anche se Floricanto nasce alla fine del 2017, sono quasi cinque anni che faccio questo lavoro. Il mio percorso per arrivare fino a qui è lungo e costellato di esperienze diverse: da un passato in storia dell’arte, agli studi di restauro ligneo, facendo una piccola deviazione nel mondo del sociale fino all’incontro felice con il mondo dei fiori. Ho pensato di dover “provare” e dopo aver conosciuto una fiorista a Siena, ho capito che il mio non era un desiderio passeggero ma il lavoro della mia vita”.

La scelta di questo nome?

“La musica è sempre presente in molti momenti della mia vita, soprattutto quando lavoro e Floricanto deriva da un pezzo della cantante scomparsa Lhasa de Sela. Mi ha molto ispirata. Studiando un po’ ho anche scoperto che Floricanto è legato alla cultura messicana e indica dei piccoli componimenti poetici”.

Non è un lavoro facile?

“È un lavoro molto fisico. O ti svegli all’alba o non vai proprio a dormire. Dodici, sedici ore di fila, i tempi sono serrati e concentrati. È una materia viva che cambia mentre la lavori, il fiore reagisce ad ogni tua azione e non puoi preparare le cose molto in anticipo. Dal punto di vista emotivo, è un lavoro che ti coinvolge tanto, minuto dopo minuto. Bisogna anche tener conto delle condizioni climatiche: troppo caldo d’estate e troppo freddo d’inverno; tutto ciò che fa male ai fiori non è previsto. È un lavoro romantico, sì, ma devi amarlo in maniera totale. A fine giornata avrai mani sporche di terra, schiena a pezzi ma il cuore pieno di gioia. Lo consiglio a tutti: è terapeutico!”.

Intendi provare a fare qualche laboratorio?

C’è una storia dietro ogni bouquet. Qual è stata la richiesta più strana o particolare che ti è capitata?

Un signore mi chiese un bouquet per un’amica alla quale teneva moltissimo. L’amica in questione era non vedente. “Voglio trovare il modo di farglieli godere questi fiori, anche se non può vederli” – mi disseSerici, impalpabili, talvolta spinosi, spessi: per la composizione decisi di giocare tanto sulle trame, sulle consistenze e i profumi diversi dei fiori per comunicarle l’importanza e la bellezza di quel regalo, anche se non poteva vederlo, aprendola così a un mondo fatto di sensazioni tattili e olfattive. È stato bello e difficile al tempo stesso. Ne conservo davvero un bel ricordo”.

Chiacchieriamo come se ci conoscessimo da tanto tempo davanti a una piccola composizione di fiori di cera, muscari e green bell da lei stessa composta, sedute a un tavolino de L’atlante, un delizioso tea club con cui lei collabora spesso per alcuni “botanical atelier” a tema.

Alla domanda “qual è il tuo fiore preferito” crolla davanti all’indecisione, tipica di chi non sa eleggerne uno perché li ama tutti a prescindere. Ogni fiore, ogni stelo, ogni petalo sono le pennellate che usa per i suoi componimenti botanici.

Mi svela un segreto: è un lavoro che non perde di poesia – mai.

Per info: www.floricanto.it

*Articolo pubblicato sulla rivista Lungarno, numero marzo 2018.

Sit ‘n’ Breakfast, un caffè-coworking nel cuore di Firenze

Voglio creare un posto dove i libri siano il carattere, ciò che dà l’identità a un luogo e il confine entro cui ricercare una tipologia di persone che abbiamo voglia di avere intorno”. Ogni volta che varco la soglia di via San Gallo 21r penso sempre che se avessi avuto un posto così durante la triennale, molti pomeriggi in preda alle paranoie da studio sarebbero trascorsi diversamente. Profumo di caffè e di toast appena sfornati invadono le narici di qualsiasi avventore entrato per caso o per scelta qui. Sit ‘n’ Breakfast, che da ora in poi chiamerò SNB, è uno spazio per chi ama stare dalla parte dei libri. Una libreria indipendente? Sì. Una caffetteria? Anche. “Un posto di coworking leggero, che non sia una riduzione di un ufficio, ma l’evoluzione di un internet caffè che faciliti l’incontro fra persone e l’incubazione delle microimprese”: così che recita il manifesto.

SNB nasce nel 2014 dall’idea del senese Luigi, mente inquieta e anima d’artista sempre bisognosa di creare cose nuove, che ha fatto letteralmente “salire a bordo” Chiara Anastasia, figlie del Jobs Act e legate dalla formazione letteraria, l’amore per l’editoria, la comunicazione, a cui si aggiunge anche Athos, curatore della parte grafica. Così dalla prima avventura all’interno della Libreria Libri Liberi, due metri più avanti, hanno ridisegnato non solo i confini del luogo, ma anche del progetto editoriale.

Nel trasferimento hanno avviato un progetto con le case editrici indipendenti italiane. Un “temporary bookshop” ma anche una vetrina dove gli editori si alternano mese dopo mese, con incontri ed eventi. Questo mese, ad esempio, sarà il turno di Gorilla Sapiens Edizioni, appassionata “di grandi sciocchezze come di questioni filosofiche di poco conto” che spicca per “un’ossessione per la corretta lingua italiana e un certo appetito per la distruzione delle categorie”. Da SNB non ci sono vie di mezzo per passare da visitatori occasionali a clienti affezionati. Dal dentifricio del popolo, messo a disposizione nei bagni del locale all’”hortus conclusus” che le ragazze curano con buona volontà, alla scelta degli ingredienti dei toast (io prendo sempre il “Giordano”) tutto fa pensare alla cura delle piccole cose.

Piccole cose sì, ma riuscite alla grande.

Sit’N’Breakfast Via San Gallo 21R, 50129 Firenze

*Articolo pubblicato sulla rivista Lungarno, numero novembre 2017.

Riapre l’Off bar!

Giugno è giunto e con esso anche quel periodo dell’anno in cui, per alleviare le pene del caldo fiorentino, l’unico orizzonte marino che vedi è quello di una bacinella riempita di acqua ghiacciata. Quel periodo dell’anno in cui inizi a sentirti a disagio perché la tua pelle è palesemente chiara, tendente al fosforescente perché no, non sei ancora andata al mare, e no, probabilmente non ci andrai finché la tua coscienza ti intimerà di studiare per passare gli esami; quel periodo dell’anno in cui, anche se sogni Pitti, il “purciaro” che è in te si è impossessato delle tue facoltà mentali e gli unici acquisti che puoi concederti sono ancora una volta firmati bancarella granny style.

Ma non temete, perché potrete sfoggiare tutti i vostri migliori capi boho-chic oggi, mercoledì 10 giugno, alla tanto agognata riapertura di uno dei locali fiorentini più amati dell’estate: l’Off Bar. La super inaugurazione vedrà sul palco del Lago dei Cigni la band più dream pop e glitterata di Firenze: i Celluloid Jam, il progetto musicale di Jerro Sabaii e Caterina Vannucci, a cui si aggiunge il visual artist David Hartono.

La ricca programmazione prosegue per tutto il mese e per il resto dell’estate con eventi diversi tutti i giorni della settimana! Quindi penna, carta e calamaio, perché questo sarà uno dei cuori pulsanti dell’Estate Fiorentina!

Il lunedì sarà targato Summer Salad, la serata a cura di dj Biga, che selezionerà suoni che spaziano dal funk al soul fino a ritmi sudamericani.

Il Martedì spazio ai live jazz e ad atmosfere più sperimentali.

Il mercoledì ritorna Off Cinema: il cinema indipendente sotto le stelle, la rassegna curata da Simone Bartalesi e dal regista Manfredi Lucibello con proposte che alternano cortometraggi d’autore, vincitori di festival, realizzazioni internazionali, interventi degli autori e proiezioni di documentari indipendenti. Dai che all’aperto il cinema è più bello, fa meno caldo e si può anche fumare (anche se nuoce gravemente alla salute, siamo tenuti a dirvelo)!

Il giovedì vede protagonisti laboratori sul riuso e sul riciclo per i più piccoli, a partire dalle 17. Mentre per la serata si alterneranno alcuni dei progetti musicali più interessanti del panorama fiorentino: il molleggiato Swing out, l’ammiccante risveglio erotico di Capezzoli di Venere, la coinvolgente Mirco Roppolo Djset Vintage (una performance unica realizzata esclusivamente con apparecchi d’epoca) e, infine, le serate targate Introspettiva, dedicate agli amanti del vinile.

Last but not least, venerdì e sabato spazio ai live sul palco con ospiti nazionali e internazionali.

Ma non finisce qui, intoniamo alla Little Tony: una domenica al mese ci sarà Yes we Jam (la prima, domenica 21 giugno), la serata di successo del rapper Millelemmi e non perdetevi  il mercato vintage Off Bar Gran Bazar domenica 28. Quest’anno vedrà anche la grande new entry Undisputed Cuts, progetto del giovane dj fiorentino Herva, che all’Off Bar presenterà ogni settimana un ospite diverso.

Insomma, è arrivato quel periodo dell’anno in cui inizi a vedere prepotentemente in giro più di cinquanta sfumature di Birkenstock, anche se io non sono mentalmente predisposta ad affrontare tutto ciò. Pure il nostro fedele astrologo Faolo Pox mi suggerisce di pensare a divertimi, però prima di divertirmi, pensarci, ecco.

Ora che ho fatto il mio dovere, vado a rimettere i piedi a mollo che davanti al computer si muore di caldo.

*Articolo uscito sulla rivista Lungarno, numero giugno 2015.