Cosa mi sono persa a Pitti 104

E anche per questa edizione sono riuscita a schivare Pitti. Non per poca volontà o legittimi impedimenti ma, più semplicemente, per una serie di coincidenze cosmiche per cui alla fine, non sono riuscita a fare un salto in Fortezza da Basso. Me la sono persa eppure l’ho seguita passo passo. Dalle voci, dai giornali, dai look per strada, dalle stories social, e in diretta dalle pagine dei player modaioli. La 104esima edizione della famosa kermesse di moda maschile – pare essere stata una delle più trionfanti che – tra eventi, look eccentrici, sfilate in location mozzafiato – l’ha riportata agli antichi fasti delle edizioni pre pandemia. Questa edizione di Pitti Uomo si è chiusa con risultati molto positivi con oltre 800 espositori, più di 17mila presenze e il ritorno dei buyer stranieri, soprattutto asiatici.

Consideriamo che Pitti di giugno si è svolto in un momento abbastanza delicato per la città (invasione da turismo estivo, lavori della tranvia estesi in molti punti di Firenze, autisti dei mezzi pubblici – e passeggeri di conseguenza – sull’orlo di una crisi di nervi) e in quel clima di caldo che anche le lisce nate lisce sanno che non c’è messa in piega che tenga, a reggere l’umido in stile thailandese.

Il tema del salone: giocare

Tutti ingredienti che Pitti Immagine ha messo in pista in questa edizione erano legati dalla parola d’ordine: giocare. Poiché il gioco è una dimensione ludica, sfidante ma soprattutto creativa, sinonimo di energia, impegno e di voglia di vincere. “Ci siamo spinti a immaginare i saloni di Pitti come un grande tavolo da gioco sul quale divertirsi, ma anche puntare il tutto per tutto, scommettere su sé stessi e sulla propria strategia, considerare l’avversario e i partner, uscire dalle sicurezze, tentare qualche azzardo, essere individualisti o fare gioco di squadra” ha commentato Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine. 

Photo credits © Pitti Immagine

L’installazione di Eli Russell Linnetz 

Procediamo con ordine, con una statua della libertà work-in-progress o che affonda (?) – con la bellissima installazione realizzata dal designer californiano Eli Russell Linnetz, guest designer di questa edizione di Pitti Uomo. Artista poliedrico e creativo, Russell Linnetz ha trasformato il piazzale centrale della Fortezza da Basso in un set cinematografico, che cita espressamente un celebre cult movie hollywoodiano. Quale? Vediamo se siete cinefili esperti e sapete di quale film si tratta!

La sfilata Luisaviaroma con British Vogue a piazzale Michelangelo

L’aspetto più interessante di Pitti è (forse) la competizione.  A fare a gara a chi ha la location più strabiliante anche Andrea Panconesi, founder di Luisaviaroma, che, dopo ben quattro anni è riuscito a organizzate una mega sfilata a piazzale Michelangelo, in collaborazione con British Vogue. Insieme hanno presentato “Runway Icons”, una sfilata multi-brand concepita come evoluzione del primo show organizzato nel 2019, alla presenza di oltre 2000 ospiti. “Runway Icons” ha portato in passerella l’evoluzione della moda e dello stile mondiale attraverso i decenni, un dialogo visivo tra passato, presente e futuro. Lo show ha visto look di oltre 50 brand internazionali, sia emergenti che affermati, indossati dai volti più influenti dell’industria della moda, selezionati insieme a British Vogue. Tra gli ospiti Leonardo di Caprio, e le super top Kate Moss, Natalia Vodianova, Mariacarla Boscono, Pat Cleveland, Irina Shayk, Bianca Balti, Eva Herzigova e Ashley Graham e tanti altri.

La sfilata di Fendi nella sua factory

Fendi ha trasformato il suo luogo di lavoro in una passerella rendendo omaggio ai tanti artigiani del brand con una sfilata altamente simbolica, tra i macchinari della fabbrica del nuovo polo produttivo di Capannuccia a Bagno a Ripoli, nella campagna alle porte di Firenze Sud. La maison romana ha così fatto un ritorno a Firenze, dove Adele Fendi, nonna di Silvia Venturini Fendi – ad oggi direttore artistico degli accessori e del menswear della maison romana – si recò da Roma per imparare l’arte della lavorazione della pelle quasi un secolo fa. Chi mi sono persa alla sfilata? Gli amici del brand Alexander Skarsgard, Massimiliano Caiazzo e Louis Garrel. Grazie dell’invito eh!

Non sono stata fisicamente alla fiera eppure ero costantemente informata su tutto ciò che succedeva, principalmente dai social. Quindi presenziare o avere un basso profilo? “Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? – direbbe Nanni Moretti.

Tra immaginazione e creazione, tra vero e verosimile, la fiera (fisica o virtuale che sia stata) è sempre un ottimo pretesto per essere presenti come spettatori o come attori. È il gioco del “facciamo che”, del “Make Believe”, del sogno, non solo americano, dell’essere e allo stesso tempo non esserci che si ricollega all’opera-scultura di Eli Russell.

L’importante è crederci intensamente.

La nuova Ditta Artigianale in piazza Ferrucci

Gli esterni con ombrelloni a righe anni ’60, l’ambiente tropicale e almeno 50 sfumature di verde. Se non ci siete ancora stati, andate a provare il nuovo Ditta Artigianale in piazza Ferrucci.

A 10 anni dall’inaugurazione del primo locale in via dei Neri e dopo le aperture in via dello Sprone, via Carducci e lungarno Soderini, Firenze vede la nascita della quinta caffetteria a marchio Ditta Artigianale, dedicata al consumo consapevole di caffè e la rigenerazione di uno storico angolo di città, a cui i fiorentini sono particolarmente aficionados.

Photo credits © Ditta Artigianale ph. Leonardo Morfini

Aprono in zona San Niccolò, sulle ceneri dell’ex pub Joyce, dandogli una nuova veste, un luogo dove si potrà rimanere durante tutto l’arco della giornata, dalla colazione all’aperitivo. La zona caffetteria di questa quinta flagship a marchio Ditta Artigianale, a differenza degli altri, riprende il concetto di caffè letterario, con un’edicola annessa in cui si potranno acquistare riviste e quotidiani, recuperando la funzione di connettore sociale, tipico di tante eccellenze a Firenze, nate a inizio ‘900. Il tutto proiettato in un’ottica contemporanea con eventi periodici e iniziative culturali per alimentare il confronto intorno a vari temi d’attualità con la città.

Photo credits © Ditta Artigianale ph. Leonardo Morfini

La bakery

Ma passiamo alle cose serie. Tra le novità più succulente troviamo la bakery, un laboratorio di pasticceria e di panificazione timonato dalla fiorentina Francesca Grillotti, pronta a sfornare prelibatezze lievitate in ogni momento. Dai croissant ai pain au chocolate, fino all’interpretazione dei “buns”, passando per banana bread, chocolate babka, carrot cake, red velvet e cheese cake. Se dovete fare incetta di trigliceridi: questo è il posto giusto per farlo. Oltre alla pasticceria, il laboratorio sfornerà anche alcune tipologie di pane al fianco del bread master newyorkese Joshua Shuffman.

La cucina

Se per la colazione potete scegliere tra quella all’italiana (con croissant, dolci e torte tipiche della tradizione nostrana) e quella internazionale (con french toast, sofficissimi pancakes e uova strapazzate) a coordinare il salato e la cucina troviamo lo chef Giacomo Faberi, che ha ideato ricette di ispirazione etnica, provenienti da varie parti del mondo. Tra le portate, si citano l’ Asparagus Pesto Toast, un toast croccante con pesto fatto in casa di asparagi, accompagnato da spinaci, mandorle tostate, pomodorini freschi e servito scegliendo tra tofu o marinato o burrata; o il power Quinoa Bowl. Il mio preferito rimane il bagel con salmone marinato, crema di formaggio, aneto e insalata ma sono notevoli anche il classico croque monsieur, la loro Caesar Salad e il Ditta Club Sandwich. Non potete non provare le loro patate dolci fritte (servite con maionese artigianale fatta con senape, miele e paprika). Creano letteralmente dipendenza! Ditta Artigianale – secondo il mio modesto parere – rimane sempre un posto ideale se volete sperimentare il brunch del fine settimana, con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Il caffè

Tra i caffè serviti in piazza Ferrucci ci sarà il “MammaMia Espresso Blend”, pensato per coloro che non amano l’acidità e i sentori particolarmente fruttati. In menu anche due signature coffee drinks, pensati per il nuovo locale: il “Blueberry Ice Cream Latte” e il “Coffee Sunrise” anche se un imperdibile – per me – rimane il Coffeemisù (con espresso, biscotti, cacao e crema al mascarpone homemade).

“Questo locale vuole rappresentare il proseguimento della nostra storia d’amore con Firenze – racconta Francesco Sanapo, pluripremiato campione barista ed assaggiatore e fondatore, insieme a Patrick Hoffer, di Ditta Artigianale. – Siamo partiti in luoghi prettamente turistici, poi l’approdo in Sant’Ambrogio per aprire il brand ai fiorentini, mentre con Ferrucci abbiamo voluto riportare in vita un luogo che è stato per anni centro di ritrovo e aggregazione, dandogli però una nuova veste, sia nel format che nel design. Uno spazio pensato non solo per fare colazione o prendere un caffè al volo, ma soprattutto per essere un luogo di cultura, un’oasi dove fermarsi tra isole verdi, in risposta alla necessità di tornare ad incontrarsi e a confrontarsi davanti ad una tazzina. Ultimo aspetto, non meno importante, la grande attenzione verso i residenti che ci porta a tenere aperto il locale dalle 7 alle 23”.

Info: Ditta Artigianale (piazza Ferrucci 1,r) è aperto tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, con orario 7 – 23. Per informazioni, prenotazioni e store online: www.dittaartigianale.it.

I nuovi spazi e il cambio look di Manifattura Tabacchi

Con l’inaugurazione del fuorimostra dell’artista Katja Novitskova dello scorso 12 aprile e in corso fino al 18 giugno, la Manifattura Tabacchi ha svelato il suo nuovo volto: è quello della “Factory”, il quadrante alle spalle della Torre dell’Orologio che, con i suoi ambienti recentemente rinnovati, aggiunge alla sua attitudine di distretto creativo, votato alla riqualificazione urbana un tocco più pettinato e hipster-oriented.

La mostra di Katja Novitskova

L’artista estone di fama internazionale Katja Novitskova propone una riflessione sul valore delle immagini nel mondo contemporaneo. L’esposizione rappresenta una tappa del Fuorimostra di Palazzo Strozzi, dove fino al 18 giugno si può visitare Reaching for the Stars. Nelle sue foto-sculture, parte della Collezione Sandretto Re Rebaudengo, Novitskova riproduce in grande formato, su lastre di alluminio sagomate e pannelli cartonati, immagini di animali – come un ibis, un orso polare, un gatto, tre formicai – raccolte da internet. Le fotografie hanno trasformato questi animali in immagini piatte e immateriali, prima che l’artista se ne appropriasse e restituisse loro, attraverso l’opera, le tre dimensioni; tutto avviene, però, in attesa degli scatti del pubblico, che li riporteranno all’inevitabile condizione di partenza.

Photo credits © Katja Novitskova Pattern of Activation. Ph Leonardo Morfini

L’edificio B11

La mostra si sviluppa nell’edificio B11, un nuovo spazio di 350 mq specificamente dedicato all’arte, ricavato da quello centrale della Factory – ex officina della fabbrica. Destinato a ospitare un palinsesto di eventi curati da Manifattura Tabacchi, il B11 raccoglie l’eredità del programma temporaneo di iniziative che a partire dal 2018 ha animato Manifattura, rendendola da subito viva e accessibile al pubblico durante il periodo di cantiere.

Photo credits © Manifattura-Tabacchi. Ph.Eleonora Festari

L’offerta food, gli uffici e un giardino pensile

A contornare la piazza, cuore pulsante della cittadella, una vivace proposta di negozi, atelier e ristoranti, ma anche uffici e persino un giardino pensile. Tra le proposte gastronomiche troviamo il bistrot Bulli&Balene – già presente tra le attività temporanee di Manifattura e ora insediato nella sua sede definitiva – propone a colazione, pranzo e cena specialità ispirate ai “bacari” veneziani; Hiroko Bento e vini fatti a modo offre deliziosi piatti espressi della cucina nipponica; Ditta Artigianale – attualmente presente con un pop-up, in attesa di ultimare il locale; il laboratorio di pasticceria Cuchiss Lab sforna ogni giorno una grande varietà di dolci ispirati alla tradizione anglosassone, come brownie, cupcake, muffin e torte e infine Bottega biologica, punto d’incontro tra le piccole aziende agricole locali e la città, dove è possibile acquistare le eccellenze gastronomiche del territorio. Non mancano le botteghe dedicate a moda e accessori, con brand dalla visione innovativa, come il marchio di cappelli SuperDuper – già da tempo in Manifattura – che unisce la più alta lavorazione artigiana a un’estetica ricercata e contemporanea. Inaugurano i loro shop anche LUNEDÌ, fondato da Alessandra Lunedì, che realizza abiti sartoriali upcycled nel rispetto della natura e Fàbera, brand di gioielli etici e sostenibili fatti a mano con diamanti da laboratorio e oro riciclato. Ci si può anche tatuare con Noa Ink, tra i negozi di tatuaggi e piercing più importanti della Toscana, fondato dall’artista internazionale Noa Yanni; o farsi barba e capelli da Blues Barber, barberia di eccellenza nata dalla passione per la musica blues e per l’antica tradizione siciliana di “barba e capelli” o fare un salto da Trek Bikes, tra i leader mondiali nella progettazione e produzione di biciclette e accessori. Nelle prossime settimane nuovi negozi apriranno al pubblico, tra altri Shake Cafè, Opera Prima e Archivi Sartoriali.

Ad arricchire il panorama, sul tetto dell’edificio B11, troviamo anche l’Officina Botanica, un giardino pensile pubblico, progettato dal paesaggista Antonio Perazzi. Un orto botanico nascosto concepito per favorire una moderna convivenza tra uomo e paesaggio nel segno del rispetto reciproco. Estesa su una superficie di 560 mq, con 96 alberi e 1.300 arbusti e piante perenni, l’Officina Botanica è un bosco sospeso ricco di biodiversità perfettamente integrato nell’architettura industriale, che punta l’attenzione sulla micro-flora e sulle rarità botaniche che caratterizzano l’unicità del paesaggio fiorentino e toscano. Perazzi ha selezionato specie che richiedono ridotta manutenzione e apporto idrico e sono in grado di filtrare e ridurre gli agenti inquinanti dell’aria: un approccio sostenibile, flessibile e a basso impatto energetico in linea con il principio di rigenerazione – culturale, architettonica e ambientale – che caratterizza l’intero progetto di Manifattura Tabacchi. Aperta al pubblico, l’Officina Botanica è un luogo di aggregazione, relax e contatto con la natura dedicato a chi frequenta la Factory per lavoro o per svago.

Per info: Manifattura Tabacchi.

La foto di copertina è di Manifattura Tabacchi © Leonardo Morfini.

Cose da fare a Firenze dal 14 al 16 aprile

Caro diario,

mi ero momentaneamente assentata da questi schermi pixelati per un po’ di tempo. Il tempo ha continuato a scorrere, la primavera è giunta (o quasi). Siccome ora sto meglio, sono tornata a scrivere e ora abbaio più forte di prima. Anzi ululo alla luna: ahuuuuuuuuu! Questo weekend si prevede bello carico di iniziative, impossibili da seguire tutte – o quasi.

Il doc su Vivienne Westwood alla Compagnia

Chi ha voglia di andare al cinema potrà godersi il documentario di Lorna Tucker che celebra l’artista britannica rivoluzionaria e geniale scomparsa il 29 dicembre dello scorso anno. Stiamo parlando di Vivienne Westwood, una delle figure più rivoluzionarie del suo tempo. Definita dalla critica musicale “Madrina del Punk”, è stata una delle principali attiviste della sua generazione, impegnata nelle lotte contro il riscaldamento globale, a difesa e per l’affermazione dei diritti della comunità LGBT, e a favore della libertà di espressione. Un’artista che ha fondato stili e linguaggi, non uniformandosi mai al pensiero dominante. A pochi giorni dalla ricorrenza del suo compleanno (l’8 aprile 2023 avrebbe compiuto ottantadue anni), il cinema La Compagnia le tributa un omaggio, con il documentario Westwood: Punk, Icon, Activist presentato, in un’unica data, venerdì 14 aprile in collaborazione con il Florence Queer Festival. Info: via Cavour 50/r.

Un’immagine tratta dal doc Westwood: Punk, Icon, Activist

Pimp my Vintage al TSH 

Domenica 16 aprile appuntamento primaverile con il vintage. Dalle 11 alle 20.00 il social hub dello Student Hotel apre le porte al mercatino temporary di Pimp My Vintage, che in questo weekend propone uno sguardo al passato per proiettarsi nel futuro. Il vintage è sempre di moda e il ritorno al passato è più che mai un “ritorno al futuro” – dicono dall’organizzazione. Dall’eleganza anni ‘50 allo streetwear dei ‘90 passando per oggettistica, borse, locandine, gioielli, e chicche da scoprire, ma anche musica e artigianato. Info: l’evento è a ingresso libero da Viale Spartaco Lavagnini 70 – 72.

Photo credits © Pimp my Vintage

Vinokilo alla Manifattura Tabacchi

Per amor di cronaca (e del vintage!) segnalo anche che già da venerdì 14 a domenica 16 alla Manifattura Tabacchi in orario 10- 20 si svolge Vinokilo, la più grande vendita di vestiti vintage che propone un’alternativa concreta e accessibile al fast fashion, educa al riuso e sensibilizza ad uno stile di vita più sostenibile ed in linea con le esigenze ambientali e sociali della contemporaneità. Io c’ero già stata all’evento di gennaio al Mercato centrale e avevo comprato un sacco di cose carine. Ci sono due tipologie di biglietti: Vintage Lovers FREE sono slot gratuite limitate, non disponibili nelle prime 3 fasce orarie della giornata e Vintage Lovers General Admission al costo di 3€ che permettono l’accesso nelle prime 3 fasce orarie della giornata e durante tutte le altre fasce. Ps. si può pagare solo con carta. Meloni can you hear me? Maggiori informazioni: Vinokilo

Photo credits © Vinokilo

Katja Novitskova alla Manifattura Tabacchi

Gli spazi della Factory di Manifattura Tabacchi aprono le porte dell’artista estone di fama internazionale Katja Novitskova, che propone una riflessione sul valore delle immagini nel mondo contemporaneo in un cortocircuito tra arte e natura, realtà e rappresentazione. L’evento rinnova la collaborazione tra Manifattura Tabacchi e Fondazione Palazzo Strozzi, in concomitanza con la mostra Reaching for the Stars. Le opere della Novitskova saranno ospitate nell’edificio 11 in un surreale e ironico dialogo, creando un’esposizione dissonante, fatta allo stesso tempo di partecipazione e alienazione per il pubblico. Nelle sue foto-sculture, parte della Collezione Sandretto Re Rebaudengo, l’artista riproduce in grande formato su lastre di alluminio sagomate e pannelli cartonati immagini di animali raccolte da internet come un coloratissimo ibis, un orso polare dal volto arrossato, un gatto o tre formicai. Con questo ciclo di lavori Novitskova vuole dimostrare come la nostra percezione dello spazio è stata alterata dal rapido sviluppo tecnologico e come il confine tra il mondo naturale e la sua versione digitale va dissolvendosi. 👉 Fino al 18 giugno, ingresso libero. Info: Manifattura Tabacchi.

Photo credits © Manifattura Tabacchi

Ditta Artigianale in piazza Ferrucci

Gli esterni con ombrelloni a righe anni ’60, l’ambiente tropicale e almeno 50 sfumature di verde. Se non ci siete ancora stati, andate a provare il nuovo Ditta Artigianale. A 10 anni dall’inaugurazione del primo locale in via dei Neri, dopo le aperture in via dello Sprone, via Carducci, lungarno Soderini, Firenze vede la nascita della quinta caffetteria a marchio Ditta Artigianale, il primo coffee bar italiano dedicato al consumo consapevole di caffè. Aprono in Piazza Ferrucci, sulle ceneri dell’ex pub Joyce, dandogli una nuova veste, dove si potrà rimanere durante tutto l’arco della giornata, dalla colazione all’aperitivo. Tra le novità più succulente: una bakery, laboratorio di pasticceria e di panificazione timonato dalla fiorentina Francesca Grillotti, pronta a sfornare prelibatezze lievitate in ogni momento. Già ci piace! Info: piazza Ferrucci 1r, aperto dal lunedì alla domenica, con orario 7 – 23.

Photo credits © Ditta Artigianale ph. Leonardo Morfini

Un gelato da Cavini

La storica gelateria Cavini, in piazza delle Cure si è di recente rifatta il look. Il mio è un invito ad andare da loro perché sono gli unici che rispettano le mie volontà in fatto di precedenze di gusti, ovvero: se io chiedo cioccolato e nocciola vorrei che nel cono ci fosse prima il cioccolato (che va in fondo) e poi la nocciola (che mangio prima perché voglio mangiarla prima). Ecco, da loro non devo stressarmi perché mi invertono i gusti. Ok? Fanno anche caffetteria e pasticceria al mattino e aperitivini la sera. Info: sono aperti dal lunedì alla domenica fino alle 20.30

Photo credits © Cavini

Altan e la Pimpa a Pistoia

Se siete dalle parti di Pistoia, fate un salto a Palazzo Buontalenti, perché fino al 30 luglio c’è in programma “ALTAN, Cipputi e la Pimpa. Il mondo com’è… e come dovrebbe essere“, la mostra che rende omaggio al grande artista e fumettista Francesco Tullio Altan offrendo, a pochi mesi dal suo ottantesimo compleanno, un percorso espositivo spettacolare, vario, divertente, capace di stimolare riflessioni sulle scelte che ci aspettano se davvero vogliamo vivere in una società più umana e rispettosa – queste le parole del curatore Luca Raffaelli. Nel percorso espositivo incontreremo non solo la cagnolina a pois Pimpa ma anche i personaggi e gli animali di Altan: l’operaio Cipputi e il suo alter ego Italo, la coppia Ugo e Luisa, Trino, Colombo e Ada e altri dei suoi personaggi più celebri, alcuni riprodotti in gommapiuma colorata dallo scultore Pietro Perotti. Consigliati se avete prole al seguito – o per chi come me ha una mamma fan numero uno della Pimpa! Info: biglietto intero 10€, ridotto 7€. Sito web: Pistoia Musei.

Photo credits © Pistoia Musei

Photo credits immagine di copertina Nazar Haponov.

Le mostre da non perdere a Firenze a marzo

A marzo torna la primavera e la voglia di uscire, curiosare in giro, sbocciare e tornare a vivere. Ecco qualche spunto culturale.

Reaching for the Stars” a Palazzo Strozzi

Tra le novità del mese di marzo spicca sicuramente la mostra da poco inaugurata a Palazzo Strozzi dal titolo “Reaching for the Stars. Da Maurizio Cattelan a Lynette Yiadom-Boakye“, L’esposizione celebra l’arte contemporanea festeggiando i 30 anni della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, finora custode di queste opere. Attraverso stili diversi come pittura, scultura, fotografia, video e performance, la mostra propone ai visitatori un percorso alla scoperta delle grandi stelle dell’arte globale degli ultimi decenni, tra cui troviamo Anish Kapoor, Damien Hirst, insieme a un’ampia selezione di lavori di Maurizio Cattelan (artista centrale per un’esplorazione dell’arte italiana tra anni Novanta e Duemila, insieme, tra gli altri, a Paola Pivi e Lara Favaretto). Ma anche Cindy Sherman, Shirin Neshat, Barbara Kruger e Pawel Althamer. A dominare il cortile di Palazzo Strozzi è la monumentale scultura site-specific di Goshka Macuga, un razzo di oltre 15 metri per incoraggiare i visitatori a guardare verso il cielo e raggiungere le stelle. 👉 Fino al 18 giugno. Info: Palazzo Strozzi.

Photo credit © Palazzo Strozzi – Ela Bialkowska OKNO Studio

Katja Novitskova alla Manifattura Tabacchi

Come fuorimostra di Reaching for the Stars, dal 12 aprile al 18 giugno, la Factory di Manifattura Tabacchi accoglie le opere dell’artista estone di fama internazionale Katja Novitskova, che propongono una riflessione sul valore delle immagini nel mondo contemporaneo in un cortocircuito tra arte e natura, realtà e rappresentazione. L’evento rinnova la collaborazione tra Manifattura Tabacchi e Fondazione Palazzo Strozzi. Le opere della Novitskova saranno ospitate nell’edificio 11 in un surreale e ironico dialogo, creando un’esposizione dissonante, fatta allo stesso tempo di partecipazione e alienazione per il pubblico. Nelle sue foto-sculture, parte della Collezione Sandretto Re Rebaudengo, l’artista riproduce in grande formato su lastre di alluminio sagomate e pannelli cartonati immagini di animali raccolte da internet come un coloratissimo ibis, un orso polare dal volto arrossato, un gatto o tre formicai. Con questo ciclo di lavori Novitskova vuole dimostrare come la nostra percezione dello spazio è stata alterata dal rapido sviluppo tecnologico e come il confine tra il mondo naturale e la sua versione digitale va dissolvendosi. 👉 Fino al 18 giugno, ingresso libero. Info: Manifattura Tabacchi.

Photo credit © Katja Novitskova “Approximation polar bear”

“Exit Enter. The sign beyond the signature” alla Street Levels Gallery

La Street Levels Gallery, l’unica galleria della città interamente dedicata all’arte urbana ospita “Exit Enter. The sign beyond the signature”, la mostra per rivelare l’altra identità di Exit Enter, street artist fiorentino noto al grande pubblico per il suo iconico ‘omino’. Nel nuovo progetto espositivo, il celebre ‘omino’ di Exit Enter non si mostra mai; una scelta curatoriale maturata dalla galleria fiorentina insieme all’artista con la convinzione che nella dicotomia tra Exit e Enter, tra uscire ed entrare, tra esporre e celare potesse rivelarsi ciò che lo spazio pubblico non ha ancora mai accolto e che i cittadini delle strade di Firenze non riconoscerebbero. Tratti, schizzi e graffi ricostruiscono il ritmo gestuale dell’artista, quello coltivato da oltre dieci anni nel suo studio e mai esibito pubblicamente, si sodano in 19 pezzi unici, numerosi disegni e quattro serie di opere. 👉 Fino al 1 aprile. Info: Aperta da martedì a domenica. Street Levels Gallery.

Photo credit © Street Levels Gallery – Leonardo Chiarabini

“Survivors – Hidden Angels” alla chiesa San Franceschetto di Lucca

Mauro De Bettio è un fotografo documentarista che si dedica a progetti riguardanti questioni sociali e diritti umani. Viaggia esplorando tradizioni e culture che stanno scomparendo, ma anche analizzando la contemporaneità. Fino al 2 aprile la Chiesa di San Franceschetto a Lucca ospita la sua mostra fotografica “Survivors – Hidden angels”. Protagoniste di questi 24 scatti a forte impatto emotivo sono alcune donne del Bangladesh sfigurate dall’acido da fidanzati, mariti, padri. Uomini che spesso le hanno prima sposate, da adolescenti, se non da bambine, le hanno sfruttate, violate, derubate e dunque ‘marchiate’ a vita come una proprietà ormai inutile. Donne ferite e segnate, sia fisicamente che psicologicamente che, nonostante tutto, spesso si presentano di fronte all’obiettivo con un sorriso che ‘profuma’ di rivalsa, di profonda dignità. Se fate una gita fuori porta a Lucca.👉 Fino al 2 aprile. Info: www.fondazionecarilucca.it

Escher al Museo degli Innocenti

C’è ancora tempo per ammirare le opere del genio olandese Escher. Scoperto dal grande pubblico negli ultimi anni, Maurits Cornelis Escher è diventato uno degli artisti più amati in tutto il mondo, tanto che le mostre a lui dedicate hanno battuto ogni record di visitatori. Inquieto, riservato e indubbiamente geniale, Escher nelle sue celebri incisioni e litografie crea un mondo unico, immaginifico, impossibile, dove arte, matematica, scienza e fisica si mescolano. L’esposizione con circa 200 opere ripercorre i lavori più rappresentativi che lo hanno reso celebre in tutto il mondo, con alcune delle opere più iconiche della sua produzione, quali Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939), Giorno e notte (1938) e la serie degli Emblemata, che appartengono all’immaginario comune riferibile all’ artista. 👉 Prorogata fino al 7 maggio. Info: Arthemisia.

Le fotografie dei Bronzi di Riace alla Galleria dell’Accademia

Da una parte il capolavoro di Michelangelo, il David marmoreo e lucente esposto nella tribuna del Museo che ha raggiunto 140 anni (ma non li dimostra affatto!), dall’altra le fotografie di Luigi Spina che immortalano i due guerrieri di bronzo, capolavori indiscussi dell’arte greca del V secolo, conosciuti come il “Giovane” e il “Vecchio”; Polinice e Eteocle o più semplicemente come statua A e statua B. Sto parlando della mostra fotografica dedicata ai Bronzi di Riace, nei meravigliosi scatti di Luigi Spina, di cui trovate un approfondimento quiProrogata fino al 2 aprile. Info: Galleria dell’Accademia.

Photo credits © Galleria dell’ Accademia

Testo. La seconda edizione dal 24 al 26 febbraio alla Stazione Leopolda

Cosa fate dal 24 al 26 febbraio? Io farò sicuramente un salto alla Stazione Leopolda che ospita la seconda edizione di TESTO [Come si diventa un libro]. Dopo il successo della prima, di cui vi avevo parlato qui, torna a Firenze la tre giorni dedicata all’ editoria organizzata da Pitti Immagine e ideata da Todo Modo.

Non è propriamente una fiera, non è proprio un salone ma TESTO mi colpì molto lo scorso anno (anche per la sua organizzazione interna!) perché è un evento che vuole raccontare come nasce un libro e come arriva nelle mani del lettore. Tre giorni per immergersi in un mondo di carta e parole attraverso una selezione ragionata di libri e novità anche grazie a un fitto programma di eventi, laboratori, incontri e percorsi di lettura.

Interessante l’accostamento di editori indipendenti a gruppi editoriali importanti, questa fiera è l’occasione per confrontarsi con 107 case editrici, piccole, medie e grandi e soprattutto con i protagonisti dell’editoria, gli autori italiani e internazionali più interessanti.

Anche per quest’anno si conferma il format espositivo inaugurato con la precedente edizione. Un percorso suddiviso in sette stazioni: il Manoscritto, il Risvolto, la Traduzione, il Segno, il Racconto, la Libreria, il Lettore che mette in relazione il pubblico con gli addetti ai lavori, cioè gli editori, i librai, i direttori di biblioteche e, naturalmente gli scrittori. Grazie al confronto con editor, redattori e uffici stampa e a visite guidate a cura dei librai, i lettori possono immergersi nello spirito delle proposte. Inoltre per approfondire il catalogo della casa editrice, altri titoli saranno esposti sugli scaffali, alle spalle dei tavoli.

Il programma di eventi e presentazioni

Difficilissimo riuscire ad elencare tutto il programma che è ricchissimo di incontri. Tra i tanti autori e ospiti italiani coinvolti: Niccolò Ammaniti, Giuseppe Antonelli, Marco Balzano, Stefano Bartezzaghi, Daria Bignardi, Ginevra Bompiani, Giosuè Calaciura, Franco Cardini, Lucio Caracciolo, Ermanno Cavazzoni, Chiara Costa, Francesco Costa, Carlos D’Ercole, Serena Danna, Emanuele Dattilo, Mario Desiati, Claudia Durastanti, Giorgio Falco, Ottavio Fatica, Gian Arturo Ferrari, Nadia Fusini, Maura Gangitano, Carlo Ginzburg, Pietro Grossi, Jennifer Guerra, Vincenzo Latronico, Loredana Lipperini, Carlo Lucarelli, Mario Lupano, Stefano Mancuso, Marco Missiroli, Antonio Moresco, Giulio Mozzi, Dario Nardella, Paolo Nori, Tommaso Pincio, Alessandro Piperno, Piergiorgio Pulixi, Vanni Santoni, Luca Scarlini, Simonetta Sciandivasci, Luigi Serafini, Giampaolo Simi, Fabio Stassi, Emanuele Trevi, Carlotta Vagnoli, Chiara Valerio, Giorgio Vasta, Marco Vichi, Simona Vinci, Giovanna Zucconi. E tra i nomi internazionali Amélie Nothomb e tantissimi altri.

Un focus interessante è dedicato agli esordi. Storie di esordi decisamente riusciti – con la partecipazione di Niccolò Ammaniti, Simona Vinci, Marco Missiroli, Antonio Moresco (con Carla Benedetti). E una serie di nuovi esordi tra il 2022 e di inizio 2023.

RADIO GRIDOLINI a cura di Todo Modo
Una delle grandi novità di questa edizione sarà la presenza di una radio interamente dedicata alla fiera e a tutti gli ospiti presenti. Una radio che andrà in onda tutti i giorni dalle 11.00 alle 19.00, per raccontare quello che succede nella Stazione Leopolda attraverso la voce dei suoi protagonisti. La libreria di Radio Gridolini sarà riempita esclusivamente con i libri degli editori presenti in fiera: 7 titoli scelti da ciascuna casa editrice. Interviste con gli autori, tante rubriche diverse e l’idea di creare dei podcast da ascoltare dopo TESTO.

Online trovate tutto il calendario di incontri e laboratori dedicati a cui dovete prenotarvi per accedere. Info: orari di apertura: 10.00-20.00. Ingresso 5 euro con registrazione obbligatoria su https://testo.pittimmagine.com/

Le mostre da non perdere a Firenze a febbraio

Ecco qualche idea per mettere il naso fuori dal tepore casalingo e immergersi in qualche percorso d’arte.

Escher al Museo degli Innocenti

Avete tempo fino al 26 marzo 2023 per ammirare le opere del genio olandese Escher. Scoperto dal grande pubblico negli ultimi anni, Maurits Cornelis Escher è diventato uno degli artisti più amati in tutto il mondo, tanto che le mostre a lui dedicate hanno battuto ogni record di visitatori. Inquieto, riservato e indubbiamente geniale, Escher nelle sue celebri incisioni e litografie crea un mondo unico, immaginifico, impossibile, dove arte, matematica, scienza e fisica si mescolano. L’esposizione con circa 200 opere ripercorre i lavori più rappresentativi che lo hanno reso celebre in tutto il mondo, con alcune delle opere più iconiche della sua produzione, quali Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939), Giorno e notte (1938) e la serie degli Emblemata, che appartengono all’immaginario comune riferibile all’ artista. 👉 Fino al 26 marzo 2023. Info: Arthemisia.

Photo credits © Museo degli Innocenti

Le fotografie di Elliot Erwitt a Villa Bardini

Chi ha il coraggio di farsi una bella salitina fino a Villa Bardini potrà vedere le fotografie di Elliot Erwitt, uno dei più conosciuti fotografi, che proprio a luglio di quest’anno ha compiuto 94 anni. Nel percorso espositivo incontriamo oltre 70 scatti scelti dalla curatrice e dallo stesso Erwitt per raccontare con ironia uno spaccato della storia e del costume del Novecento. Incontriamo i famosi ritratti di Che Guevara che sorride, di Kerouac, di Marlene Dietrich, e ancora fotografie che hanno fatto la storia, come Jackie Kennedy al funerale del marito brutalmente assassinato, Presenti anche i celebri scatti di Marilyn Monroe e le foto dei suoi amati cani, metafora del genere umano a cui Erwitt ha dedicato numerosi libri. Inoltre un portfolio di immagini dedicate all’amore (fra queste il bacio di una coppia riflessa nello specchietto dell’auto al tramonto) inflazionatissima a San Valentino su Pinterest. 👉 Fino al 26 febbraio. Info: Villa Bardini.

Inside Banksy alla Cattedrale dell’immagine

Dopo Dalì, Van Gogh e Magritte, l’ex chiesa di Santo Stefano al Ponte, ora ribattezzata Cattedrale dell’immagine si immerge completamente in una mostra non autorizzata dedicata al satirico writer britannico Banksy. Attraverso un mix di immagini, suoni e musiche, capaci di evocare immediatamente la cultura underground di Bristol vuole far comprendere la protesta che negli anni ha mosso Banksy dando vita alla sua arte. Il racconto ne ripercorre la produzione artistica fin dalle prime apparizioni dei graffiti a Bristol e prosegue fino alla contemporaneità, trattando le tematiche principali delle sue opere: l’incoerenza della società occidentale, la manipolazione mediatica, l’omologazione, le atrocità della guerra, l’inquinamento globale, lo sfruttamento minorile, la repressione poliziesca e il maltrattamento degli animali. 👉Fino al 26 febbraio. Info: Cattedrale dell’immagine.

Photo credits © pagina Facebook Cattedrale dell’immagine

Le fotografie dei Bronzi di Riace alla Galleria dell’Accademia

Da una parte il capolavoro di Michelangelo, il David marmoreo e lucente esposto nella tribuna del Museo che ha raggiunto 140 anni (ma non li dimostra affatto!), dall’altra le fotografie di Luigi Spina che immortalano i due guerrieri di bronzo, capolavori indiscussi dell’arte greca del V secolo, conosciuti come il “Giovane” e il “Vecchio”; Polinice e Eteocle o più semplicemente come statua A e statua B. Sto parlando della mostra fotografica dedicata ai Bronzi di Riace, nei meravigliosi scatti di Luigi Spina, di cui trovate un approfondimento qui. Prorogata fino al 2 aprile. Info: Galleria dell’Accademia.

Photo credits © Galleria dell’ Accademia

Palazzo Medici Riccardi

Si intitola “Fuori dal mondo” la personale di Christian Balzano in mostra a Palazzo Medici Riccardi. Il progetto Fuori dal mondo sembra “giocare” sul significato di cosa voglia dire stare dentro o fuori dal mondo ma soprattutto vuole sollevare interrogativi sulla condizione del pianeta, sviluppandosi su temi ricorrenti nell’arte di Balzano (dalle grandi questioni della globalizzazione, all’integrazione sociale fino ai cambiamenti climatici) e presenta per quest’occasione opere recenti e lavori inediti, elementi trascinati e trasformati dalla corrente tumultuosa della contemporaneità che approdano negli ambienti rinascimentali di Palazzo Medici Riccardi. 👉 Fino al 12 marzo. Info: www.palazzomediciriccardi.it.

Photo credits © Muse Firenze

Memory effect” alle Murate Art District

Memory Effect, co-prodotto da MAD Murate Art District e The Recovery Plan, consiste in quattro installazioni degli artisti Binta Diaw, Nexcyia, Bocar Niang e Lerato Shadi che lavorano alternando performancearte sonora e installazioni. È un progetto inserito nella Black History Month Florence, l’iniziativa dedicata a promuovere le culture afro-discendenti nel contesto italiano. Ve ne parlo in maniera approfondita qui. 👉 Fino al 2 marzo. Info: la mostra è aperta dal martedì al sabato dalle 14.30 alle 19.30. Chiuso al pubblico: domenica e lunedì. www.murateartdistrict.it

Lerato Shadi © Memory Effect

Foto di copertina © Giorgio Magini, della mostra su Escher al Museo degli Innocenti

“I Macchiaioli” a Palazzo Blu di Pisa

Chi erano i Macchiaioli? Se solo fossimo stati più attenti durante quella lezione di storia dell’arte, oggi potremmo senz’altro dire che i Macchiaioli furono una delle più originali avanguardie artistiche nate in Europa nella seconda metà del XIX secolo. Se dapprima furono etichettati in senso dispregiativo per il loro porsi antiaccademico (l’accezione giocava su un particolare doppio senso: darsi alla macchia, agire furtivamente, illegalmente) i Macchiaioli si avventurarono sulla via della luce, dipingendo la realtà loro contemporanea, nella semplicità degli scenari naturali di cui avevano esperienza diretta. Con una retrospettiva di oltre 120 opere, la mostra, a cura di Francesca Dini, storica dell’arte ed esperta tra le più autorevoli di questo movimento – ripercorre l’entusiasmante evoluzione di un movimento artistico e racconta, nelle 11 sezioni che la compongono, l’eccitante avventura di un gruppo di giovani pittori progressisti, toscani e non, che – desiderosi di prendere le distanze dall’istituzione accademica nella quale si sono formati, sotto l’influenza di importanti maestri del Romanticismo come Giuseppe Bezzuoli e Francesco Hayez – giungono in breve tempo a scrivere una delle più poetiche e audaci pagine della storia dell’arte non solo italiana.  👉 Prorogata fino al 19 marzo. Info: Palazzo Blu.

Photo credits © Palazzo Blu

A Firenze torna la 50 giorni di cinema

Vi ricordate la 50 giorni di cinema? Era un cartellone unico che riuniva vari festival, lanciato nel 2007 al Gambrinus, che si impose fin da subito come un’ innovativa iniziativa cinematografica nel panorama culturale italiano – poi interrotto, ma che ora torna ad affacciarsi sul panorama fiorentino.

La nuova “50 Giorni” si terrà dal 5 ottobre al 12 dicembre prossimi, al cinema La Compagnia alla quale si affiancheranno anche altre sala fiorentine. Questo grande contenitore di cinema raggrupperà ben 9 festival di stampo internazionale: il festival cinese FánHuā Chinese Film Festival (5 – 8 ottobre); il Middle East Now, dedicato al cinema medio orientale (10 – 15 ottobre); il Florence Queer Festival, sul cinema lgbt (18 – 22 ottobre); il France Odeon, dedicato al cinema francese (28 ott – 1 nov); il Festival dei Popoli, dedicato al cinema documentario (4 – 12 novembre); Lo Schermo dell’arte, che esplora la relazione tra cinema e arte contemporanea (15 – 19 novembre); il Festival Internazionale di Cinema e Donne (24 – 26 novembre); NICE – New Italian Cinema Events (1 dicembre) e infine quello dedicato al cinema indiano, il River to River Florence Indian Film Festival (7 – 12 dicembre).

Foto credits © Marco Rescigno

Un’inedita collaborazione

Il rilancio dell’iniziativa ha visto la nuova e inedita collaborazione con i Premi David di Donatello, istituendo la prima edizione di “Italian Rising Stars”, un premio che dà un particolare lustro alla cultura cinematografica toscana poiché il riconoscimento sarà assegnato a Firenze, a conclusione della “50 Giorni” – proprio dalla Fondazione Accademia del Cinema Italiano Premi David di Donatello, che ogni anno attribuisce i più importanti riconoscimenti al cinema nazionale, presieduta da Piera Detassis.

Curiosità. Ad ospitare la presentazione dei nuovi progetti, il Salone di Donatello del Museo Nazionale del Bargello, dove è conservato il David bronzeo, capolavoro realizzato da Donatello attorno agli anni ‘40 del Quattrocento, su commissione di Cosimo il Vecchio de’ Medici, scultura che ha ispirato l’omonimo premio cinematografico, istituito in Italia negli anni ‘50.