A Firenze torna la 50 giorni di cinema

Vi ricordate la 50 giorni di cinema? Era un cartellone unico che riuniva vari festival, lanciato nel 2007 al Gambrinus, che si impose fin da subito come un’ innovativa iniziativa cinematografica nel panorama culturale italiano – poi interrotto, ma che ora torna ad affacciarsi sul panorama fiorentino.

La nuova “50 Giorni” si terrà dal 5 ottobre al 12 dicembre prossimi, al cinema La Compagnia alla quale si affiancheranno anche altre sala fiorentine. Questo grande contenitore di cinema raggrupperà ben 9 festival di stampo internazionale: il festival cinese FánHuā Chinese Film Festival (5 – 8 ottobre); il Middle East Now, dedicato al cinema medio orientale (10 – 15 ottobre); il Florence Queer Festival, sul cinema lgbt (18 – 22 ottobre); il France Odeon, dedicato al cinema francese (28 ott – 1 nov); il Festival dei Popoli, dedicato al cinema documentario (4 – 12 novembre); Lo Schermo dell’arte, che esplora la relazione tra cinema e arte contemporanea (15 – 19 novembre); il Festival Internazionale di Cinema e Donne (24 – 26 novembre); NICE – New Italian Cinema Events (1 dicembre) e infine quello dedicato al cinema indiano, il River to River Florence Indian Film Festival (7 – 12 dicembre).

Foto credits © Marco Rescigno

Un’inedita collaborazione

Il rilancio dell’iniziativa ha visto la nuova e inedita collaborazione con i Premi David di Donatello, istituendo la prima edizione di “Italian Rising Stars”, un premio che dà un particolare lustro alla cultura cinematografica toscana poiché il riconoscimento sarà assegnato a Firenze, a conclusione della “50 Giorni” – proprio dalla Fondazione Accademia del Cinema Italiano Premi David di Donatello, che ogni anno attribuisce i più importanti riconoscimenti al cinema nazionale, presieduta da Piera Detassis.

Curiosità. Ad ospitare la presentazione dei nuovi progetti, il Salone di Donatello del Museo Nazionale del Bargello, dove è conservato il David bronzeo, capolavoro realizzato da Donatello attorno agli anni ‘40 del Quattrocento, su commissione di Cosimo il Vecchio de’ Medici, scultura che ha ispirato l’omonimo premio cinematografico, istituito in Italia negli anni ‘50.

Cene romantiche e dove trovarle, 10 indirizzi a Firenze

Se lo scorso anno vi avevo lasciato con 10 locali dove trascorrere una romantica serata in compagnia del vostro amat*, anche quest’anno faccio altrettanto e rilancio con altre 10 proposte, tra istituzioni e nuove aperture, valide sia per San Valentino, che per ricorrenze durante tutto l’anno. Prego!

Il gusto di Xinge

Inizio questo itinerario con una nuovissima e recente apertura. Un posto dove le ricette tradizionali di Shanghai e Pechino incontrano gli ingredienti della cucina italiana e internazionale. Siamo a Il gusto di Xinge, la nuova casa in viale Belfiore del precedente Il gusto Dim Sum, aperto da Xin Ge Liu e Lapo Bandinelli. La nuova dimensione del locale trasuda estetica, ricerca di bellezza e contemporaneità da ogni angolo. Lo si nota già dall’esterno, osservando quello che è un acquario che si accende nella notte – e subito entrando – con il blu e il mattone, i due colori scelti per gli ambienti minimali ed eleganti. Si prosegue poi con la cucina a vista. Il menù è ricercato e intenso, fatto di Dim Sum, Sheng Jian Bao, ravioli dai mille colori, contorni e dessert che sono un viaggio esperienziale e gastronomico. Se non siete innamorati del vostro partner, potete sempre ripiegare sulle loro creazioni culinarie!Info: viale Belfiore, 2.

Foto credits © Mike Tamasco

Cibrèo ristorante Helvetia & Bristol

Si può entrare nel mondo del Cibrèo attraverso diverse porte. Considerati una vera e propria istituzione nel panorama culinario fiorentino, dopo la prima sede del Cibrèo Ristorante (nel 1979) e del Cibrèo Trattoria (detta il Cibrèino) nascono in sequenza anche il caffè Cibrèo, l’associazione Teatro del Sale e, in ultimo, la variante tosco orientale, il Ciblèo. Tutti nel crocevia di Sant’Ambrogio. Se volete trascorre una serata iper-romantica potete fare un salto nell’elegante e sofisticata atmosfera dell’ Helvetia & Bristol, a pochi passi da piazza della Repubblica, dove il ristorante affidato al Cibrèo propone il menù d’autore Love Night!, un viaggio sensoriale tra pietanze d’ispirazione afrodisiaca. Si parte con un welcome di bollicine, si passa all’iconico vassoio del Cibrèo con ostriche, si prosegue con un risotto all’aragosta, seguito da un classico filetto alla Wellington, fino ad arrivare al dessert ricotta e lampo (85€ a persona). Il plus? Potete concedervi una pausa nella loro meravigliosa spa. Info: via dei Pescioni, 2. Tel. 055 2665651.

Foto credits © ristorante Cibrèo Helvetia & Bristol

La Ménagère

Questo locale rimane un classico che non posso non citare se se si parla di luoghi romantici in città, che con la sua magica atmosfera vi farà sicuramente guadagnare punti. Per un appuntamento dall’effetto scenografico assicurato potrete scegliere un posto nell’iconico tavolo comune – ricavato da grandi tavole di quercia e fiancheggiato da una parete multicolor di vasi vintage in vetro – ma se preferite più intimità, optate per un tavolo per due. Il menù di San Valentino uscirà sui loro canali social. Ps. potete acquistare un bouquet di fiori direttamente lì! Info: via de’ Ginori, 8/R – Tel. 055 0750600.

Foto credits © La Ménagère

25hours Hotel San Paolino tra Inferno e Paradiso

Una serata trasgressiva all’inferno o una notte serena in paradiso? Per celebrare la festa degli innamorati, quest’anno le coppie potranno scegliere se inebriarsi con una bottiglia di bollicine in camera, gustare una prima colazione a buffet e decidere se concedersi una cena intima sotto la volta illuminata del ristorante San Paolino scegliendo tra due opzioni: So much love (290,00€ x 2) che include pernottamento, bollicine in camera, colazione e cena oppure One little love (175,00€ x 2) con pernottamento, bollicine in camera e colazione. L’invito è valido anche per gli ospiti esterni che potranno cenare con un menù pensato per due a un costo di 75,00€ a persona con un menu comprensivo di 3 portate a scelta + entree di benvenuto. (Bevande escluse). Il menù è consultabile qui. Per info e prenotazione cena: +39 055 29669 55 – restaurant.sanpaolino@25hours-hotels.com

Restaurant 25h Piazza San Paolino © credits Dario Garofalo

Chic Nonna di Vito Mollica

È il 2021 quando lo chef Vito Mollica (con un pluri-decorato passato al Four Season) inizia la sua nuova avventura da Chic Nonna. Il locale si trova all’interno di Palazzo Portinari Salviati, meraviglioso edificio iconico per la storia di Firenze che fu casa natale della musa dantesca Beatrice prima e residenza di Cosimo I de’ Medici, poi, la cui statua resta oggi al centro della corte del palazzo. Qui convivono due anime: il salotto Portinari bar & bistrot con un servizio dalle 12 alle 23, accessibile direttamente da via del Corso, perfetto per un pranzo di lavoro, una cena più informale o anche solo per sorseggiare un caffè, un drink o un tè e Chic Nonna di Vito Mollica, il ristorante elegante situato nel cuore del Palazzo, all’interno dell’affrescata Corte degli Imperatori, che offre un menù à la carte e la possibilità di due menu degustazione, oltre a una proposta di vini in abbinamento. Info: via del Corso, 6. Tel. 055 5353555.

Foto credits © Chic Nonna

Osteria delle tre panche

Al locale storico informale di via Pacinotti si affianca l’Osteria delle Tre Panche in Centro Storico situato presso l’hotel Hermitage. Con un terrazzo panoramico pazzesco, affacciato direttamente su Ponte Vecchio, questo ristorante è la soluzione ideale per una cena super romantica sia in inverno che in estate (ovviamente nella bella stagione la terrazza al 6° piano offre una vista mozzafiato che domina sui tetti di Firenze). La cucina di Andrea e Vieri Bista, al timone del ristorante è prevalentemente di terra, ispirata al territorio e con un’attenzione particolare al tartufo. Info: Roof Hotel Hermitage in Vicolo Marzio, 1 (tel. 348 4562480); via Antonio Pacinotti, 32R (tel. 055 583724).

Foto credits © Osteria delle tre panche

Momoyama

Se poi la voglia di sushi più tradizionale dovesse prendere il sopravvento in San Frediano trovate Momoyama, un locale curatissimo e chic, dove consigliano di iniziare sorseggiando un drink al cocktail bar del ristorante per poi proseguire con la degustazione di sushi e sashimi ma anche di piatti del giorno fuori menù che combinano sapori tradizionali e innovazione. Nel loro menù degustazione per due persone troviamo edamame; carpaccio New Style di Salmone; Rock Shrimp Tenpura; Gyoza (3pz.) e Gyoza Special (3pz.) una selezione di sushi, sashimi e special Roll dello Chef e una selezione di dolci. 75.00€ a persona. Info: Borgo S. Frediano, 10R. Tel. 055291840.

Photo credits © Momoyama

Sophia Loren Restaurant

Aperto nella primavera del 2021, sotto i portici di piazza della Repubblica, Sophia Loren è il primo della catena di ristoranti dedicato alla famosa attrice napoletana, da cui il locale prende appunto il nome. Moderno, sofisticato e contemporaneo, il locale si sviluppa su 3 livelli, di cui due adibiti a ristorante e uno alle cucine e ai locali di servizio. Con i suoi 270 coperti, due cucine professionali e i 2 forni, offre un servizio continuo di ristorazione, bar, caffetteria e pasticceria. Nelle bella stagione è possibile anche pranzare e cenare nel dehor all’esterno. Sul menù troviamo la tipicità dell’offerta italiana tradizionale ma più ricercata. Le pizze sono firmate da Francesco Martucci, miglior pizzaiolo per 50 Top Pizza dal 2019 al 2022 con il locale ‘I Masanielli’ a Caserta, i piatti di Gennaro Esposito, chef con due stelle Michelin patron del ristorante Torre del Saracino, a Vico Equense. La pasticceria vanta il nome di Carmine di Donna, già guida della pasticceria del ristorante pluristellato dello chef Gennaro Esposito. Info: via dei Brunelleschi, 11 – Tel. 0554934400.

Photo credits © Sophia Loren Restaurant

Caffè italiano

A due passi da Santa Croce, situato in un palazzo storico protetto dalle belle arti si trova il Caffè italiano, che con un bel restyling ci porta in un’ atmosfera rilassante in un ambiente raffinato. Sicuramente il posto adatto a una cena speciale con luci soffuse. Chi lo ha detto che mangiare la pizza non è romantico? Info: via Isola delle Stinche, 11R/13r. Tel. 055289080.

Photo credits © Caffè Italiano

Konnubio

Nel quartiere di San Lorenzo, proprio vicinissimo alle Cappelle Medicee, un po’ nascosto in via dei Conti c’è Konnubio. Come suggerisce il nome del locale, Konnubio cerca di far convivere l’estetica della location con la proposta in cucina proponendo una formula più leggera per il pranzo e una più articolata per la sera. Il menù ha una cucina moderna e mediterranea orientata verso il gourmet. Le luci soffuse contribuiscono a rendere l’atmosfera decisamente romantica. Ad ogni modo se non volete rimanere a cena, Konnubio si presta benissimo a qualsiasi ora della giornata, dalla colazione all’ apertitivo per imperdibili momenti romantici. Info: via dei Conti 8R – Tel. 0552381189.

Foto credits © Konnubio

*La foto di copertina è presa dai canali social del ristorante Cibrèo.

“Memory effect” la mostra per Black History Month alle Murate Art District

Per chi non lo sapesse la Black History Month Florence è l’iniziativa dedicata a promuovere le culture afro-discendenti nel contesto italiano. Quest’anno e per il settimo anno consecutivo BHMF ha attivato la collaborazione con MAD Murate Art District mettendo in mostra Memory Effect, uno dei tanti progetti dedicati all’iniziativa.

Memory Effect, co-prodotto da MAD Murate Art District e The Recovery Plan, consiste in quattro installazioni degli artisti Binta Diaw, Nexcyia, Bocar Niang e Lerato Shadi che lavorano alternando performancearte sonora e installazioni.

Il Memory effect, l’effetto memoria (ME) in geologia è visualizzato in interferenze e anomalie presenti nelle mappature e topografie; è infatti prodotto da errori e imperfezioni generati dall’attrezzatura e dalla tecnologia utilizzate nella raccolta dei dati e nella creazione di grafici. Questa riflessione dà forma alla mostra inquadrando le tattiche e gli strumenti connessi alla creazione e alla conservazione degli archivi e tutto ciò che rimane al di là del loro sguardo e della loro registrazione. Ciascuna delle opere esposte è realizzata con un approccio di installazione site specific ed estende la percezione della capacità sonora di occupare spazio. Video, materiali tessili, terriccio e parti di automobili articolano una serie di dialoghi sfumati sulla documentazione e la memoria come forme di resistenza. Attingendo a storie orali ed evidenziando materiale non archiviabile, il progetto è arricchito da display di ricerca portata avanti dagli alunni del master IED in Curatorial Practice collegati a Black Archive Alliance in dialogo con le opere degli artisti.

Il lavoro di Binta Diaw, 1.12.44, esposto nella Sala Anna Banti, è un’installazione ambientale composta da terra, suono, piante di miglio e un cappello dall’uniforme dei Tirailleurs sénégalais. L’opera fa direttamente riferimento alla storia complessa e sfaccettata dei Tirailleurs Sénégalais, uomini che furono arruolati in vari conflitti dal corpo d’armata francese durante il dominio coloniale francese in Africa occidentale. La data menzionata nel titolo, il primo dicembre del 1944, ricorda il massacro compiuto dal comando francese a Thiaroye, in Senegal.

Binta Diaw, – “1.12.44”

Nel video Mabogo Dinku (esposto nell’Emeroteca di MAD al piano terra), la mano di Lerato Shadi fa gesti enigmatici e lei canta un verso popolare in Setswana. Shadi non fornisce sottotitoli o indicazioni sul significato di parole e gesti perché l’artista narra l’inenarrabile, la storia del suo popolo, emarginato durante l’apartheid in Sudafrica.

Lerato Shadi

Con Mur des Mots (Muro di parole) di Bocar Niang, esposto nella galleria al primo piano, l’artista riflette sulla trasversalità delle espressioni artistiche, tra tradizione e contemporaneità, evidenziando il ruolo dell’oralità. La sua pratica riguarda la creazione di una collezione composta da racconti e poesie multilingue (in francese, inglese, pulaar, wolof, bambara, mandé, arabo).

Infine nel foyer del Carcere duro, al terzo piano, INTER(FEAR)ENCE di Nexcyia parla delle divisioni e  delle gerarchie tra i potenti e gli impotenti. Ispirato dall’idea che la paura generi un filtro sonoro, che ci impedisce di riconoscere la nostra comune umanità, questo lavoro dà corpo alle paure presenti ma invisibili simboleggiate dalle forze dell’ordine.

L’inaugurazione della mostra è fissata per giovedì 2 febbraio alle 17.30. Fino al 2 marzo.

Info: la mostra è aperta dal martedì al sabato dalle 14.30 alle 19.30. Chiuso al pubblico: domenica e lunedì. www.murateartdistrict.it

*La foto di copertina è di MAD Murate Art District.

Caro gennaio

Vorrei, farei, penserei. Inizia sempre così, carico di buoni propositi, bacini e finte smancerie ogni capitolo del nuovo anno. Ci convivi forzatamente per un po’ – giusto quei 364 giorni – e infine lo mandi candidamente a quel paese ogni 31 dicembre.

Quest’anno, caro gennaio del 2023, ho volutamente iniziato a scriverti tardi proprio per vedere se:

a) fino a che punto avrei gonfiato la mia testa di buoni propositi e aspettative

b) fino a che punto avrei retto con questo focus mentale 

c) fino a che punto mi avresti ampiamente delusa

E quindi, eccoci qui, a fine mese a vedere che cosa è successo. In ordine sparso mi ero ripromessa di leggere di più (finora male); camminare di più (mi difendo con 5km al giorno); polemizzare di meno (difficilissimo); guadagnare di più (no comment). 

Perché tutta questa aspettativa da un mese che – poverino – non ci ha fatto niente? Un mese che ha tra le sue colpe solo quello di essere freddo, piovoso, un mese di riflessione forzata su tutti i dilemmi esistenziali e ultimo ma non meno importante, anzi direi, drammatico aspetto – un mese con ben cinque lunedì

Il nome gennaio, dal latino ianuarius deriva da Ianus, dio romano Giano, la divinità che in generale rappresentava ogni forma di passaggio e mutamento (porte, ponti, passaggi ed effettivamente gennaio è il mese che apre le porte del nuovo anno). Solitamente raffigurato con due volti Giano Bifronte è conosciuto per essere il dio che può guardare il futuro ma ha sempre uno sguardo anche al passato. 

Insomma, un destino ingrato quello di gennaio perché vive nell’indecisione: “Mi si nota di più, se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?” (Ecce Bombo di Nanni Moretti).

Ebbene caro gennaio, davvero, con tutto il candore che possiedo e chiaramente senza rancore: vuoi gentilmente salutare il tuo pubblico, uscire di scena e portarci direttamente a febbraio?

Grazie!

Pitti Taste: dal 4 al 6 febbraio a Firenze torna il salone del gusto

Hai detto cibo? No, ho detto Taste! Il salone dedicato alla food culture contemporanea che riunisce il meglio delle eccellenze del gusto torna in città dal 4 al 6 febbraio alla Fortezza da Basso.

Dal salato al dolce, dai soft drinks agli spirits, passando per il design dedicato alla tavola, Taste è l’appuntamento di riferimento per scoprire le migliori aziende (500 espositori, oltre 80 aziende che partecipano per la prima volta e una presenza sempre più internazionale di buyer in arrivo anche dai mercati emergenti) i prodotti iconici e le tendenze del food & beverage, in un percorso fatto di proposte sempre più creative e consapevoli.

Il gusto coinvolge la città

È confermato infatti il consueto appuntamento con il calendario off Fuori di Taste dove le aziende che partecipano alla manifestazione incontrano i locali cittadini con cene a tema, presentazioni ed eventi in giro per tutta la città. Il calendario è fittissimo e io vorrei assaggiare tutto, come si fa? Lo trovate qui: https://taste.pittimmagine.com/. Per ora gli imperdibili secondo me: Doppia C: per essere originali! dove Antica Macelleria Falorni di Greve in Chianti presenta la sua punta di diamante: il prosciutto affinato sotto la cenere (3 febbraio, ore 18.30 da Tiratissima); Galeotto fu il risotto, Leonardo Romanelli mette in scena uno spettacolo durante la preparazione di un risotto, raccontando la vita di un cuoco. (3 febbraio ore 19,30 al Teatro del Sale); Non è margherita. È Starita! con un cooking show di Antonio Starita (4 febbraio alla pizzeria Starita); Laudemio Frescobaldi e Pasta Tirrena a Salotto Portinari, in cui viene lanciato Pasta Tirrena, nuovo marchio del gruppo Frescobaldi. Lo Chef Vito Mollica dedica un menu a Laudemio Frescobaldi, olio evo proveniente dagli uliveti Frescobaldi, accompaganto da autentici sapori e profumi del territorio, e dai vini della maison del vino toscano. (4 febbraio alle 19:30 Salotto Portinari Bar & Bistrot) e infine Fratelli Chiaverini presenta “Il Brunch Fiorentino” a Ditta Artigianale (5 febbraio dalle 9 presso tutti i negozi di Ditta Artigianale) viene proposto il “Brunch Fiorentino” realizzato con marmellate Chiaverini in versione dolce e salata.

Photo credits © Pitti Taste

La pasta: tema di questa edizione

Tema scelto per questa edizione è l’alimento principe della cucina italiana: la regina pasta. E io, da vera pastara, ne sono subito fan. Tradizione, tipicità, convivialità, nutrimento e creatività. La pasta ci rimanda al concetto di casa, certo, ma sempre di più è anche alta cucina. Taste offrirà un viaggio speciale alla scoperta delle esperienze e sfaccettature del mondo della pasta, e dei nomi di alcuni importanti pastifici. Il tema inoltre verrà declinato con un’installazione all’entrata della Unicredit Taste Arena, sarà protagonista di alcuni degli argomenti dei Taste Talk, e farà incursione anche nei Taste Ring curati da Davide Paolini.

Jazzy Taste

Il jazz è il genere musicale che meglio rappresenta la voglia e la libertà di provare accostamenti inediti, lanciandosi nell’esplorazione di sound innovativi. Proprio come accade con i sapori. ecco perché Jazzy Taste è il tema scelto per la campagna di lancio della manifestazione. Tra cibo e musica, del resto, non mancano le assonanze. Clarinetto, sax, tromba e percussioni, in versione “golosa”, detteranno il ritmo della sedicesima edizione di Taste. La comunicazione visiva è di Auge Design.

Il percorso espositivo
Dopo lo stop obbligato tornano le degustazioni in tutti gli stand, quindi anche gli espositori dotati del bancone potranno tornare a proporre assaggi ai visitatori interessati. Si parte dal piano attico del padiglione centrale con i prodotti salati per proseguire al piano terra che accoglierà a fine percorso anche una proposta “ibrida”, che accompagnerà i visitatori verso i sapori dolci riuniti al Padiglione Cavaniglia. Al piano terra del Padiglione Centrale, nella Taste special area ci sarà un focus sugli amari: una selezione di etichette artigianali che rappresentano l’eccellenza del made in Italy del settore. Al termine del percorso, lo shop dove acquistare i prodotti scoperti durante la visita.

Photo credits © Pitti Taste

Nel fitto programma troviamo i Taste Ring a cura di Davide Paolini, tra cui segnalo “Come reperiscono le materie prime di qualità i grandi hotel?” (sabato 5) e “La rivincita della pasta secca” Perché la cucina stellare per anni non ha utilizzato la pasta secca poi all’improvviso il boom di spaghetti al pomodoro e alla cacio e pepe (domenica 6). E i Taste Talks:
Pasta Couture / Haute Cottur. Il senso della moda per la pasta. Parole e immagini sulla fascinazione reciproca tra pasta e moda, tra estetica, eros e gusto.
Ecco di che pasta son fatte le donne! Generazioni, cibi, culture, latitudini a confronto. Partecipa una Sfoglina e i suoi tortellini; Xin Ge Liu de Il Gusto Dim Sum; Matilde Pettini animatrice di Dalla Lola e la sua pasta al pomodoro.
Mi dedico alla terra. Storie di imprenditrici agricole, dall’invisibilità al protagonismo delle donne in agricoltura. Perché sempre più donne scelgono il mestiere della terra, si iscrivono alla Facoltà di Agraria, sono alla guida di aziende agricole.
Il cibo a tempo di musica: il suono legato al mondo dell’enogastronomia. Com’è influenzata dal suono la nostra percezione del cibo? Ne discutono, con la giornalista e scrittrice Anna Prandoni, un musicista, uno chef e un tecnico del suono e dell’insonorizzazione nei ristoranti.

Info e orari: Aperta agli operatori del settore: dalle 9.30 alle 19.30 sabato e domenica, e dalle 9.30 alle 18 di lunedì; e agli appassionati con un biglietto di 20 euro idalle 14.30 alle 19.30 e lunedì dalle 9.30 alle 18. Pitti Taste.

Il cinema Astra riapre con 4 giorni di eventi

Il cinema Astra, di cui vi avevo già parlato qui è finalmente pronto per alzare la saracinesca e aprirsi alla città. Lo fa con 5 eventi distribuiti in 4 giorni (da giovedì 26 a domenica 29 gennaio) e un’apertura in grande stile.

Diamo meglio un’occhiata al programma

A inaugurare il nuovo cinema sarà il critico cinematografico Paolo Mereghetti che racconterà i trent’anni del suo celebre dizionario del cinema, dialogando col direttore del Festival dei Popoli Alessandro Stellino (ingresso gratuito, prenotazioni qui bit.ly/Mereghetti23). La pubblicazione con 35mila schede redatte da Mereghetti è dedicata ai critici cinematografici toscani Claudio Carabba e Vieri Razzini, entrambi scomparsi in anni recenti e a cui Firenze è molto legata. Prima dell’incontro al pubblico, il cinema sarà inaugurato in forma privata alla presenza delle autorità cittadine con un taglio del nastro molto particolare. Al posto del consueto nastro rosso sarà tagliata una pellicola cinematografica i cui fotogrammi saranno poi regalati ai presenti per tutto il giorno. La cerimonia sarà accompagnata da tre giovani musicisti che suoneranno dal vivo le grandi colonne sonore del maestro Ennio Morricone. 

In prima serata giovedì 26, introdotto dallo stesso Mereghetti, alle ore 21 il noir capolavoro di Orson Welles La signora di Shanghai, che sarà proiettato in una versione restaurata e in lingua originale con sottotitoli in italiano.

L’inaugurazione si svilupperà per tutto il fine settimana e prevede numerosi eventi, film, incontri, mostre. Tra questi, la mostra internazionale dal titolo “Riverboom – Greatest Hits: photography vs cinema” (venerdì 27 alle 18, ingresso gratuito) del collettivo di fotografi fiorentini Riverboom, un viaggio visivo su grande schermo delle fotografie più suggestive degli ultimi vent’anni scattate in tutto il mondo dai fotografi Edoardo Delille (presente in sala), Gabriele Galimberti, Paolo Woods, Claude Baechtold, Serge Michel, Alexandre Tzonis. Riverboom è un collettivo italo-svizzero fondato nel 2002 sulle rive del fiume Boom, in Afghanistan. Negli ultimi vent’anni, Riverboom ha realizzato mostre, prodotto film, organizzato feste e pubblicato libri tra cui le guide illustrate Baechtold’s Best, dedicate interamente a destinazioni inconsuete come il Polo Nord o l’Afghanistan.

Sabato 28 (alle 16.00 e alle 18.30) il regista Andrea Segre incontrerà il pubblico dopo entrambe le proiezioni per il suo ultimo film Trieste è bella di notte, che svela ciò che accade al confine tra Italia e Slovenia, sulle colline sopra Trieste, in tema respingimenti dei migranti. A seguire, alle 21, il film italiano più visto di sempre su Netflix, per la prima e unica volta al cinema, Il mio nome è vendetta del regista fiorentino Cosimo Gomez (presente in sala insieme al co-sceneggiatore Sandrone Dazieri). Il film, con Alessandro Gassman e Remo Girone è la storia di un ex sicario della mafia che quando i nemici dal passato gli uccidono la moglie e il cognato, si rifugia a Milano con la figlia e pianifica la sua vendetta. Per una sera il film tornerà a vivere in un cinema, grazie a Netflix che ha concesso in via eccezionale la proiezione pubblica.

In sala arriverà anche il collettivo di videomaker Il Terzo Segreto di Satira col film, in prima assoluta, Domino 23 – Gli ultimi non saranno i primi (domenica 29 gennaio alle 16.00 e alle 18.30). Il collettivo milanese non ha paura di affrontare con ironia temi come la sostenibilità ambientale, le nuove sensibilità sul politicamente corretto, il mondo del lavoro e la novità del nuovo governo di destra. Entrambe le proiezioni alla presenza degli autori.

Sul cinema: dopo ben nove anni dalla chiusura, avvenuta nel 2014, la nuova sala polifunzionale, di proprietà di Banca Cambiano – che proprio lì accanto avrà una sua filiale – sarà gestita da Prg e Fondazione Stensen. Info e programma completo www.astrafirenze.it.

L’arte di Christian Balzano nella mostra “Fuori dal mondo”

Si intitola “Fuori dal mondo” la personale di Christian Balzano in mostra a Palazzo Medici Riccardi, visitabile fino al 12 marzo.

Il progetto Fuori dal mondo sembra “giocare” sul significato di cosa voglia dire stare dentro o fuori dal mondo ma soprattutto vuole sollevare interrogativi sulla condizione del pianeta, sviluppandosi su temi ricorrenti nell’arte di Balzano (dalle grandi questioni della globalizzazione, all’integrazione sociale fino ai cambiamenti climatici) e presenta per quest’occasione opere recenti e lavori inediti, elementi trascinati e trasformati dalla corrente tumultuosa della contemporaneità che approdano negli ambienti rinascimentali di Palazzo Medici Riccardi.

All’intero dell’esposizione troveremo opere fortemente connesse tra loro, come i quattro grandi timbri in marmo con i simboli delle religioni più diffuse al mondo (ebraica, cristiana, musulmana, induista) a cui si aggiunge il timbro “personale” dell’artista (che ha come effigie un toro); stoffe su cui campeggiano carte geografiche di paesi in guerra – trasformate dall’acqua del mare – o bandiere di paesi i cui confini sono separati da muri o linee invalicabili: tutti elementi che vanno a costituire un atlante critico del globo, a cui Balzano si approccia come ad un unico grande e sfaccettato “tessuto” sociale e politico.

Proseguendo, troviamo l’installazione Io siamo tessuto, costituita da una bambina in bronzo a grandezza naturale che tira – come un pescatore fa con la sua rete – una grande sfera che rappresenta il mondo, fatta di tessuti di diversa natura.

“Secondo il pensiero di Christian Balzano, che seppure il presente che stiamo vivendo non dia alcuna rassicurazione né abbia decretato alcuna fine della storia, pur con tutte le sue incertezze e atrocità, è l’unica forza attiva a cui possiamo appigliarci per scongiurare il naufragio e non perdere la speranza nel futuro di un nuovo mondo, senza più confini e quindi tutto da scoprire. In ciò forse la pratica dell’arte e la figura stessa dell’artista, di ogni artista probabilmente (che potremmo definire metaforicamente un matto, un giullare, un trickster, un eccentrico cartografo delle rotte del presente o un sognatore di un nuovo mondo) si adattano perfettamente al timone di questa difficile e spesso vacua navigazione. Perché in fondo, come piace pensare a Balzano, “re e uomini fanno progetti dei quali Dio ride” – afferma il curatore Marco Tonelli.

“Gli enormi contrasti ideologici ed i veloci cambiamenti in atto (geo-politici, religiosi, culturali e di conseguenza sociali) mettono in evidenza la necessità di riflessioni e cambiamenti. Oggi la natura ha evidenziato questa urgente necessità – dichiara Christian Balzano -. In questo progetto il protagonista sarà il tessuto che, come un individuo, un’identità ben specifica, assumerà nuove forme e nuovi significati attraverso lo scontro o incontro con nuovi elementi, sostanze che, come un virus, lo alterano, modificano e portano agli estremi. Lo spazio ed il tempo impiegati per ogni singolo lavoro, condizioneranno il risultato finale rendendolo diverso l’uno dall’altro. Ma la diversità, vista come ricchezza, può generare solo nuove forze di pensiero libero”.

Informazioni e prenotazioni: Tel. 055-276 0552 – Palazzo Medici Riccardi.

Vinokilo fa tappa al Mercato Centrale di Firenze dal 19 al 22 gennaio

Partirà domani, giovedì 19 gennaio e durerà fino a domenica il minitour 2023 di Vinokilo, la più grande kg sale europea di abbigliamento, accessori vintage e second hand. Farà tappa al Mercato Centrale di Firenze (in piazza del Mercato Centrale, via dell’ Ariento) per poi proseguire al Mercato Centrale di Torino (dal 26 al 29 gennaio) e continuerà il suo viaggio itinerante per l’Italia iniziato tre anni fa.

Cosa fa Vinokilo?

Vinokilo porta avanti la propria mission di diffondere la cultura del riuso e del risparmio ambientale presso il maggior numero di persone possibile. Infatti dopo aver chiuso il 2022 con quattro date in alcune delle principali stazioni ferroviarie italiane – Vinokilo sceglie come partner il Mercato Centrale, per inaugurare il nuovo anno con un format unico, che combina shopping al kilo di moda sostenibile e artigiani del gusto.

Fondamentalmente, portatevi dietro le miglior intenzioni di spendere consapevolmente, di visitare una location insolita, dove godere di buona musica e mangiare qualcosa, tra i tantissimi banchi che offre il Mercato Centrale. Oltre ai vestiti, gli eventi targati Vinokilo sono spesso accompagnati da varie attività come laboratori di serigrafia, upcycling e live painting per personalizzare i capi acquistati, musica dal vivo e sonorizzazioni con dj locali, oltre che alle degustazioni.

Prezzi e biglietti

Ci sono due tipologie di biglietti: Vintage Lovers FREE sono slot gratuite limitate, non disponibili nelle prime 3 fasce orarie della giornata e Vintage Lovers General Admission al costo di 3€ che permettono l’accesso nelle prime 3 fasce orarie della giornata e durante tutte le altre fasce. Inoltre con la formula Give Back Bar potete anche portare i vecchi vestiti per ottenere uno sconto fino al 20% sul vostro acquisto. I capi devono essere in buone condizioni e lavati prima di essere portati da noi! Non accettiamo capi di marchi di fast fashion, calze, biancheria intima o accessori. Ps. si può pagare solo con carta. Meloni can you hear me?

Maggiori informazioni: Vinokilo.