Cose da fare a Firenze dal 14 al 16 aprile

Caro diario,

mi ero momentaneamente assentata da questi schermi pixelati per un po’ di tempo. Il tempo ha continuato a scorrere, la primavera è giunta (o quasi). Siccome ora sto meglio, sono tornata a scrivere e ora abbaio più forte di prima. Anzi ululo alla luna: ahuuuuuuuuu! Questo weekend si prevede bello carico di iniziative, impossibili da seguire tutte – o quasi.

Il doc su Vivienne Westwood alla Compagnia

Chi ha voglia di andare al cinema potrà godersi il documentario di Lorna Tucker che celebra l’artista britannica rivoluzionaria e geniale scomparsa il 29 dicembre dello scorso anno. Stiamo parlando di Vivienne Westwood, una delle figure più rivoluzionarie del suo tempo. Definita dalla critica musicale “Madrina del Punk”, è stata una delle principali attiviste della sua generazione, impegnata nelle lotte contro il riscaldamento globale, a difesa e per l’affermazione dei diritti della comunità LGBT, e a favore della libertà di espressione. Un’artista che ha fondato stili e linguaggi, non uniformandosi mai al pensiero dominante. A pochi giorni dalla ricorrenza del suo compleanno (l’8 aprile 2023 avrebbe compiuto ottantadue anni), il cinema La Compagnia le tributa un omaggio, con il documentario Westwood: Punk, Icon, Activist presentato, in un’unica data, venerdì 14 aprile in collaborazione con il Florence Queer Festival. Info: via Cavour 50/r.

Un’immagine tratta dal doc Westwood: Punk, Icon, Activist

Pimp my Vintage al TSH 

Domenica 16 aprile appuntamento primaverile con il vintage. Dalle 11 alle 20.00 il social hub dello Student Hotel apre le porte al mercatino temporary di Pimp My Vintage, che in questo weekend propone uno sguardo al passato per proiettarsi nel futuro. Il vintage è sempre di moda e il ritorno al passato è più che mai un “ritorno al futuro” – dicono dall’organizzazione. Dall’eleganza anni ‘50 allo streetwear dei ‘90 passando per oggettistica, borse, locandine, gioielli, e chicche da scoprire, ma anche musica e artigianato. Info: l’evento è a ingresso libero da Viale Spartaco Lavagnini 70 – 72.

Photo credits © Pimp my Vintage

Vinokilo alla Manifattura Tabacchi

Per amor di cronaca (e del vintage!) segnalo anche che già da venerdì 14 a domenica 16 alla Manifattura Tabacchi in orario 10- 20 si svolge Vinokilo, la più grande vendita di vestiti vintage che propone un’alternativa concreta e accessibile al fast fashion, educa al riuso e sensibilizza ad uno stile di vita più sostenibile ed in linea con le esigenze ambientali e sociali della contemporaneità. Io c’ero già stata all’evento di gennaio al Mercato centrale e avevo comprato un sacco di cose carine. Ci sono due tipologie di biglietti: Vintage Lovers FREE sono slot gratuite limitate, non disponibili nelle prime 3 fasce orarie della giornata e Vintage Lovers General Admission al costo di 3€ che permettono l’accesso nelle prime 3 fasce orarie della giornata e durante tutte le altre fasce. Ps. si può pagare solo con carta. Meloni can you hear me? Maggiori informazioni: Vinokilo

Photo credits © Vinokilo

Katja Novitskova alla Manifattura Tabacchi

Gli spazi della Factory di Manifattura Tabacchi aprono le porte dell’artista estone di fama internazionale Katja Novitskova, che propone una riflessione sul valore delle immagini nel mondo contemporaneo in un cortocircuito tra arte e natura, realtà e rappresentazione. L’evento rinnova la collaborazione tra Manifattura Tabacchi e Fondazione Palazzo Strozzi, in concomitanza con la mostra Reaching for the Stars. Le opere della Novitskova saranno ospitate nell’edificio 11 in un surreale e ironico dialogo, creando un’esposizione dissonante, fatta allo stesso tempo di partecipazione e alienazione per il pubblico. Nelle sue foto-sculture, parte della Collezione Sandretto Re Rebaudengo, l’artista riproduce in grande formato su lastre di alluminio sagomate e pannelli cartonati immagini di animali raccolte da internet come un coloratissimo ibis, un orso polare dal volto arrossato, un gatto o tre formicai. Con questo ciclo di lavori Novitskova vuole dimostrare come la nostra percezione dello spazio è stata alterata dal rapido sviluppo tecnologico e come il confine tra il mondo naturale e la sua versione digitale va dissolvendosi. 👉 Fino al 18 giugno, ingresso libero. Info: Manifattura Tabacchi.

Photo credits © Manifattura Tabacchi

Ditta Artigianale in piazza Ferrucci

Gli esterni con ombrelloni a righe anni ’60, l’ambiente tropicale e almeno 50 sfumature di verde. Se non ci siete ancora stati, andate a provare il nuovo Ditta Artigianale. A 10 anni dall’inaugurazione del primo locale in via dei Neri, dopo le aperture in via dello Sprone, via Carducci, lungarno Soderini, Firenze vede la nascita della quinta caffetteria a marchio Ditta Artigianale, il primo coffee bar italiano dedicato al consumo consapevole di caffè. Aprono in Piazza Ferrucci, sulle ceneri dell’ex pub Joyce, dandogli una nuova veste, dove si potrà rimanere durante tutto l’arco della giornata, dalla colazione all’aperitivo. Tra le novità più succulente: una bakery, laboratorio di pasticceria e di panificazione timonato dalla fiorentina Francesca Grillotti, pronta a sfornare prelibatezze lievitate in ogni momento. Già ci piace! Info: piazza Ferrucci 1r, aperto dal lunedì alla domenica, con orario 7 – 23.

Photo credits © Ditta Artigianale ph. Leonardo Morfini

Un gelato da Cavini

La storica gelateria Cavini, in piazza delle Cure si è di recente rifatta il look. Il mio è un invito ad andare da loro perché sono gli unici che rispettano le mie volontà in fatto di precedenze di gusti, ovvero: se io chiedo cioccolato e nocciola vorrei che nel cono ci fosse prima il cioccolato (che va in fondo) e poi la nocciola (che mangio prima perché voglio mangiarla prima). Ecco, da loro non devo stressarmi perché mi invertono i gusti. Ok? Fanno anche caffetteria e pasticceria al mattino e aperitivini la sera. Info: sono aperti dal lunedì alla domenica fino alle 20.30

Photo credits © Cavini

Altan e la Pimpa a Pistoia

Se siete dalle parti di Pistoia, fate un salto a Palazzo Buontalenti, perché fino al 30 luglio c’è in programma “ALTAN, Cipputi e la Pimpa. Il mondo com’è… e come dovrebbe essere“, la mostra che rende omaggio al grande artista e fumettista Francesco Tullio Altan offrendo, a pochi mesi dal suo ottantesimo compleanno, un percorso espositivo spettacolare, vario, divertente, capace di stimolare riflessioni sulle scelte che ci aspettano se davvero vogliamo vivere in una società più umana e rispettosa – queste le parole del curatore Luca Raffaelli. Nel percorso espositivo incontreremo non solo la cagnolina a pois Pimpa ma anche i personaggi e gli animali di Altan: l’operaio Cipputi e il suo alter ego Italo, la coppia Ugo e Luisa, Trino, Colombo e Ada e altri dei suoi personaggi più celebri, alcuni riprodotti in gommapiuma colorata dallo scultore Pietro Perotti. Consigliati se avete prole al seguito – o per chi come me ha una mamma fan numero uno della Pimpa! Info: biglietto intero 10€, ridotto 7€. Sito web: Pistoia Musei.

Photo credits © Pistoia Musei

Photo credits immagine di copertina Nazar Haponov.

Le mostre da non perdere a Firenze a marzo

A marzo torna la primavera e la voglia di uscire, curiosare in giro, sbocciare e tornare a vivere. Ecco qualche spunto culturale.

Reaching for the Stars” a Palazzo Strozzi

Tra le novità del mese di marzo spicca sicuramente la mostra da poco inaugurata a Palazzo Strozzi dal titolo “Reaching for the Stars. Da Maurizio Cattelan a Lynette Yiadom-Boakye“, L’esposizione celebra l’arte contemporanea festeggiando i 30 anni della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, finora custode di queste opere. Attraverso stili diversi come pittura, scultura, fotografia, video e performance, la mostra propone ai visitatori un percorso alla scoperta delle grandi stelle dell’arte globale degli ultimi decenni, tra cui troviamo Anish Kapoor, Damien Hirst, insieme a un’ampia selezione di lavori di Maurizio Cattelan (artista centrale per un’esplorazione dell’arte italiana tra anni Novanta e Duemila, insieme, tra gli altri, a Paola Pivi e Lara Favaretto). Ma anche Cindy Sherman, Shirin Neshat, Barbara Kruger e Pawel Althamer. A dominare il cortile di Palazzo Strozzi è la monumentale scultura site-specific di Goshka Macuga, un razzo di oltre 15 metri per incoraggiare i visitatori a guardare verso il cielo e raggiungere le stelle. 👉 Fino al 18 giugno. Info: Palazzo Strozzi.

Photo credit © Palazzo Strozzi – Ela Bialkowska OKNO Studio

Katja Novitskova alla Manifattura Tabacchi

Come fuorimostra di Reaching for the Stars, dal 12 aprile al 18 giugno, la Factory di Manifattura Tabacchi accoglie le opere dell’artista estone di fama internazionale Katja Novitskova, che propongono una riflessione sul valore delle immagini nel mondo contemporaneo in un cortocircuito tra arte e natura, realtà e rappresentazione. L’evento rinnova la collaborazione tra Manifattura Tabacchi e Fondazione Palazzo Strozzi. Le opere della Novitskova saranno ospitate nell’edificio 11 in un surreale e ironico dialogo, creando un’esposizione dissonante, fatta allo stesso tempo di partecipazione e alienazione per il pubblico. Nelle sue foto-sculture, parte della Collezione Sandretto Re Rebaudengo, l’artista riproduce in grande formato su lastre di alluminio sagomate e pannelli cartonati immagini di animali raccolte da internet come un coloratissimo ibis, un orso polare dal volto arrossato, un gatto o tre formicai. Con questo ciclo di lavori Novitskova vuole dimostrare come la nostra percezione dello spazio è stata alterata dal rapido sviluppo tecnologico e come il confine tra il mondo naturale e la sua versione digitale va dissolvendosi. 👉 Fino al 18 giugno, ingresso libero. Info: Manifattura Tabacchi.

Photo credit © Katja Novitskova “Approximation polar bear”

“Exit Enter. The sign beyond the signature” alla Street Levels Gallery

La Street Levels Gallery, l’unica galleria della città interamente dedicata all’arte urbana ospita “Exit Enter. The sign beyond the signature”, la mostra per rivelare l’altra identità di Exit Enter, street artist fiorentino noto al grande pubblico per il suo iconico ‘omino’. Nel nuovo progetto espositivo, il celebre ‘omino’ di Exit Enter non si mostra mai; una scelta curatoriale maturata dalla galleria fiorentina insieme all’artista con la convinzione che nella dicotomia tra Exit e Enter, tra uscire ed entrare, tra esporre e celare potesse rivelarsi ciò che lo spazio pubblico non ha ancora mai accolto e che i cittadini delle strade di Firenze non riconoscerebbero. Tratti, schizzi e graffi ricostruiscono il ritmo gestuale dell’artista, quello coltivato da oltre dieci anni nel suo studio e mai esibito pubblicamente, si sodano in 19 pezzi unici, numerosi disegni e quattro serie di opere. 👉 Fino al 1 aprile. Info: Aperta da martedì a domenica. Street Levels Gallery.

Photo credit © Street Levels Gallery – Leonardo Chiarabini

“Survivors – Hidden Angels” alla chiesa San Franceschetto di Lucca

Mauro De Bettio è un fotografo documentarista che si dedica a progetti riguardanti questioni sociali e diritti umani. Viaggia esplorando tradizioni e culture che stanno scomparendo, ma anche analizzando la contemporaneità. Fino al 2 aprile la Chiesa di San Franceschetto a Lucca ospita la sua mostra fotografica “Survivors – Hidden angels”. Protagoniste di questi 24 scatti a forte impatto emotivo sono alcune donne del Bangladesh sfigurate dall’acido da fidanzati, mariti, padri. Uomini che spesso le hanno prima sposate, da adolescenti, se non da bambine, le hanno sfruttate, violate, derubate e dunque ‘marchiate’ a vita come una proprietà ormai inutile. Donne ferite e segnate, sia fisicamente che psicologicamente che, nonostante tutto, spesso si presentano di fronte all’obiettivo con un sorriso che ‘profuma’ di rivalsa, di profonda dignità. Se fate una gita fuori porta a Lucca.👉 Fino al 2 aprile. Info: www.fondazionecarilucca.it

Escher al Museo degli Innocenti

C’è ancora tempo per ammirare le opere del genio olandese Escher. Scoperto dal grande pubblico negli ultimi anni, Maurits Cornelis Escher è diventato uno degli artisti più amati in tutto il mondo, tanto che le mostre a lui dedicate hanno battuto ogni record di visitatori. Inquieto, riservato e indubbiamente geniale, Escher nelle sue celebri incisioni e litografie crea un mondo unico, immaginifico, impossibile, dove arte, matematica, scienza e fisica si mescolano. L’esposizione con circa 200 opere ripercorre i lavori più rappresentativi che lo hanno reso celebre in tutto il mondo, con alcune delle opere più iconiche della sua produzione, quali Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939), Giorno e notte (1938) e la serie degli Emblemata, che appartengono all’immaginario comune riferibile all’ artista. 👉 Prorogata fino al 7 maggio. Info: Arthemisia.

Le fotografie dei Bronzi di Riace alla Galleria dell’Accademia

Da una parte il capolavoro di Michelangelo, il David marmoreo e lucente esposto nella tribuna del Museo che ha raggiunto 140 anni (ma non li dimostra affatto!), dall’altra le fotografie di Luigi Spina che immortalano i due guerrieri di bronzo, capolavori indiscussi dell’arte greca del V secolo, conosciuti come il “Giovane” e il “Vecchio”; Polinice e Eteocle o più semplicemente come statua A e statua B. Sto parlando della mostra fotografica dedicata ai Bronzi di Riace, nei meravigliosi scatti di Luigi Spina, di cui trovate un approfondimento quiProrogata fino al 2 aprile. Info: Galleria dell’Accademia.

Photo credits © Galleria dell’ Accademia

Testo. La seconda edizione dal 24 al 26 febbraio alla Stazione Leopolda

Cosa fate dal 24 al 26 febbraio? Io farò sicuramente un salto alla Stazione Leopolda che ospita la seconda edizione di TESTO [Come si diventa un libro]. Dopo il successo della prima, di cui vi avevo parlato qui, torna a Firenze la tre giorni dedicata all’ editoria organizzata da Pitti Immagine e ideata da Todo Modo.

Non è propriamente una fiera, non è proprio un salone ma TESTO mi colpì molto lo scorso anno (anche per la sua organizzazione interna!) perché è un evento che vuole raccontare come nasce un libro e come arriva nelle mani del lettore. Tre giorni per immergersi in un mondo di carta e parole attraverso una selezione ragionata di libri e novità anche grazie a un fitto programma di eventi, laboratori, incontri e percorsi di lettura.

Interessante l’accostamento di editori indipendenti a gruppi editoriali importanti, questa fiera è l’occasione per confrontarsi con 107 case editrici, piccole, medie e grandi e soprattutto con i protagonisti dell’editoria, gli autori italiani e internazionali più interessanti.

Anche per quest’anno si conferma il format espositivo inaugurato con la precedente edizione. Un percorso suddiviso in sette stazioni: il Manoscritto, il Risvolto, la Traduzione, il Segno, il Racconto, la Libreria, il Lettore che mette in relazione il pubblico con gli addetti ai lavori, cioè gli editori, i librai, i direttori di biblioteche e, naturalmente gli scrittori. Grazie al confronto con editor, redattori e uffici stampa e a visite guidate a cura dei librai, i lettori possono immergersi nello spirito delle proposte. Inoltre per approfondire il catalogo della casa editrice, altri titoli saranno esposti sugli scaffali, alle spalle dei tavoli.

Il programma di eventi e presentazioni

Difficilissimo riuscire ad elencare tutto il programma che è ricchissimo di incontri. Tra i tanti autori e ospiti italiani coinvolti: Niccolò Ammaniti, Giuseppe Antonelli, Marco Balzano, Stefano Bartezzaghi, Daria Bignardi, Ginevra Bompiani, Giosuè Calaciura, Franco Cardini, Lucio Caracciolo, Ermanno Cavazzoni, Chiara Costa, Francesco Costa, Carlos D’Ercole, Serena Danna, Emanuele Dattilo, Mario Desiati, Claudia Durastanti, Giorgio Falco, Ottavio Fatica, Gian Arturo Ferrari, Nadia Fusini, Maura Gangitano, Carlo Ginzburg, Pietro Grossi, Jennifer Guerra, Vincenzo Latronico, Loredana Lipperini, Carlo Lucarelli, Mario Lupano, Stefano Mancuso, Marco Missiroli, Antonio Moresco, Giulio Mozzi, Dario Nardella, Paolo Nori, Tommaso Pincio, Alessandro Piperno, Piergiorgio Pulixi, Vanni Santoni, Luca Scarlini, Simonetta Sciandivasci, Luigi Serafini, Giampaolo Simi, Fabio Stassi, Emanuele Trevi, Carlotta Vagnoli, Chiara Valerio, Giorgio Vasta, Marco Vichi, Simona Vinci, Giovanna Zucconi. E tra i nomi internazionali Amélie Nothomb e tantissimi altri.

Un focus interessante è dedicato agli esordi. Storie di esordi decisamente riusciti – con la partecipazione di Niccolò Ammaniti, Simona Vinci, Marco Missiroli, Antonio Moresco (con Carla Benedetti). E una serie di nuovi esordi tra il 2022 e di inizio 2023.

RADIO GRIDOLINI a cura di Todo Modo
Una delle grandi novità di questa edizione sarà la presenza di una radio interamente dedicata alla fiera e a tutti gli ospiti presenti. Una radio che andrà in onda tutti i giorni dalle 11.00 alle 19.00, per raccontare quello che succede nella Stazione Leopolda attraverso la voce dei suoi protagonisti. La libreria di Radio Gridolini sarà riempita esclusivamente con i libri degli editori presenti in fiera: 7 titoli scelti da ciascuna casa editrice. Interviste con gli autori, tante rubriche diverse e l’idea di creare dei podcast da ascoltare dopo TESTO.

Online trovate tutto il calendario di incontri e laboratori dedicati a cui dovete prenotarvi per accedere. Info: orari di apertura: 10.00-20.00. Ingresso 5 euro con registrazione obbligatoria su https://testo.pittimmagine.com/

Le mostre da non perdere a Firenze a febbraio

Ecco qualche idea per mettere il naso fuori dal tepore casalingo e immergersi in qualche percorso d’arte.

Escher al Museo degli Innocenti

Avete tempo fino al 26 marzo 2023 per ammirare le opere del genio olandese Escher. Scoperto dal grande pubblico negli ultimi anni, Maurits Cornelis Escher è diventato uno degli artisti più amati in tutto il mondo, tanto che le mostre a lui dedicate hanno battuto ogni record di visitatori. Inquieto, riservato e indubbiamente geniale, Escher nelle sue celebri incisioni e litografie crea un mondo unico, immaginifico, impossibile, dove arte, matematica, scienza e fisica si mescolano. L’esposizione con circa 200 opere ripercorre i lavori più rappresentativi che lo hanno reso celebre in tutto il mondo, con alcune delle opere più iconiche della sua produzione, quali Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939), Giorno e notte (1938) e la serie degli Emblemata, che appartengono all’immaginario comune riferibile all’ artista. 👉 Fino al 26 marzo 2023. Info: Arthemisia.

Photo credits © Museo degli Innocenti

Le fotografie di Elliot Erwitt a Villa Bardini

Chi ha il coraggio di farsi una bella salitina fino a Villa Bardini potrà vedere le fotografie di Elliot Erwitt, uno dei più conosciuti fotografi, che proprio a luglio di quest’anno ha compiuto 94 anni. Nel percorso espositivo incontriamo oltre 70 scatti scelti dalla curatrice e dallo stesso Erwitt per raccontare con ironia uno spaccato della storia e del costume del Novecento. Incontriamo i famosi ritratti di Che Guevara che sorride, di Kerouac, di Marlene Dietrich, e ancora fotografie che hanno fatto la storia, come Jackie Kennedy al funerale del marito brutalmente assassinato, Presenti anche i celebri scatti di Marilyn Monroe e le foto dei suoi amati cani, metafora del genere umano a cui Erwitt ha dedicato numerosi libri. Inoltre un portfolio di immagini dedicate all’amore (fra queste il bacio di una coppia riflessa nello specchietto dell’auto al tramonto) inflazionatissima a San Valentino su Pinterest. 👉 Fino al 26 febbraio. Info: Villa Bardini.

Inside Banksy alla Cattedrale dell’immagine

Dopo Dalì, Van Gogh e Magritte, l’ex chiesa di Santo Stefano al Ponte, ora ribattezzata Cattedrale dell’immagine si immerge completamente in una mostra non autorizzata dedicata al satirico writer britannico Banksy. Attraverso un mix di immagini, suoni e musiche, capaci di evocare immediatamente la cultura underground di Bristol vuole far comprendere la protesta che negli anni ha mosso Banksy dando vita alla sua arte. Il racconto ne ripercorre la produzione artistica fin dalle prime apparizioni dei graffiti a Bristol e prosegue fino alla contemporaneità, trattando le tematiche principali delle sue opere: l’incoerenza della società occidentale, la manipolazione mediatica, l’omologazione, le atrocità della guerra, l’inquinamento globale, lo sfruttamento minorile, la repressione poliziesca e il maltrattamento degli animali. 👉Fino al 26 febbraio. Info: Cattedrale dell’immagine.

Photo credits © pagina Facebook Cattedrale dell’immagine

Le fotografie dei Bronzi di Riace alla Galleria dell’Accademia

Da una parte il capolavoro di Michelangelo, il David marmoreo e lucente esposto nella tribuna del Museo che ha raggiunto 140 anni (ma non li dimostra affatto!), dall’altra le fotografie di Luigi Spina che immortalano i due guerrieri di bronzo, capolavori indiscussi dell’arte greca del V secolo, conosciuti come il “Giovane” e il “Vecchio”; Polinice e Eteocle o più semplicemente come statua A e statua B. Sto parlando della mostra fotografica dedicata ai Bronzi di Riace, nei meravigliosi scatti di Luigi Spina, di cui trovate un approfondimento qui. Prorogata fino al 2 aprile. Info: Galleria dell’Accademia.

Photo credits © Galleria dell’ Accademia

Palazzo Medici Riccardi

Si intitola “Fuori dal mondo” la personale di Christian Balzano in mostra a Palazzo Medici Riccardi. Il progetto Fuori dal mondo sembra “giocare” sul significato di cosa voglia dire stare dentro o fuori dal mondo ma soprattutto vuole sollevare interrogativi sulla condizione del pianeta, sviluppandosi su temi ricorrenti nell’arte di Balzano (dalle grandi questioni della globalizzazione, all’integrazione sociale fino ai cambiamenti climatici) e presenta per quest’occasione opere recenti e lavori inediti, elementi trascinati e trasformati dalla corrente tumultuosa della contemporaneità che approdano negli ambienti rinascimentali di Palazzo Medici Riccardi. 👉 Fino al 12 marzo. Info: www.palazzomediciriccardi.it.

Photo credits © Muse Firenze

Memory effect” alle Murate Art District

Memory Effect, co-prodotto da MAD Murate Art District e The Recovery Plan, consiste in quattro installazioni degli artisti Binta Diaw, Nexcyia, Bocar Niang e Lerato Shadi che lavorano alternando performancearte sonora e installazioni. È un progetto inserito nella Black History Month Florence, l’iniziativa dedicata a promuovere le culture afro-discendenti nel contesto italiano. Ve ne parlo in maniera approfondita qui. 👉 Fino al 2 marzo. Info: la mostra è aperta dal martedì al sabato dalle 14.30 alle 19.30. Chiuso al pubblico: domenica e lunedì. www.murateartdistrict.it

Lerato Shadi © Memory Effect

Foto di copertina © Giorgio Magini, della mostra su Escher al Museo degli Innocenti

“I Macchiaioli” a Palazzo Blu di Pisa

Chi erano i Macchiaioli? Se solo fossimo stati più attenti durante quella lezione di storia dell’arte, oggi potremmo senz’altro dire che i Macchiaioli furono una delle più originali avanguardie artistiche nate in Europa nella seconda metà del XIX secolo. Se dapprima furono etichettati in senso dispregiativo per il loro porsi antiaccademico (l’accezione giocava su un particolare doppio senso: darsi alla macchia, agire furtivamente, illegalmente) i Macchiaioli si avventurarono sulla via della luce, dipingendo la realtà loro contemporanea, nella semplicità degli scenari naturali di cui avevano esperienza diretta. Con una retrospettiva di oltre 120 opere, la mostra, a cura di Francesca Dini, storica dell’arte ed esperta tra le più autorevoli di questo movimento – ripercorre l’entusiasmante evoluzione di un movimento artistico e racconta, nelle 11 sezioni che la compongono, l’eccitante avventura di un gruppo di giovani pittori progressisti, toscani e non, che – desiderosi di prendere le distanze dall’istituzione accademica nella quale si sono formati, sotto l’influenza di importanti maestri del Romanticismo come Giuseppe Bezzuoli e Francesco Hayez – giungono in breve tempo a scrivere una delle più poetiche e audaci pagine della storia dell’arte non solo italiana.  👉 Prorogata fino al 19 marzo. Info: Palazzo Blu.

Photo credits © Palazzo Blu

A Firenze torna la 50 giorni di cinema

Vi ricordate la 50 giorni di cinema? Era un cartellone unico che riuniva vari festival, lanciato nel 2007 al Gambrinus, che si impose fin da subito come un’ innovativa iniziativa cinematografica nel panorama culturale italiano – poi interrotto, ma che ora torna ad affacciarsi sul panorama fiorentino.

La nuova “50 Giorni” si terrà dal 5 ottobre al 12 dicembre prossimi, al cinema La Compagnia alla quale si affiancheranno anche altre sala fiorentine. Questo grande contenitore di cinema raggrupperà ben 9 festival di stampo internazionale: il festival cinese FánHuā Chinese Film Festival (5 – 8 ottobre); il Middle East Now, dedicato al cinema medio orientale (10 – 15 ottobre); il Florence Queer Festival, sul cinema lgbt (18 – 22 ottobre); il France Odeon, dedicato al cinema francese (28 ott – 1 nov); il Festival dei Popoli, dedicato al cinema documentario (4 – 12 novembre); Lo Schermo dell’arte, che esplora la relazione tra cinema e arte contemporanea (15 – 19 novembre); il Festival Internazionale di Cinema e Donne (24 – 26 novembre); NICE – New Italian Cinema Events (1 dicembre) e infine quello dedicato al cinema indiano, il River to River Florence Indian Film Festival (7 – 12 dicembre).

Foto credits © Marco Rescigno

Un’inedita collaborazione

Il rilancio dell’iniziativa ha visto la nuova e inedita collaborazione con i Premi David di Donatello, istituendo la prima edizione di “Italian Rising Stars”, un premio che dà un particolare lustro alla cultura cinematografica toscana poiché il riconoscimento sarà assegnato a Firenze, a conclusione della “50 Giorni” – proprio dalla Fondazione Accademia del Cinema Italiano Premi David di Donatello, che ogni anno attribuisce i più importanti riconoscimenti al cinema nazionale, presieduta da Piera Detassis.

Curiosità. Ad ospitare la presentazione dei nuovi progetti, il Salone di Donatello del Museo Nazionale del Bargello, dove è conservato il David bronzeo, capolavoro realizzato da Donatello attorno agli anni ‘40 del Quattrocento, su commissione di Cosimo il Vecchio de’ Medici, scultura che ha ispirato l’omonimo premio cinematografico, istituito in Italia negli anni ‘50.

Cene romantiche e dove trovarle, 10 indirizzi a Firenze

Se lo scorso anno vi avevo lasciato con 10 locali dove trascorrere una romantica serata in compagnia del vostro amat*, anche quest’anno faccio altrettanto e rilancio con altre 10 proposte, tra istituzioni e nuove aperture, valide sia per San Valentino, che per ricorrenze durante tutto l’anno. Prego!

Il gusto di Xinge

Inizio questo itinerario con una nuovissima e recente apertura. Un posto dove le ricette tradizionali di Shanghai e Pechino incontrano gli ingredienti della cucina italiana e internazionale. Siamo a Il gusto di Xinge, la nuova casa in viale Belfiore del precedente Il gusto Dim Sum, aperto da Xin Ge Liu e Lapo Bandinelli. La nuova dimensione del locale trasuda estetica, ricerca di bellezza e contemporaneità da ogni angolo. Lo si nota già dall’esterno, osservando quello che è un acquario che si accende nella notte – e subito entrando – con il blu e il mattone, i due colori scelti per gli ambienti minimali ed eleganti. Si prosegue poi con la cucina a vista. Il menù è ricercato e intenso, fatto di Dim Sum, Sheng Jian Bao, ravioli dai mille colori, contorni e dessert che sono un viaggio esperienziale e gastronomico. Se non siete innamorati del vostro partner, potete sempre ripiegare sulle loro creazioni culinarie!Info: viale Belfiore, 2.

Foto credits © Mike Tamasco

Cibrèo ristorante Helvetia & Bristol

Si può entrare nel mondo del Cibrèo attraverso diverse porte. Considerati una vera e propria istituzione nel panorama culinario fiorentino, dopo la prima sede del Cibrèo Ristorante (nel 1979) e del Cibrèo Trattoria (detta il Cibrèino) nascono in sequenza anche il caffè Cibrèo, l’associazione Teatro del Sale e, in ultimo, la variante tosco orientale, il Ciblèo. Tutti nel crocevia di Sant’Ambrogio. Se volete trascorre una serata iper-romantica potete fare un salto nell’elegante e sofisticata atmosfera dell’ Helvetia & Bristol, a pochi passi da piazza della Repubblica, dove il ristorante affidato al Cibrèo propone il menù d’autore Love Night!, un viaggio sensoriale tra pietanze d’ispirazione afrodisiaca. Si parte con un welcome di bollicine, si passa all’iconico vassoio del Cibrèo con ostriche, si prosegue con un risotto all’aragosta, seguito da un classico filetto alla Wellington, fino ad arrivare al dessert ricotta e lampo (85€ a persona). Il plus? Potete concedervi una pausa nella loro meravigliosa spa. Info: via dei Pescioni, 2. Tel. 055 2665651.

Foto credits © ristorante Cibrèo Helvetia & Bristol

La Ménagère

Questo locale rimane un classico che non posso non citare se se si parla di luoghi romantici in città, che con la sua magica atmosfera vi farà sicuramente guadagnare punti. Per un appuntamento dall’effetto scenografico assicurato potrete scegliere un posto nell’iconico tavolo comune – ricavato da grandi tavole di quercia e fiancheggiato da una parete multicolor di vasi vintage in vetro – ma se preferite più intimità, optate per un tavolo per due. Il menù di San Valentino uscirà sui loro canali social. Ps. potete acquistare un bouquet di fiori direttamente lì! Info: via de’ Ginori, 8/R – Tel. 055 0750600.

Foto credits © La Ménagère

25hours Hotel San Paolino tra Inferno e Paradiso

Una serata trasgressiva all’inferno o una notte serena in paradiso? Per celebrare la festa degli innamorati, quest’anno le coppie potranno scegliere se inebriarsi con una bottiglia di bollicine in camera, gustare una prima colazione a buffet e decidere se concedersi una cena intima sotto la volta illuminata del ristorante San Paolino scegliendo tra due opzioni: So much love (290,00€ x 2) che include pernottamento, bollicine in camera, colazione e cena oppure One little love (175,00€ x 2) con pernottamento, bollicine in camera e colazione. L’invito è valido anche per gli ospiti esterni che potranno cenare con un menù pensato per due a un costo di 75,00€ a persona con un menu comprensivo di 3 portate a scelta + entree di benvenuto. (Bevande escluse). Il menù è consultabile qui. Per info e prenotazione cena: +39 055 29669 55 – restaurant.sanpaolino@25hours-hotels.com

Restaurant 25h Piazza San Paolino © credits Dario Garofalo

Chic Nonna di Vito Mollica

È il 2021 quando lo chef Vito Mollica (con un pluri-decorato passato al Four Season) inizia la sua nuova avventura da Chic Nonna. Il locale si trova all’interno di Palazzo Portinari Salviati, meraviglioso edificio iconico per la storia di Firenze che fu casa natale della musa dantesca Beatrice prima e residenza di Cosimo I de’ Medici, poi, la cui statua resta oggi al centro della corte del palazzo. Qui convivono due anime: il salotto Portinari bar & bistrot con un servizio dalle 12 alle 23, accessibile direttamente da via del Corso, perfetto per un pranzo di lavoro, una cena più informale o anche solo per sorseggiare un caffè, un drink o un tè e Chic Nonna di Vito Mollica, il ristorante elegante situato nel cuore del Palazzo, all’interno dell’affrescata Corte degli Imperatori, che offre un menù à la carte e la possibilità di due menu degustazione, oltre a una proposta di vini in abbinamento. Info: via del Corso, 6. Tel. 055 5353555.

Foto credits © Chic Nonna

Osteria delle tre panche

Al locale storico informale di via Pacinotti si affianca l’Osteria delle Tre Panche in Centro Storico situato presso l’hotel Hermitage. Con un terrazzo panoramico pazzesco, affacciato direttamente su Ponte Vecchio, questo ristorante è la soluzione ideale per una cena super romantica sia in inverno che in estate (ovviamente nella bella stagione la terrazza al 6° piano offre una vista mozzafiato che domina sui tetti di Firenze). La cucina di Andrea e Vieri Bista, al timone del ristorante è prevalentemente di terra, ispirata al territorio e con un’attenzione particolare al tartufo. Info: Roof Hotel Hermitage in Vicolo Marzio, 1 (tel. 348 4562480); via Antonio Pacinotti, 32R (tel. 055 583724).

Foto credits © Osteria delle tre panche

Momoyama

Se poi la voglia di sushi più tradizionale dovesse prendere il sopravvento in San Frediano trovate Momoyama, un locale curatissimo e chic, dove consigliano di iniziare sorseggiando un drink al cocktail bar del ristorante per poi proseguire con la degustazione di sushi e sashimi ma anche di piatti del giorno fuori menù che combinano sapori tradizionali e innovazione. Nel loro menù degustazione per due persone troviamo edamame; carpaccio New Style di Salmone; Rock Shrimp Tenpura; Gyoza (3pz.) e Gyoza Special (3pz.) una selezione di sushi, sashimi e special Roll dello Chef e una selezione di dolci. 75.00€ a persona. Info: Borgo S. Frediano, 10R. Tel. 055291840.

Photo credits © Momoyama

Sophia Loren Restaurant

Aperto nella primavera del 2021, sotto i portici di piazza della Repubblica, Sophia Loren è il primo della catena di ristoranti dedicato alla famosa attrice napoletana, da cui il locale prende appunto il nome. Moderno, sofisticato e contemporaneo, il locale si sviluppa su 3 livelli, di cui due adibiti a ristorante e uno alle cucine e ai locali di servizio. Con i suoi 270 coperti, due cucine professionali e i 2 forni, offre un servizio continuo di ristorazione, bar, caffetteria e pasticceria. Nelle bella stagione è possibile anche pranzare e cenare nel dehor all’esterno. Sul menù troviamo la tipicità dell’offerta italiana tradizionale ma più ricercata. Le pizze sono firmate da Francesco Martucci, miglior pizzaiolo per 50 Top Pizza dal 2019 al 2022 con il locale ‘I Masanielli’ a Caserta, i piatti di Gennaro Esposito, chef con due stelle Michelin patron del ristorante Torre del Saracino, a Vico Equense. La pasticceria vanta il nome di Carmine di Donna, già guida della pasticceria del ristorante pluristellato dello chef Gennaro Esposito. Info: via dei Brunelleschi, 11 – Tel. 0554934400.

Photo credits © Sophia Loren Restaurant

Caffè italiano

A due passi da Santa Croce, situato in un palazzo storico protetto dalle belle arti si trova il Caffè italiano, che con un bel restyling ci porta in un’ atmosfera rilassante in un ambiente raffinato. Sicuramente il posto adatto a una cena speciale con luci soffuse. Chi lo ha detto che mangiare la pizza non è romantico? Info: via Isola delle Stinche, 11R/13r. Tel. 055289080.

Photo credits © Caffè Italiano

Konnubio

Nel quartiere di San Lorenzo, proprio vicinissimo alle Cappelle Medicee, un po’ nascosto in via dei Conti c’è Konnubio. Come suggerisce il nome del locale, Konnubio cerca di far convivere l’estetica della location con la proposta in cucina proponendo una formula più leggera per il pranzo e una più articolata per la sera. Il menù ha una cucina moderna e mediterranea orientata verso il gourmet. Le luci soffuse contribuiscono a rendere l’atmosfera decisamente romantica. Ad ogni modo se non volete rimanere a cena, Konnubio si presta benissimo a qualsiasi ora della giornata, dalla colazione all’ apertitivo per imperdibili momenti romantici. Info: via dei Conti 8R – Tel. 0552381189.

Foto credits © Konnubio

*La foto di copertina è presa dai canali social del ristorante Cibrèo.

“Memory effect” la mostra per Black History Month alle Murate Art District

Per chi non lo sapesse la Black History Month Florence è l’iniziativa dedicata a promuovere le culture afro-discendenti nel contesto italiano. Quest’anno e per il settimo anno consecutivo BHMF ha attivato la collaborazione con MAD Murate Art District mettendo in mostra Memory Effect, uno dei tanti progetti dedicati all’iniziativa.

Memory Effect, co-prodotto da MAD Murate Art District e The Recovery Plan, consiste in quattro installazioni degli artisti Binta Diaw, Nexcyia, Bocar Niang e Lerato Shadi che lavorano alternando performancearte sonora e installazioni.

Il Memory effect, l’effetto memoria (ME) in geologia è visualizzato in interferenze e anomalie presenti nelle mappature e topografie; è infatti prodotto da errori e imperfezioni generati dall’attrezzatura e dalla tecnologia utilizzate nella raccolta dei dati e nella creazione di grafici. Questa riflessione dà forma alla mostra inquadrando le tattiche e gli strumenti connessi alla creazione e alla conservazione degli archivi e tutto ciò che rimane al di là del loro sguardo e della loro registrazione. Ciascuna delle opere esposte è realizzata con un approccio di installazione site specific ed estende la percezione della capacità sonora di occupare spazio. Video, materiali tessili, terriccio e parti di automobili articolano una serie di dialoghi sfumati sulla documentazione e la memoria come forme di resistenza. Attingendo a storie orali ed evidenziando materiale non archiviabile, il progetto è arricchito da display di ricerca portata avanti dagli alunni del master IED in Curatorial Practice collegati a Black Archive Alliance in dialogo con le opere degli artisti.

Il lavoro di Binta Diaw, 1.12.44, esposto nella Sala Anna Banti, è un’installazione ambientale composta da terra, suono, piante di miglio e un cappello dall’uniforme dei Tirailleurs sénégalais. L’opera fa direttamente riferimento alla storia complessa e sfaccettata dei Tirailleurs Sénégalais, uomini che furono arruolati in vari conflitti dal corpo d’armata francese durante il dominio coloniale francese in Africa occidentale. La data menzionata nel titolo, il primo dicembre del 1944, ricorda il massacro compiuto dal comando francese a Thiaroye, in Senegal.

Binta Diaw, – “1.12.44”

Nel video Mabogo Dinku (esposto nell’Emeroteca di MAD al piano terra), la mano di Lerato Shadi fa gesti enigmatici e lei canta un verso popolare in Setswana. Shadi non fornisce sottotitoli o indicazioni sul significato di parole e gesti perché l’artista narra l’inenarrabile, la storia del suo popolo, emarginato durante l’apartheid in Sudafrica.

Lerato Shadi

Con Mur des Mots (Muro di parole) di Bocar Niang, esposto nella galleria al primo piano, l’artista riflette sulla trasversalità delle espressioni artistiche, tra tradizione e contemporaneità, evidenziando il ruolo dell’oralità. La sua pratica riguarda la creazione di una collezione composta da racconti e poesie multilingue (in francese, inglese, pulaar, wolof, bambara, mandé, arabo).

Infine nel foyer del Carcere duro, al terzo piano, INTER(FEAR)ENCE di Nexcyia parla delle divisioni e  delle gerarchie tra i potenti e gli impotenti. Ispirato dall’idea che la paura generi un filtro sonoro, che ci impedisce di riconoscere la nostra comune umanità, questo lavoro dà corpo alle paure presenti ma invisibili simboleggiate dalle forze dell’ordine.

L’inaugurazione della mostra è fissata per giovedì 2 febbraio alle 17.30. Fino al 2 marzo.

Info: la mostra è aperta dal martedì al sabato dalle 14.30 alle 19.30. Chiuso al pubblico: domenica e lunedì. www.murateartdistrict.it

*La foto di copertina è di MAD Murate Art District.

Caro gennaio

Vorrei, farei, penserei. Inizia sempre così, carico di buoni propositi, bacini e finte smancerie ogni capitolo del nuovo anno. Ci convivi forzatamente per un po’ – giusto quei 364 giorni – e infine lo mandi candidamente a quel paese ogni 31 dicembre.

Quest’anno, caro gennaio del 2023, ho volutamente iniziato a scriverti tardi proprio per vedere se:

a) fino a che punto avrei gonfiato la mia testa di buoni propositi e aspettative

b) fino a che punto avrei retto con questo focus mentale 

c) fino a che punto mi avresti ampiamente delusa

E quindi, eccoci qui, a fine mese a vedere che cosa è successo. In ordine sparso mi ero ripromessa di leggere di più (finora male); camminare di più (mi difendo con 5km al giorno); polemizzare di meno (difficilissimo); guadagnare di più (no comment). 

Perché tutta questa aspettativa da un mese che – poverino – non ci ha fatto niente? Un mese che ha tra le sue colpe solo quello di essere freddo, piovoso, un mese di riflessione forzata su tutti i dilemmi esistenziali e ultimo ma non meno importante, anzi direi, drammatico aspetto – un mese con ben cinque lunedì

Il nome gennaio, dal latino ianuarius deriva da Ianus, dio romano Giano, la divinità che in generale rappresentava ogni forma di passaggio e mutamento (porte, ponti, passaggi ed effettivamente gennaio è il mese che apre le porte del nuovo anno). Solitamente raffigurato con due volti Giano Bifronte è conosciuto per essere il dio che può guardare il futuro ma ha sempre uno sguardo anche al passato. 

Insomma, un destino ingrato quello di gennaio perché vive nell’indecisione: “Mi si nota di più, se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?” (Ecce Bombo di Nanni Moretti).

Ebbene caro gennaio, davvero, con tutto il candore che possiedo e chiaramente senza rancore: vuoi gentilmente salutare il tuo pubblico, uscire di scena e portarci direttamente a febbraio?

Grazie!